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Il viaggio virtuoso dell’economia circolare

“DONNE SCIENZA INVENZIONE CARRIERA - Progetto di Gianna Martinengo”
Dalle esperienze alle skill al role model, viaggio tra le professioniste e scienziate che stanno facendo progredire il mondo della scienza italiano e internazionale. Interviste a "mente aperta” anticipate da un viaggio nei diversi mercati dell’innovazione.

Ci sono progetti che non possono attendere, che si presentano quando magari il mondo è concentrato su altro, che paiono del tutto sconnessi con le esigenze primarie delle società (i.e. combattere il Covid) ma in realtà sono integrati e assolutamente funzionali proprio alle stesse esigenze primarie (i.e. investire per far riprendere l’economia, i posti di lavoro, il futuro dei figli). Questo è il caso dell’economia circolare, che è momentaneamente scomparsa dai riflettori della cronaca, ma che rappresenta una vera opportunità per l’Italia, come peraltro ben spiega nell’intervista di seguito l’imprenditrice Sabrina Corbo, Tecnovisionaria 2020, fondatrice con il marito della società Green Network.

Economia circolare significa, per i non addetti ai lavori, pensare a un sistema nel quale il consumo di materiali non è costante e finalizzato alla loro dismissione, ma nel quale gli oggetti e gli strumenti possono essere riciclati e usati più volte, anche con funzioni diverse dall’originaria.

L’economia circolare in Italia

Il nostro Paese ha una posizione di forza, a livello europeo, in quanto i nostri imprenditori hanno saputo, prima di altri, intuire i plus dell’economia circolare anche per il Pil nazionale: ad oggi l’Italia è prima per indice di circolarità (il valore attribuito secondo il grado di uso efficiente delle risorse in cinque categorie: produzione, consumo, gestione rifiuti, mercato delle materie prime seconde, investimenti e occupazione), seguita a distanza da Germania e Francia.

Da noi ci sono oltre 500.000 persone occupate in questo settore. Nonostante i dati indichino un rallentamento causato da una mancanza di “visione” politica – ovvero di strategie nazionali e piani di azione – buone prospettive giungono per esempio dalla bioeconomia, ossia quel modello che guarda all’economia basandosi sull’uso sostenibile delle risorse naturali rinnovabili.

fotovoltaico economia circolare

Oggi sappiamo che l’economia circolare sarà un asset fondamentale per la ripresa del nostro Paese dopo la tragedia Covid-19. Attenzione però: è necessario che il mondo imprenditoriale e accademico si sforzino di raccontare e spiegare meglio al cittadino quanto sia importante questo approccio, dato che, secondo un’indagine Legambiente, solo 4 italiani su 10 conoscono i principi dell’economia circolare. E gli altri?

Va da sé che l’apporto delle donne – manager, ricercatrici, imprenditrici – sarà fondamentale non solo per la gestione della tematica “circolare” dal punto di vista della comunicazione e del marketing, ma della capacità di intuire innovative prospettive di business tra le pieghe del grande mondo del riciclo e del riuso, con la creatività e l’immaginazione che solo esse possiedono*.

L'energia straordinaria di una donna imprenditrice che fornisce energia green: Sabrina Corbo e la sua carriera eco-friendly

sabrina corbo green network

L’energia sarà impalpabile come i sogni, ma Sabrina Corbo è riuscita a rendere concreto il suo, di sogno, proprio fornendo energia. Unendo passione e intraprendenza. La sua a quella del marito. Ingegnere elettrico lui, esperta di diritto commerciale e societario lei, nel 2003 hanno fondato Green Network: società che opera nel mercato energetico.

luce elettrica

“L’intraprendenza in fondo è una forma di energia” ci dice dal suo ufficio di Londra. “E proprio dalla nostra voglia di metterci in gioco, eravamo due giovani professionisti allora, io avevo 30 anni, mio marito 33, è nata la nostra società che fornisce energia green, un’azienda di famiglia tra i giganti di Stato”. Un’azienda che, dopo aver fornito energia elettrica e gas al mercato italiano, è approdata anche Oltremanica. “Siamo la prima azienda italiana a fornire energia e gas agli inglesi”.

fornitura gas green network

Solare e determinata, Sabrina Corbo si racconta con passione. Racconta come siano partiti da zero - coraggiosi? “Sì, ma soprattutto visionari” - e racconta come l’impegno, lo studio e la fiducia in sé stessi siano fondamentali per coltivare i propri sogni: “credere nei propri sogni è ciò che ti spinge ad accettare le sfide”.

