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News / Tecnologia e società / Viaggiare in van: vivere in viaggio tra natura, nuove tecnologie e un’avventura a misura d’uomo
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Viaggiare in van: vivere in viaggio tra natura, nuove tecnologie e un’avventura a misura d’uomo

Una vita in viaggio, magari una van life – cioè viaggiare in van oppure in camper – fino a pochi anni fa era un’opportunità per pochi fortunati o per chi non si poteva permettere una vita di stabilità. Oggi, invece, complici le nuove tecnologie, sempre più persone scelgono di abbandonare il posto fisso in ufficio e il mutuo per l’acquisto di una casa, per girare il mondo su quattroruote.

La vita da camper, che fino a pochi anni fa era associata ad un’idea di nomadismo povero, un po' hippy e un po' spiantato, oggi viene abbracciata da tipologie di traveller molto diversi. Saltano a bordo di un van camperizzati giovani professionisti, veri nerd delle nuove tecnologie molto sensibili all’ambiente; professionisti workaholic – magari nella new economy - che, superato il limite, riprendono possesso di ritmi di vita umani e della propria passione sportiva. Poi ci sono famiglie che scelgono di viaggiare in van per regalare ai figli una vita di esperienze, fino ai pensionati che si godono i risparmi di un’esistenza con motohome super lusso. Solo per citare gli esempi più comuni.

L’origine della vita da camper

Se spesso si associa la van life ad un camper per viaggiare attraverso uno dei tanti panorami mozzafiato degli Stati Uniti, è perché si dimentica che la prima forma embrionale di “furgone” camperizzato, non destinato al commercio, è nato all’inizio del ‘900 in Francia. Quando un gentlemen appassionato di motori commissiona la modifica e la conversione di uno dei primi modelli di auto in un’embrionale forma di van.

Da quel momento la fantasia ingegneristica delle case costruttrici e l’inventiva delle persone che li acquistavano a qualsiasi condizione, ha dato vita a migliaia di modelli diametralmente opposti di quattroruote camperizzati o camper veri e propri, a misura di tutte le tasche.

Perché scegliere la Van Life

La van life non è dettata solo dalla voglia di libertà e di vedere il mondo. C’è il desiderio di avere un contatto più stretto con la natura e scegliere un’esistenza in cui ci sia spazio tanto per il lavoro quanto per il tempo libero in un ambiente meno caotico e più a misura d’uomo. Avere, insomma, una vita più (eco)sostenibile. Un van o un furgone camperizzato azzera la cementificazione e la creazione di nuove aree abitative, si parcheggia praticamente ovunque con un ingombro ridotto, anche in luoghi non accessibili a nuove architetture murarie, ed ha solitamente un’autonomia prolungata in fatto di risorse di acqua e di energia.

La sensibilità alla natura è una delle leve che muove chi abbraccia una vita da camper: abbandono dell’auto in cui trascorrere lunghe ore della giornata, a favore di un mezzo che – se non sempre super performante a livello di meccanica – viene equipaggiato con pannelli solari e una gestione oculata delle risorse d’acqua per lavarsi, cucinare… Un modello di vita eco friendly influenzato anche dalle dimensioni dell’abitacolo a disposizione che invita a liberarsi del superfluo, riducendo tutto all’essenzialità più spinta.

Gli stessi passeggeri riducono la quantità di vestiti, scarpe e oggetti da portare in viaggio: tanto per gli spazi ridotti della vita da camper, quanto per una tendenza di vita minimalista. I vanlifer, infatti, si liberano progressivamente di tutto ciò che è non indispensabile per cessare la schiavitù degli oggetti come strumento di felicità. Una via tracciata da alcuni anni anche dalla home organizer giapponese, Marie Kondo, che invita a liberarsi dagli oggetti come via per una semplificazione serena della vita.

Viaggiare in van oggi: chi sono i vanlifer

Chi vota la propria vita a viaggiare in camper è però molto lontano dal modello gipsy che ha dominato sin dagli anni ’70 l’ideale del vanlifer. Abbandonato Woodstock, un orizzonte privo di legami reali con il mondo circostante, oggi i viaggi in camper sono intrapresi da viaggiatori che lavorano connessi con il resto del mondo perché l’avvento di internet alla fine degli anni ’90 ha irrimediabilmente segnato le sorti dell’evoluzione di questo modello. Lavoro da remoto, creativo o ingegneristico, anche di alto livello ma libero dai vincoli della giacca e la cravatta, perché – e la pandemia è stata una cartina di tornasole – quella che conta è la capacità e la competenza del singolo di contribuire al team lavorativo, non la sua presenza fisica costante alla scrivania.

Cominciare non è difficile, anche per neofiti, a patto che si abbia uno spirito di sopravvivenza allenato agli imprevisti. O che si sia disposti a forgiarlo quello spirito. Insomma, astenersi amanti di ogni comfort assoluto e irrinunciabile. Per documentarsi su come iniziare la propria avventura e viaggiare in van, sui social alla voce #vanlife si trovano facilmente storie di persone in tutto il mondo che si raccontano. Danno consigli, mostrano luoghi, segnalano prodotti testati da acquistare a prezzi vantaggiosi e occasioni su van, furgoni o camper in vendita da concessionari o privati.

Non resta che capire se la van life fa al proprio caso o no.

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