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Tecnologia del suono: dalla house alla techno, l’evoluzione della musica elettronica

Juan Atkins, i Kraftwerk e il loro leader Florian Schneider, i Tangerine Dream… sono solo alcuni degli esponenti di quello che ancora oggi è considerato una dei generi più innovativi del panorama musicale mondiale, la techno music. Nata come strumento di ribellione al sistema dei primi anni ‘70, questo nuovo beat è partito dalle periferie di Detroit ed è arrivato Europa trovando, nella Germania degli anni ‘80, l’ambiente ideale per consolidarsi e raggiungere la popolarità che meritava. Ma partiamo dal principio, com’è nata la techno music.

Michigan, Detroit.

nascita della musica elettronica

Per capire il fenomeno e la nascita della musica elettronica è necessario partire dalle macerie. Le macerie di una Detroit primi anni ‘70 devastata dalle tensioni razziali (12th Street Riot) tra operai bianchi e neri figli di quella generazione emigrata in Michigan con l’illusione e la speranza di trovare riscatto nella fatica e nel lavoro presso le catene di montaggio delle industrie automobilistiche, che avevano reso la città polo di riferimento del settore.

Un passato lontano e un presente senza più speranze per i figli di quelle generazioni. Immaginate la decadenza di una Detroit piegata dalla crisi petrolifera, dalla concorrenza spietata del mercato europeo dell’auto, dalle tensioni razziali mai sopite e alimentate dalla frustrazione sociale, dalla disoccupazione e dalla povertà.

Immaginate quelle aree urbane immense, spettrali e semi abbandonate, i profili di gigantesche industrie spente e arrugginite, i ghetti compressi delle comunità nere. Immaginate ora il suono delle catene di montaggio. Gli sbuffi di vapore cadenzati, lo sferragliare dei tubi, dei pistoni di alluminio e delle compresse.

Stump – stump – stump – stump. Un beat ripetitivo, rabbioso, fortissimo. Un beat nuovo che fa echeggiare qualcosa mai sentito prima: la techno music.

techno music house music

La nascita della musica elettronica

“Se qualcuno volesse ammirare la devastazione del sogno della rivoluzione industriale, dovrebbe venire a Detroit. Un giorno, nelle enciclopedie, sarà indicato come il posto dove è iniziato il “crollo nervoso” della società. Non dimentichiamo che qui c’è il più avanzato sistema di robot al mondo per la costruzione di automobili”. Juan Atkins - padre del genere techno.

Juan incontra per la prima volta la musica elettronica e il suono prodotto dai sintetizzatori a 16 anni, ascoltando un brano dei Parliament. Anni dopo, ricordando l’episodio raccontò di aver sentito un sound che sembrava “l’atterraggio di un ufo”.

Nel 1982, con il singolo Clear, Atkins centra l’obiettivo: fondere gli elementi elettronici con la musica da club. Poco dopo, quell’obiettivo prende il nome di techno music.

A Detroit sono sempre più numerose e rumorose le gang dei ghetti con la rabbia per la condizione in cui vivono e la passione per i beat. Li chiamano i “techno rebel”.

Gli enormi spazi semi abbandonati all’aperto, fanno da grancassa al loro sound.

stump – stump – stump – stump.

detroit techno music

Un mondo tutto da ballare: l’identikit della techno music

Di cosa parliamo quando ascoltiamo la musica elettronica? Dare una definizione precisa di questo genere è molto difficile perché si stacca di netto, mettendo una distanza enorme, da tutto ciò che c’è stato prima. Nessuna contaminazione o ispirazione dal passato. Solo differenze con quello che è stato ascoltato prima della techno music. Dentro questo new sound c’è la spiritualità africana delle comunità nere e dei sobborghi, una forte fascinazione per le avanguardie elettroniche e per il futurismo.

