News / Tecnologia e società / Film e intelligenza artificiale: il cinema del futuro, tra realtà virtuale ed effetti speciali

Film e intelligenza artificiale: il cinema del futuro, tra realtà virtuale ed effetti speciali

Dalle prime riprese di fine Ottocento, all’avvento del sonoro e poi del colore, fino alla rivoluzione digitale che ha ribaltato i paradigmi in termini di produzione e distribuzione: la storia del cinema e dell’industria cinematografica ha sempre viaggiato di pari passo con la tecnologia e la sua evoluzione. Quali sono le prossime frontiere? L’impiego dell’intelligenza artificiale nella scrittura delle sceneggiature è solo uno degli esempi più affascinanti, ma ci sarà spazio anche per la robotica e per l’interattività la realtà virtuale.

Un secolo e mezzo. Per la precisione 149 anni: tanto tempo è passato da quello che viene considerato il primo film della storia del cinema, “Dickson Greeting”. 12 secondi in cui William Dickson, ingegnere elettrico nonché braccio destro di Thomas Edison, rivolge un saluto in direzione della cinepresa. O meglio, del Kinetograph, secondo il nome dell’invenzione originale dei due.

È in questo momento che tutto ha inizio, dando vita a una nuova forma d’arte, che si trasformerà nella fiorente industria cinematografica del XX secolo e che oggi, nell’era dell’intelligenza artificiale, si prepara a vivere una delle sue trasformazioni più profonde per diventare il cinema del futuro. Prima di scoprire cosa ci riservano i film di domani, però, ripercorriamo i momenti tecnologici di svolta che ci hanno portati fin qui.

Dal prime proiezioni, al sonoro: la nascita del cinema

Probabilmente di “Dickson Greeting” non avevate mai sentito parlare, così come del ruolo essenziale giocato da Edison – noto soprattutto per l’invenzione della lampadina – nel cinema degli albori. Non c’è nulla di strano. A impedire a quel film di entrare a far parte del bagaglio culturale di ognuno di noi non fu certo il soggetto, semplice e ingenuo come solo una realtà sperimentale poteva produrre; semmai fu per via dell’assenza di uno schermo su cui venisse riprodotto.

Per visionare la pellicola, infatti, Edison e Dickson misero a punto una sorta di mobile, il Kinetoscope, in cui guardare attraverso un oculare, un po’ come durante l’osservazione in un microscopio appoggiato su un tavolo. Qualcosa di profondamente diverso dall’esperienza cinematografica così come la intendiamo oggi.

Per questo sono i fratelli Lumière a essere considerati tutt’oggi come gli inventori del cinema, godendo proprio per questo di una fama sconfinata e senza tempo. L’ispirazione arrivò loro dalle invenzioni sorte oltreoceano e dalle proiezioni in pubblico del Theatre Optique di Charles-Émile Reynaud, in cui i soggetti erano delle vignette disegnate a mano: di fatto il primo esempio di primi cartoni animati.

I Lumiére misero così a punto un loro sistema di ripresa e, il 28 dicembre 1895, proiettarono in un salone di Parigi uno spettacolo a pagamento formato da dieci brevi film. Il pubblico restò estasiato di fronte al cinema degli albori, tanto che in breve tempo le sale cinematografiche sorsero in tutta Europa e negli USA, mentre il cinema mutò la sua natura: da curiosità scientifica a nascente industria dell’intrattenimento.

nascita-del-cinema-film

Intrattenimento che allora era primariamente visivo, essendo le pellicole prive di sonoro. L’indissolubile legame tra tecnologia e industria cinematografica, tuttavia, portò ben presto allo sviluppo di soluzioni per abbandonare il muto. Seppur il primo brevetto in questo senso risale al 1906 e appartiene all’italiano Pietro Pierini, fu il Vitaphone – un sistema di sincronizzazione tra fonografo e proiettore, inventato negli Stati Uniti – a far entrare il suono nelle sale, con “Don Juan” nel 1926 e “The Jazz Singer” nel 1927. I dialoghi, salvo due frasi nel secondo film, erano ancora scritti come da tradizione del cinema muto, ma il solco era tracciato.

La svolta tecnologica dell’industria cinematografica: il colore, gli effetti speciali e la computer grafica

Negli stessi anni iniziò a imporsi anche il colore, presente fin quasi dagli albori in forma sperimentale, come per esempio attraverso la colorazione a mano delle pellicole. Nel 1911 in Inghilterra viene inventato il Kinemacolor, ma è ancora una volta in America che, nel 1916, la Technicolor crea il sistema di registrazione e proiezione a colori che, nelle sue varie evoluzioni, resterà lo standard più utilizzato ben oltre il secondo dopoguerra.

La successiva pietra miliare tecnologica nella storia del cinema è la diffusione degli effetti speciali, in particolare di quelli animatronici, che negli anni Settanta trasformano quello che prima era un elemento di contorno, nel vero e proprio centro focale dello spettacolo. E in questo caso il maestro internazionalmente riconosciuto è italiano: creature iconiche come E.T., King Kong e Alien sono tutte il prodotto dell’estro e delle capacità ingegneristiche di Carlo Rambaldi.