Sabrina Corbo è convinta che “le idee si realizzino se si ha il coraggio di mettersi in gioco e di uscire dalla cosiddetta comfort zone”. Lei l’ha fatto facendo gioco di squadra con il marito e così, unendo le reciproche competenze, hanno deciso di fare impresa.

Ma se il desiderio di realizzare quel sogno comune ha innescato la spinta propulsiva, l’impegno è l’energia che da allora alimenta la sua vita professionale.

«Senza impegno e studio anche le idee più promettenti rischiano di rimanere tali. Io ho studiato tanto e continuo a farlo ogni volta che affronto una nuova avventura. L’ho fatto all’inizio, quando, dopo anni in diversi studi legali internazionali, ho deciso di entrare nel settore energetico, che fino ad allora era il settore delle aziende di Stato. L’ho fatto quando mi sono trasferita a Londra per capire se anche qui il mercato dell’energia pulita potesse essere sviluppato». E continua a farlo pensando al futuro e alle nuove sfide da affrontare. Come azienda. Come società. Come donna.

economia circolare energia pulita

Sabrina Corbo, oggi lei fornisce energia a oltre un milione di clienti tra Italia e Regno Unito. Un bel traguardo che - come racconta con soddisfazione - di fatto ha raggiunto partendo da zero, dopo aver lasciato gli studi legali per dedicarsi all’energia green.

«Ne vado orgogliosa in effetti, ho dovuto imparare tutto, con umiltà, perché il mondo dell’energia l’ho preso in prestito da mio marito. All’inizio non sapevo cosa fosse l’energia, non ne conoscevo il mercato. Quindi ho studiato, tanto, per capire il libero mercato dell’energia ma anche come funziona un’azienda. Perché di fatto sono una manager imprenditrice: ho questo doppio ruolo. Da un lato sono (co)fondatrice e (co)proprietaria dell’azienda, dall’altra sono la manager che lavora, investe, progetta, programma. E affronta i cambiamenti.

Dopo tredici anni di attività in Italia, per esempio, mi sono trasferita a Londra per far crescere l’azienda: è stata la prova delle prove e aver raggiunto nel Regno Unito la dimensione di medium size e circa 800mila clienti in meno di tre anni è una grande vittoria, personale e aziendale».

Poco meno di venti anni fa, lei ha scelto di investire in energie rinnovabili e green. Oggi l’Unione Europea punta sulla decarbonizzazione, quindi vuole accelerare la transizione energetica, per contrastare la crisi climatica. L’obiettivo: un'UE a impatto climatico zero entro il 2050. Quali sono secondo lei le sfide della sostenibilità?

«Transizione energetica e efficienza energetica. A questo dobbiamo puntare. Dobbiamo puntare a un’economia circolare, dobbiamo connettere tutti i fattori produttivi mettendo al centro la tutela dell’ambiente, dobbiamo raggiungere le quote stabilite dall’UE di energia da rinnovabili. Tutto questo non può essere un’utopia. Ma l’obiettivo da perseguire. È difficile, è complicato. Ma dobbiamo farlo. Tutti insieme.

fonti rinnovabili

Noi siamo nati Green: volevamo distinguerci dagli altri fornitori. In questi anni abbiamo investito solo sulla produzione da fonti rinnovabili perché era il giusto momento di farlo: oggi come allora. Del resto il nostro nome lo dice chiaramente: siamo e vogliamo essere la “rete dei verdi”. Siamo natural born green e all’epoca, quando siamo nati, nel 2003, eravamo i primi a crederci. Oggi siamo contenti di vedere che la nostra direzione è da sempre stata quella giusta perché si è capito chiaramente che non possiamo più permetterci di non salvaguardare il nostro pianeta. È un problema che ci riguarda tutti, per cui tutti dobbiamo fare la nostra parte facendo attenzione e, se necessario, cambiando i nostri stili di vita. Qui in Inghilterra, per esempio, il governo è già intervenuto a bandire la commercializzazione di alcuni prodotti di plastica su tutto il suo territorio. Sono passi importanti per facilitare il cambiamento».

green business

In quest’ottica a settembre avete intrapreso un nuovo business, sia in Italia sia in UK, lanciando Green Network Store?

