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Le donne che hanno cambiato il mondo: Elena Cornaro Piscopia, prima donna laureata

In Italia solo il 4% delle persone con età compresa tra i 25 e i 64 anni possiede un titolo di laurea*. Più della metà, il 55% per la precisione, è rappresentato da donne. Un dato sorprendente per certi aspetti, se si considerano i dati relativi all’occupazione e ai livelli salariali nel nostro Paese, che vedono prevalere nettamente gli uomini. Ma non siamo qui a trattare il tema, sempre attuale, della disparità di genere, bensì a raccontare le vicende di chi, in tempi decisamente non sospetti, lo ha affrontato di petto. Si tratta di Elena Cornaro Piscopia, una delle donne che hanno cambiato il mondo in qualità di prima donna laureata.

Chi era Elena Cornaro Piscopia?

Veneziana di nascita, una famiglia numerosa (quinta di sette figli) e un titolo nobiliare acquistato per lei dal padre al compimento dei 18 anni. Cosa ci si aspettava socialmente,alla fine del 1600, da una donna con tali “caratteristiche”? Sicuramente un marito, dei figli e una vita vissuta prevalentemente tra le mura domestiche, con una conoscenza completa delle arti e dei mestieri da perfetta padrona di casa. E, in effetti, Elena (il cui nome completo è in realtà Elena Lucrezia Cornaro Piscopia) ha dimostrato sin da piccola una passione non comune per la conoscenza, seppure in altri ambiti.

Diventare la prima donna laureata: un percorso a ostacoli

Ebraico, spagnolo, francese, arabo e aramaico, le lingue parlate. Studi musicali, filosofici e teologici. Ma Elena Cornaro Piscopia non si accontentava di studiare. Lei voleva anche laurearsi. Il suo progetto era quello di laurearsi in teologia, ma il cardinale Gregorio Barbarigo, che riteneva assurdo dare una laurea in teologia a una donna: “Non rendiamoci ridicoli a tutto il mondo. È uno sproposito dottorar una donna”, si oppose fermamente alla sua richiesta. Fu solo grazie all’intervento di Carlo Rinaldini, professore all'Università di Padova e amico del padre, nonché alla caparbietà dell’aspirante laureata, che il 25 giugno 1678 Elena divenne la prima donna laureata in Italia, anzi nel mondo. Magistra in philosophia tantum: laureata quindi solo in filosofia, non in teologia. Ma questo è poco rilevante rispetto al grande passo compiuto per quell’epoca.

“Alle ore 9 di sabato 25 giugno 1678 a Padova, trasferito all’ultimo momento in Cattedrale, nella cappella della Vergine, essendo la sede abituale risultata insufficiente per il pubblico convenuto, ebbe luogo l’esame per il conferimento del Dottorato in Filosofia a Elena Lucrezia Scolastica Cornaro Piscopia. Durante la discussione dei puncta assegnatile, consistenti in due tesi su Aristotele, le dotte e brillanti risposte di Elena impressionarono i suoi esaminatori che, a scrutinio segreto, decisero di proclamarla per acclamazione magistra et doctrix in philosophia".

La solitudine dell’essere la prima donna laureata

Alla prima laurea, fece seguito una seconda, oltre a un dottorato. Carriera di cui andare fieri e orgogliosi, ma che all’epoca trasformò Elena Cornaro Piscopia in un fenomeno da esibire (da parte della famiglia) e da guardare con stupore, ma da lontano (da parte della società). Il suo primato quindi non le permise comunque di confrontarsi alla pari con i colleghi uomini.

La sua laurea non fu che uno spiraglio immediatamente richiuso, tanto che in seguito solo nel 1732 in Italia si laureò un'altra donna, che possiamo annoverare tra le game changer italiane che hanno fatto la storia, Laura Maria Caterina Bassi. Una donna speciale che riesce anche, per la prima volta nella storia mondiale, a insegnare in un'Università (l'Archiginnasio di Bologna) e a ricevere la stessa retribuzione dei colleghi uomini (ritorniamo a un tema che poi diventerà sempre più importante, il gender gap). Curiosamente, possiamo notare che il primato di Elena Cornaro Piscopia rimase a lungo insuperato anche a causa del suo stesso padre, che, pur di non perdere il privilegio di avere come figlia la prima e unica donna laureata, si oppose a ogni laurea al femminile dopo di lei.

Le donne che hanno cambiato il mondo: Laura Bassi

Ripartiamo da Laura Bassi, che pochi conoscono in Italia, nonostante all’epoca ben pochi la superarono come fama e riconoscimento pubblico nel mondo accademico e scientifico. Laura Bassi, infatti, insegnò “scienze naturali” e fisica, materie che allora erano prerogativa sostanzialmente maschile. Approccio che purtroppo persiste ancora oggi.

la prima donna laureata nel mondo

L’Onu, attraverso l’Unesco, da anni verifica la situazione e i dati aggiornati dicono che solo il 30%** delle studentesse nel mondo sceglie discipline nei campi che oggi vengono indicati con l’acronimo Stem: scienze, tecnologia, ingegneria e matematica. Si scende al 3%** in un settore in fortissima espansione come quello delle tecnologie informatiche e della comunicazione digitale. Per sensibilizzare sul tema, dal 2015, le Nazioni Unite celebrano “la giornata delle ragazze e delle donne scienziate”.


*Rapporto Ocse - Education at a glance 2018.

**Unesco Women in Science.

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