A partire dagli anni Ottanta, poi, alla meccatronica si affianca – e talvolta si sovrappone – la grafica computerizzata. “Tron”, nel 1982, è il primo film a farne uso esteso, ma saranno gli anni Novanta a consacrare questo metodo produttivo con “Terminator 2”, “Jurassic Park” e infine “Toy Story”, che nel ’95 diviene il primo film interamente realizzato con la computer grafica.

Industria cinematografica tra intelligenza artificiale e streaming online

Arrivando al presente, la diffusione di internet ad alta velocità e dei servizi di streaming online hanno cambiato il tradizionale paradigma che vedeva le produzioni cinematografiche contrapposte a quelle televisive. Le grandi pellicole, ormai tali solo nel linguaggio, sempre più spesso giungono direttamente nelle case delle persone attraverso computer e smart TV, senza passare dalle sale cinematografiche.

futuro-del-cinema-on-demand

Il modo stesso di pensare e scrivere i film sta mutando radicalmente. Netflix, per esempio, decide quali film e serie produrre unendo la forza dei big data e dell’intelligenza artificiale. In base a ciò che hanno guardato i suoi milioni di utenti, infatti, i computer sono in grado di determinare gli attori, le tematiche e le tipologie di trama più apprezzate, combinandoli per creare contenuti dal successo (quasi) garantito.

Un approccio simile si sta diffondendo pure a Hollywood, ancora oggi cuore pulsante dell’industria cinematografica mondiale. L’esempio lampante in questo senso è offerto da Cynelitic, un’agenzia fondata tre anni fa a Los Angeles, i cui servizi sono interamente votati a garantire il successo del cinema del futuro. Attraverso i suoi algoritmi, la società californiana promette la perfetta ricetta per un colossal: dalla miglior data di uscita, all’apprezzamento del cast nelle varie aree geografiche, fino a una stima degli incassi, tutto può essere predeterminato analizzando i dati.

Se questo vi sembra un affronto alla creatività umana, sappiate che il futuro del cinema sarà caratterizzato da un uso ancor più pervasivo dell’intelligenza artificiale. Come? Sfruttandola per scrivere le sceneggiature. Una prospettiva talmente concreta, da essere già realtà nel caso di ScriptBook, azienda belga nata nel 2015 con un core business simile a quello di Cynelitic e che tra i suoi clienti annovera già alcune grandi case di produzione. Queste ultime, tuttavia, preferiscono non apparire come tali in pubblico, soprattutto perché ora ScriptBook offre un servizio di scrittura quasi totalmente automatico: basta dare al sistema gli elementi essenziali di una storia, come l’ambientazione o gli argomenti principali, et voilà: il film è servito.

Cinema del futuro: computer grafica, robotica e realtà virtuale

Oltre che attraverso l’intelligenza artificiale, le macchine promettono di diventare sempre più parte dei film anche dal punto di vista fisico. Per esempio sostituendo stuntman e sequenze create da zero in computer grafica, con degli attori in gomma e metallo, per loro stessa natura privi di senso del pericolo. In un certo senso si tratta di riprendere i concetti della meccatronica portata al suo apice da Rambaldi, ma con le potenzialità offerte dalla tecnologia e dai materiali attuali.

Un perfetto esempio in materia di robotica applicata all’industria cinematografica è offerto dagli Stuntronics di Walt Disney Imagineering: veri e propri acrobati artificiali, in grado di eseguire incredibili (ma verosimili) evoluzioni a mezz’aria.

Cos’altro ci riserva il cinema del futuro? Sicuramente la realtà virtuale è un tema fervido di aspettative, dato che significherebbe in un certo senso passare dall’assistere, al vivere uno spettacolo. Il suo limite resta ancora oggi l’accessibilità, in termini soprattutto di diffusione dei visori e degli altri dispositivi necessari a poter entrare a far parte della narrazione. In fondo, però, non è irrealistico pensare che possano bastare pochi anni perché anche questo ostacolo venga superato.

Forse saranno sempre meno un puro frutto della creatività umana, ma i film di domani continueranno a emozionarci, questo è sicuro. Forse persino più intensamente di quanto abbiano fatto fino a oggi.

Questo prodotto non è privo di rischi e fornisce nicotina che crea dipendenza. Solo per maggiorenni che altrimenti continuerebbero a fumare o ad usare altri prodotti con nicotina.
  • Italiano

Inserisci mese e anno di nascita per confermare di essere un maggiorenne fumatore o utilizzatore di altri prodotti contenenti nicotina.

Conferma

Questo sito è destinato solo a maggiorenni fumatori o utilizzatori di altri prodotti contenenti nicotina

We Care

Questo sito contiene informazioni sui nostri prodotti da utilizzare con tabacco e abbiamo bisogno della tua età per accertarci che tu sia un maggiorenne in Italia che continuerebbe a fumare o a usare prodotti contenenti nicotina. I nostri prodotti da usare con appositi stick di tabacco non sono un'alternativa allo smettere e non sono concepiti come strumenti di supporto alla cessazione. Non sono privi di rischi. Gli stick di tabacco contengono nicotina, sostanza che provoca dipendenza. Uso riservato a soli adulti. Per maggiori informazioni visita la sezione Cosa Sapere di questo sito.