«Sì. È una piattaforma internazionale di vendita di prodotti green, eco-friendly. Prodotti che fanno parte della nostra vita quotidiana: per tutta la famiglia, per la casa, per il beauty. In effetti, siamo partiti dall’idea di voler ampliare il concetto di “energia = bolletta” considerando che, in realtà, l’energia pulita può far parte della nostra vita reale più di quanto immaginiamo. In fondo l’energia serve per produrre ciò che ci serve nel quotidiano e se vogliamo davvero essere “circolari” dobbiamo da un lato scegliere energia pulita e dall’altro cambiare le nostre abitudini nella scelta di ciò che acquistiamo, scegliendo la tutela l’ambiente.

energia pulita

Per questo la nostra piattaforma di e-commerce Green Network Store vende prodotti esclusivamente sostenibili. Sono convinta infatti che anche come cittadini e consumatori possiamo e dobbiamo fare la differenza, per esempio scegliendo prodotti più sostenibili, fabbricati con un basso impatto ambientale, che a loro volta possano essere riciclati e riutilizzati. Perché il cambiamento è necessario e urgente e non possiamo più permetterci di scaricare le responsabilità sugli altri: pensando, per esempio, che solo i produttori di energia debbano cambiare. Ognuno di noi deve farlo, a cominciare dalle piccole azioni quotidiane».

Com’è nata l’idea di vendere prodotti sostenibili e green?

«Un cliente e mia figlia tredicenne, a distanza di pochi giorni, mi hanno fatto aprire gli occhi. Il Customer Service un giorno mi presenta la richiesta di un cliente inglese, che ci chiedeva se oltre all’energia vendessimo altri prodotti “green”. Non nego che inizialmente ho trovato la richiesta insolita: mi son detta “cos’altro potrei offrire se sono fornitore di energia” che non siano sempre i soliti prodotti di efficienza energetica ormai troppo gettonati? Qualche giorno dopo arriva la richiesta di mia figlia: voleva uno zaino nuovo. Quando le ho chiedo perché desiderasse proprio quello zaino, che esteticamente non faceva impazzire, mi ha spiegato che era realizzato con plastica riciclata recuperata dagli oceani. Insomma, voleva proprio quello e non altri zaini perché era sostenibile, voleva contribuire alla salvaguardia dell’ambiente. Così è nata l’idea di creare Green Network Store».

Senta, a chi suggerisce che in tempi di crisi (sanitaria, sociale ed economica) sia opportuno mettere da parte la green economy perché altre sarebbero le priorità, si può obiettare che non necessariamente servono nuove risorse, basterebbe reindirizzare gli investimenti dai fossili alle rinnovabili, e in secondo luogo che la stessa transizione energetica (oltre che necessaria per fronteggiare la crisi climatica) può creare posti di lavoro?

«Esattamente. Transizione energetica significa fare i giusti investimenti ed è necessario farli per il futuro dei nostri figli. Investimenti che fanno girare l'economia. Per esempio io stessa lanciando questo nuovo business ho assunto personale per portare avanti il nuovo progetto, e scegliendo di vendere solo prodotti green ho scelto di sostenere tutti i produttori di prodotti ecosostenibili. È un circuito, una rete dei verdi che si alimenta e si sostiene e che ci responsabilizza delle nostre scelte quotidiane.

green business network

Siamo noi a definire il nostro futuro scegliendo di preservare l’ambiente, scegliendo fonti rinnovabili e energia pulita. Insomma, se è vero che ogni business deve essere redditizio è altrettanto vero che un business green ha valore per il contributo che dà alla salvaguardia dell’ambiente, ma produce anche valore in termini economici. E sono tanti gli investimenti green che gratificano entrambi i lati della medaglia: quello economico e quello ecologico ed etico».

Sabrina Corbo quest’anno è stata premiata come Tecnovisionaria per la sua carriera di imprenditrice e per l’entusiasmo con cui affronta le sfide e guarda al futuro, offrendo anche un modello di riferimento alle giovani donne che progettano il loro futuro. Qual è l’ostacolo più grande, secondo lei, che una donna deve affrontare ancora oggi nel fare carriera?

«Gli stereotipi. Perché dobbiamo lottare contro tanti stereotipi che ostacolano il nostro cammino. Basti pensare che ancora oggi certe cariche e certi ruoli sono considerati maschili. Per questo è fondamentale riuscire a fare rete, perché dobbiamo essere noi stesse amiche di noi stesse, e insieme far sentire la nostra voce».

Del resto l’avere successo nel lavoro è considerato più importante per un uomo che una donna: ce lo dice un’indagine Istat**. E dati europei*** indicano che in media, la retribuzione oraria delle donne in UE è inferiore a quella degli uomini del 16 % e che solo il 67 % delle donne ha un’occupazione, contro il 78 % degli uomini.