Senza addentrarci nell’analisi del pezzo manifesto della techno mondiale (scateneremmo le ire di chi lo individua in Cosmic cars dei Cybotron e chi invece in No ufo’s di Juan Atkins), proviamo a trovare le caratteristiche di questo new black beat. Per capire la musica elettronica è necessario dimenticare il rock, il pop, il soul. Le canzoni scritte per inviare al mondo messaggi di pace di cui si erano fatti interpreti tutti i musicisti saliti sul palco di Woodstock.

Dimenticate gli incipit, i cori e le melodie. gli assoli di chitarra, il beat dei bassi e quelli della batteria. Dimenticate il suono degli strumenti tradizionali, nella musica techno non ci sono più.

Il dj mescola (tecnicamente mixa) tra loro tracce diverse attraverso il pc, il produttore crea elettronicamente con magneti e bobine, un suono del tutto nuovo. A cambiare del tutto è la creazione del suono. Le canzoni techno diventano tracce metronomiche dal sound gelido, le sonorità sintetiche non hanno inizio né fine, e il messaggio è solo uno: ballate tutti fino alla fine.

Tangerine Dream can band

Il ballo, ascoltando la musica elettronica, si trasforma così in una dimensione magica e spirituale. Lasciata fluire senza inibizioni, questo sound può diventare un mezzo quasi sensuale per immergersi in uno stato di “trance”, capace di coinvolgere contestualmente lo snodarsi del pensiero e il movimento del corpo. Le canzoni evolvono in percorsi: le rockband tradizionali gridano messaggi uno dietro l’altro, il dj techno crea il loop di una vera e propria esperienza spirituale.

Dance dance dance: quando la techno era ancora house music

Sparito il senso del testo e delle parole, sparite le armonie melodiche, i messaggi politici e civili, resta solo una cosa al centro della traccia di house music/techno: il ritmo. Il ritmo e solo il ritmo al centro significa solo una cosa: ballate.

È questo il messaggio della musica techno. Un messaggio per cui si sacrifica tutto il resto. un messaggio che non ha alcun ostacolo o barriera che sia linguistica, che sia di appartenenza o credo. La techno music è universale e non può che unire, tutti possono capirla. Non c’è individuo al mondo che possa sentirsi escluso. Chi ascolta la tecno lo fa per ballare, per muoversi in gruppo (non con un partner), e può farlo per ore ed ore.

La globalizzazione fa tutto il resto. Spinge la musica techno in vetta alle classifiche mondiali, unisce i club degli Stati Uniti con quelli del Giappone con tracce orecchiabili che spesso prendono furbamente in prestito parti di brani famosissimi del passato rielaborati in chiave dance. A Detroit si ballano i set del dj Kevin Saunderson, a Chicago quelli di dj Frankie Knuckles: sulla pista è guerra del black beat.

La techno tedesca: Kraftwerk, Can e Tangerine Dream

Da Berlino soffia il vento di un nuovo sound. Kraftwerk, Can, Tangerine Dream: senza di loro non avremmo mai ascoltato la techno. Perché la Germania è così importante per lo sviluppo di questa nuova sonorità? Quali sono gli elementi che fecero sì che da Berlino proliferassero, a partire dalla fine degli anni ’60, gruppi di avanguardia musicale assolutamente inediti e innovativi che fecero da apripista a tutti quei musicisti affascinati dalla musica elettronica e dai sintetizzatori?

Il muro, la guerra fredda e il clima che ne derivò sono senza dubbio le principali cause socio-politiche che favorirono la ricerca e la spinta da parte dei musicisti di allora, verso i mondi nuovi e inesplorati della techno.

Kraftwerk music album

Questi mondi sono forme musicali nuove che appoggiano sulle basi del rock progressivo o della musica elettronica. Ne fanno parte gruppi spesso diversi tra loro che vanno dallo sperimentalismo totale e privo di regole dei Faust alle derive cosmiche dei Tangerine Dream e dei Cluster, dalle anticipazioni di new age degli Ash Ra Tempel e dei Popol Vuh’ alla proto-new wave (dai risultati diversi tra loro) dei Can e dei Neu! (e delle derivazioni di questi ultimi come gli Harmonia e i La Düsseldorf), dal rock apocalittico degli Amon Düül i e Ii’, alle improvvisazioni freak di The Cosmic, fino alla nascita della vera techno music con i Kraftwerk.

