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Quando innovare è Banale: la startup made in Italy per gli smart traveller

La startup Banale ha una missione: migliorare il comfort di smart traveller, urban commuter e tutte le persone che frequentano le grandi città. Come? Progettando prodotti utili e innovativi per soddisfare i bisogni di chi sceglie di condurre una vita in movimento. La creatività made in Italy applicata al concetto del viaggio è stata premiata dal consenso del pubblico e sostenuta da un interessante progetto di fundraising, che sta ponendo le basi per un’ulteriore evoluzione. Parola d’ordine per gli startupper di Banale (e non solo): guardare sempre avanti.

Qualche anno fa, mentre tutte le startup progettavano idee applicate al mondo digitale, nasceva una startup “fuori dal coro”, cresciuta con una produzione offline orgogliosamente Made in Italy “perché l’Italia a nostro avviso ha una forza immensa in termini di creatività e sviluppo del prodotto, molto più significativa rispetto al mondo digitale. E abbiamo scelto di puntare su questo”. Tommaso Cuccioni, founder di Banale insieme a Stefano Boschi, racconta come, partendo semplicemente da uno studio alla Bovisa, quartiere milanese, storicamente sede di attività produttive artigianali e industriali, è possibile arrivare a ideare prodotti innovativi venduti in oltre 2.500 negozi e piattaforme online in 25 Paesi nel mondo.

Carta d’identità

Nome: Banale
Attività: Inventa accessori per le persone in movimento
Anno di nascita: 2015
Ideatori: Tommaso Cuccioni e Stefano Boschi

Una startup tutt’altro che… Banale

Un nome che non fa promesse, scelto, in realtà, per provocazione, come segno distintivo rispetto a chi, invece, ha sempre visto solo nel digitale il vero valore dell’innovazione: “Banale è nata nel 2015, quando tutti lanciavano startup legate al mondo online. Noi, invece, avevamo in mente un progetto legato alla produzione di prodotti di design. Spesso eravamo quindi additati come imprenditori banali, appunto, perché legati al mondo offline, a qualcosa di fisico e quindi di vecchio stampo”.

Gli accessori per smart traveller di Banale: innovazione sia nell’idea che nel prodotto?

La nostra idea di prodotto si basa sull’analisi di uno dei pilastri della modernità, ovvero il viaggio. Che sia di lunga percorrenza o quotidiano casa-lavoro, il viaggio è ormai una parte integrante del vissuto collettivo (parentesi COVID a parte). È quindi importante renderlo il più facile, piacevole e sicuro possibile. Nella società contemporanea così attenta ai valori esperienziali piuttosto che al possesso di beni materiali, vogliamo valorizzare il concetto del viaggio attraverso dei prodotti mirati che permettono di goderne al meglio. Come i travel pillow, ad esempio, i cuscini per un viaggio più confortevole, semplici e pratici da portare con sé. Come le nostre mascherine antismog, utili tra l’altro quando vai al lavoro in bicicletta dribblando il soffocante traffico urbano. Come lo spazzolino tascabile, pratico, igienico e ricaricabile, che amiamo definire smart toothbrush”.

Progettiamo tutto noi. Ci occupiamo anche di industrializzazione, produzione e distribuzione. La nostra filosofia va nella direzione dell’innovazione, ovvero nella ricerca di un cambiamento rilevante ed efficace nel modo di percepire e vivere un’esperienza. Il nostro target testimonia che, se si coglie un reale bisogno dell’utilizzatore finale, il cambiamento offerto per soddisfare una determinata necessità è sempre apprezzato. Ci piace definire le persone che ci scelgono come “gli entusiasti”, ovvero come individui che abbracciano l’innovazione nel senso più profondo, non prestando attenzione solo al fattore estetico e di stile. La maggior parte dei nostri clienti è compresa nella fascia d’età tra i 30 e i 50 anni, un segmento di mercato con esigenze evolute, che presta grande attenzione a temi e valori diversi rispetto a quelli dei giovanissimi, come la praticità, la riduzione dello spazio o la protezione dallo smog”.

Chi sono gli smart traveller?

La mission di Banale è molto chiara, ma allo stesso tempo complessa: migliorare il comfort ed il benessere delle persone che frequentano e viaggiano nelle grandi città: gli smart traveller. Molti studi recenti* hanno delineato il profilo del viaggiatore europeo, definito appunto smart traveller. Si tratta di un individuo caratterizzato da una buona familiarità con la tecnologia e con gli strumenti self-service per la gestione dei viaggi. Il 76% dei viaggiatori prenota i propri voli dal PC, il 18% dal proprio dispositivo mobile, effettua il check-in via web, da mobile o tramite i totem in aeroporto. Più del 70% dei viaggiatori europei è smart, contro la media globale pari al 57%. 6 viaggiatori su 10 sono “attenti pianificatori”: stampano i documenti di viaggio, li controllano più volte e apprezzano l’interazione con gli agenti delle compagnie aeree, per assicurarsi che il viaggio proceda senza intoppi. Un sesto dei viaggiatori chiede di essere “coccolato”, perché desidera che il proprio viaggio sia un momento di relax: è disposto anche a pagare un extra per migliorare la propria esperienza e a munirsi di dispositivi smart in grado di rendere più agevole e veloce la propria esperienza, soprattutto nel caso in cui sia necessario uno spostamento per lavoro tra una grande città e l’altra.