Proprio a tal proposito la presidente Ursula von der Leyen ha ricordato che la parità di genere è un principio fondamentale dell’Unione europea, un principio che deve ancora diventare realtà. E ha ricordato che “nel mondo degli affari, in politica e nella società nel suo complesso potremo raggiungere il nostro pieno potenziale solo utilizzando tutti i nostri talenti e la nostra diversità. Impiegare soltanto la metà della popolazione, la metà delle idee e la metà dell’energia non è sufficiente”.

«Come non essere d’accordo. La situazione sta pian piano cambiando e deve continuare a cambiare. Perché la valorizzazione dei talenti e delle competenze femminili, quindi più donne nei ruoli apicali, non potrà che giovare alla società e alle aziende. Il mio settore per esempio è ancora prettamente maschile: io sono una delle pochissime amministratrici delegate di aziende del settore energia. Questo non mi ha mai spaventato, ma non posso negare che soprattutto all’inizio ho dovuto dimostrare di essere la persona giusta al posto giusto».

*Fonti: “Rapporto nazionale sull’economia circolare in Italia” 2020, CEN- Circular Economy Network ed ENEA; “L’economia circolare in Italia”, Legambiente-Ipsos.

**https://www.istat.it/it/archivio/235994

***https://ec.europa.eu/info/sites/info/files/aid_development_cooperation_fundamental_rights/gender_equality_strategy_factsheet_it.pdf

Biografia della dottoressa Sabrina Corbo

Nel 2003 Sabrina Corbo fonda il Gruppo Green Network SpA: ad oggi tra i principali fornitori di energia elettrica e gas in Italia, con circa un milione di clienti in Italia e nel Regno Unito e oltre 2 miliardi di fatturato.

Da donna imprenditrice e manager d'azienda con tre figli, sostiene da sempre il valore della famiglia e del ruolo professionale femminile fondando nel 2007 le attività di sviluppo de Le Fate Turchine Srl: costruisce un asilo nido e scuola dell'infanzia privata a Roma per offrire un importante benefit gratuito a tutti i suoi dipendenti a sostegno delle loro famiglie e dei loro figli. Ad oggi è una rinomata scuola dell'infanzia della capitale aperta anche al pubblico.

Dal 2013 ad oggi, si trasferisce in Inghilterra dove fonda e sviluppa il Gruppo Green Network nel Regno Unito con Green Network Uk Plc quale società che opera nel mercato del trading dell'energia elettrica e del gas in tutta Europa e nel 2015 fonda e segue sin dall'inizio la start up di Green Network Energy Ltd: prima società italiana come fornitore di energia elettrica e gas in tutto il Regno Unito.

Da sempre impegnata nel sociale, dal 2012 ad oggi sostiene progetti di ricerca medica di Telethon e nello stesso anno lavora in prima linea per offrire il massimo supporto all'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, costruendo un progetto ad hoc con tutta l’equipe medica per sviluppare in tre anni una moderna attività clinico assistenziale del reparto di Terapia Intensiva Cardiochirurgica per neonati e bambini, ampliando i posti letti di terapia intensiva, acquistando macchinari innovativi di prevenzione e diagnosi e digitalizzando il reparto di terapia intensiva del reparto.

Tra i principali riconoscimenti che le vengono conferiti, nel 2016 viene premiata con il prestigioso Green Economy Award come eccellenza italiana nell’imprenditoria e nella cultura, all'interno della nona edizione degli UK-Italy Business Awards e nello stesso anno entra a far parte del Business Club Italia a Londra.

Nel 2017 viene insignita del grado di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e nel dicembre 2019 viene inserita ufficialmente nella classifica “Business Person of the Year” nella categoria Energy dalla prestigiosa rivista Fortune Italia. A maggio 2020 è stata eletta Vice Presidente della Camera di Commercio e Industria Italiana in U.K. A ottobre riceve il Premio Internazionale Tecnovisionarie 2020.

La sua grande capacità di visione imprenditoriale unita al coraggio, alla determinazione e al forte impegno nel raggiungere gli obiettivi di business sono le caratteristiche che la contraddistinguono.

La sua filosofia è ispirata ad Henry Ford: “L’entusiasmo è alla base di tutti i progressi. Il meglio che possiamo fare è cogliere le opportunità, calcolare i rischi connessi, stimare la nostra abilità di gestirli e fare i nostri progetti con fiducia”.

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