Florian Schneider e Ralf Hütter: i Kraftwerk, pionieri della techno tedesca

I Kraftwerk (letteralmente centrale elettrica) sono gli antesignani della techno, pionieri del sintetizzatore che immaginano un mondo alla Blade Runner governato dalle macchine. Rappresentano una delle band techno più influenti nella storia della musica moderna. Per intenderci, c’è chi li chiama “i Beatles della musica elettronica”. Risulta impossibile anche solo immaginare interi generi musicali, senza il loro lavoro. Tutto ciò che di techno – dance – electro pop – house music è giunto dopo, non sarebbe probabilmente arrivato senza l’influenza e la contaminazione dei 4 robotici musicisti di Düsseldorf.

house music techno music

Ai Kraftwerk e ai loro fondatori Florian Schneider (da poco scomparso) e Ralf Hütter devono moltissimo, in quanto ad ispirazione, artisti probabilmente ben più noti: Depeche Mode, i primi Simple Minds, Chemical Brothers, Daft Punk, O.M.D, Human League, David Bowie nella sua trilogia berlinese (L0w del 1977, Heroes sempre del ‘77 e Lodger del 1979), definita da Rolling Stones: uno degli esempi più importanti di art rock all’interno del ventesimo secolo.

Da una parte il caso, o meglio la Germania degli anni ‘70, dall’altra una specifica scelta commerciale o meglio non commerciale, determinarono questa parziale permanenza nell’ombra dei Kraftwerk, mentre i tanti che alla loro musica si erano ispirati, trovavano fama, riconoscimento internazionale e carriere pluridecennali.

Non erano anni quelli in cui a trainare l’orientamento delle classifiche musicali del mondo poteva essere la Germania. Le hits venivano sfornate da tutti quei paesi nei quali il linguaggio musicale è stato codificato: States, UK.

Florian Schneider e Ralf Hütter non si aiutarono nel promuovere la loro musica e la loro immagine. Pochissimi gli incontri con la stampa, pochissime le uscite sui giornali per vicende legate alla loro vita privata. Questo palese stare lontano dai riflettori è probabilmente diventata con gli anni una connotazione reale del profilo dei Kraftwerk. Al punto che scelsero di sostituire la loro immagine con quella di quattro manichini.

Nel video The Man Machine (1978) c’è tutto il mondo Kraftwerk che di fatto è il suono della Germania techno di quegli anni. Ci sono i toni del grigio e dei colori cupi dei complessi metallurgici. La ripetitività e la monotonia del suono nella marcia degli operai della fabbrica. La spersonalizzazione dell’uomo nella testa bassa di un anonimo esercito in divisa. In questo album trova compimento il tema dell’interazione uomo automa molto caro ai Kraftwerk e al cinema di fantascienza. Il brano Metropolis è un chiaro omaggio all'omonima pellicola di Fritz Lang (1927).

Il 1980 è per tutto il mondo l’anno del lancio sul mercato dei computer. Nel maggio dell’81, in pieno boom, i 4 robotici musicisti pubblicano: computer world, pietra miliare dell’electro, grazie alle innovazioni tecnologiche in fatto di tastiere. Anche in questo lavoro c’è l’interazione tra uomo e macchina intesa questa volta come tecnologia. Nei testi, la doppia interpretazione del legame sano e favorevole all’uomo e di quello insano e alienante.

“La techno è come Detroit, uno sbaglio completo. È come George Clinton e i Kraftwerk chiusi in ascensore”. Derrick May - uno dei maestri della techno music.

Germania techno, un laboratorio di sperimentazione musicale d’avanguardia: i Tangerine Dream

Nel 1969 una fabbrica abbandonata viene utilizzata come studio di registrazione ed incisione per l’album Electronic Meditation, primo lavoro dal trio techno Tangerine Dream. L’album venne definito dalla critica: una sorta di spettacolo alla Jimi Hendrix in versione elettro-lisergico-tronica. La musica viene registrata, con sintetizzatori analogici, in nastri magnetici successivamente manipolati, i suoni vengono fatti passare attraverso modulatori di frequenza.