Startup Made in Italy: il design non è solo un lavoro da designer

Tommaso è un commerciale, Stefano un ingegnere, con esperienze rispettivamente in SmartBox e Accenture, eppure i loro prodotti sembrano progettati da veri e propri designer professionisti. “Noi pensiamo al prodotto, alle caratteristiche che dovrebbe avere per diventare più funzionale. La prima idea creativa è la nostra. Ci affidiamo però poi a designer professionisti con diverse competenze specifiche, che individuiamo di volta in volta in base al prodotto che vogliamo sviluppare. Questa formula funziona e l’azienda sta crescendo. Ora puntiamo a raddoppiare i risultati numerici. Sottolineo “numerici”, perché i risultati dal punto di vista della soddisfazione personale li raggiungiamo ogni giorno. La nostra filosofia ci ha portato a creare, anticipare ed esportare, entrando in contatto con imprenditori e partner di tutto il mondo”.

Quali sono i prossimi obiettivi di Banale?

Un’attività che parla a chi è in movimento non può restare ferma e continuare a fare la stessa cosa, seppur bene. È questo il senso profondo di una startup: generare innovazione, in tutte le sue accezioni. “Tra i nostri prodotti di maggior successo ci sono le maschere antismog. Da un anno e mezzo stiamo lavorando ad un progetto per evolvere ulteriormente questa idea creativa, rendendola ancora più utile per il consumatore. Si tratta di un’applicazione legata proprio a queste maschere, che offre molte informazioni utili a chi le utilizza, quali ad esempio quando il filtro deve essere cambiato o quanta polvere sottile non hai respirato quel giorno indossando la maschera”.

Il successo di una startup passa anche per gli errori

Omni-pillow, il cuscino da viaggio 3 in 1, che si trasforma consentendo 3 diverse modalità di utilizzo e si può appallottolare, diventando quindi molto pratico da trasportare, è il prodotto di maggior successo di Banale. “È anche il prodotto cui sono più affezionato, perché l’ho testato durante un viaggio in Vietnam e quindi lo collego a quell’esperienza personale. Questo successo è stato però preceduto anche da momenti difficili. Mi riferisco al primo prodotto che abbiamo realizzato, ovvero lo smart toothbrush. Questo spazzolino da viaggio ricaricabile ha richiesto per lo sviluppo investimenti iniziali enormi, difficili da ammortizzare. Questo lo pone a mio avviso in coda in un’ipotetica classifica dei nostri prodotti dal punto di vista del successo. Lo consideriamo però positivamente come “un errore di gioventù”.

”Errori ed insuccessi fanno parte integrante del gioco, quando avvii una startup. Bisogna esserne pienamente consapevoli. In questi 5 anni di lavoro, abbiamo avuto tanti momenti complicati, in cui si è talvolta anche palesata la possibilità di chiudere l’attività imprenditoriale. Abbiamo tenuto duro, però, e li abbiamo superati tutti, anche grazie a chi ci ha sostenuto, aziende e banche che hanno creduto nel nostro progetto. Questo tipo di criticità può essere molto frequente ed è importante che chi decide di avviare una startup lo sappia e sia psicologicamente, oltre che materialmente, preparato. Un consiglio che oggi mi sento di dare a un aspirante startupper? Prima di partire è fondamentale chiedersi: - Ho i mezzi, la volontà, il carattere, la determinazione e, soprattutto, la resilienza per lavorare a questo progetto tutti i giorni? Per anni? Tra 3-5 anni dove vorrei essere? Se la risposta è: vorrei essere in un chiringuito, magari in Colombia. Ecco, allora è meglio evitare di buttare via tempo e denaro”.

Banale, fundraising di successo per la startup made in Italy dell’urban tech

Il fundraising è un’attività di raccolta fondi destinati allo sviluppo di un progetto o al sostegno di un'istituzione o un'organizzazione. È uno strumento che viene spesso utilizzato per “accelerare startup innovative”, accumulando risorse per la crescita e lo scale-up. A settembre dello scorso anno, dopo una rapida crescita di volumi e fatturato, Banale ha raccolto 1,2 milioni di euro, che verranno investiti per lo sviluppo della gamma degli originali prodotti made in Italy, il potenziamento delle vendite online e l’apertura dei primi negozi monomarca a Milano ed in Asia.

Questo fundraising di successo è stato guidato dall’esperienza di Nuvolab, venture accelerator e innovation advisor, che da poco più di un anno supporta Banale nella sua espansione. Le risorse aggregate permetteranno di proseguire e velocizzare il processo di crescita e affermazione del brand made in Italy come riferimento per il mercato degli smart traveller e degli urban commuter. L’obiettivo è quello di essere pronti nel 2021 a espandere i punti vendita diretti sul mercato retail e a crescere online nei principali mercati di riferimento: USA e Asia.

*Correrie delle comunicazioni, “Smart traveller”, nuovi viaggiatori sempre più connessi e tecnologici”.

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