Per la prima volta nella storia della musica viene impiegato un sequencer per creare ipnotiche linee di basso. Passati 40 anni, l’ascolto dell’album Phedra continua ad impressionare.

La house music di Detroit si trasforma in techno e arriva in vetta alle classifiche

È il 1988 quando la Virgin Records, la casa discografica più famosa e meno alternativa al mondo, decide di fare affari con la house di Detroit, per intenderci, con la musica di Juan Atkins che nel frattempo ne è diventato il re indiscusso (sarà lui stesso a ribattezzarla techno) insieme a Derrick May e Kevin Saunderson.

Esce quello di fatto viene riconosciuto come il primo album techno della storia della musica: Techno – the new dance sound of Detroit (che nella sua prima versione si chiamava The house sound of Detroit).

Atkins, da sempre attratto dalle sonorità elettroniche fonda la sua band personale, Model 500 e la sua etichetta discografica con la quale registra il brano che di fatto segna la nascita della musica elettronica. È il 1985 e il brano in questione è No Ufo’s.

"Voglio che la mia musica suoni come due computer intercomunicanti, non voglio che sembri una band reale. Deve suonare come se l'avesse fatta un tecnico. Ecco cosa sono io: un tecnico con sentimenti umani". Juan Atkins, all’uscita dell’album Techno – the new dance sound of Detroit.

Eurodance e Loveparade, i grandi festival di musica elettronica

Gli anni novanta sono sinonimo di techno music. La musica elettronica approda nel mondo delle chart internazionali, delle classifiche pop e delle compilation commerciali. La techno diventa la musica di tutti, prodotto e sintesi della globalizzazione del mercato musicale internazionale.

Eurodance = elementi techno + hi-nrg + house music + trance.

Che tradotto significa un genere di musica elettronica dance europea tipica dei primi anni ‘90 che mischia e assembla al suo interno generi diversi attraverso l’uso del synth.

Il ritmo è sostenuto, il suono melodico, caratterizzato dai riff dei sintetizzatori all’avanguardia, dall’uso di intense voci melodiche da sole o abbinate a versi rappati (cantante solista o rapper/duetto cantante) e dai campionamenti. L’Eurodance è una musica ottimista, con messaggi e versi semplici, con ritornelli che diventano immediatamente tormentoni sui temi dell’amore, della pace, del ballo che raggiunge il suo apice ai summer festival di musica elettronica di Ibiza nel 1994..

Qualche esempio di Eurodance Music per chi volesse ricordarla:

  • Rhythm of the night - Corona

  • I need love – Novecento

  • The first the last eternity – Snap

  • Because I love you – Digital Rockers

Loveparade, a Berlino la prima edizione del festival di musica elettronica

Se siete amanti della musica elettronica sapete certamente di cosa stiamo parlando.

Berlino, 1 luglio 1989: esattamente 4 mesi prima della caduta del muro di Berlino, la voglia di cambiamento e il vento di innovazione che fortissimo soffiava già da tempo in Germania, dà vita ad una manifestazione politica per la pace, la tolleranza e la fratellanza con la musica al centro, come veicolo di questo messaggio. Col nome “Peace, Joy, Pancakes”, nasce la prima edizione della Loveparade per mano di Dr. Motte (al secolo Matthias Roeingh) e l’artista Danielle de Picciotto.

Eurodance festival di musica elettronica

Durante la parata si alternano dj set di musica elettronica, trance, house, electro, techno, progressive. I sound system raffreddati ad acqua e montati su enormi camion viaggiano per le strade di Berlino producendo un sound floor di molti megawatt.

La chiusura della Loveparade è una successione di djset di mezz’ora l’una, condotti dai più grandi dj del mondo: Paul Van Dyk, dj Rush, dj Tiesto, Miss Diax… i camion (una quarantina) si collegano l’un l’altro collegandosi a loro volta con la consolle centrale posta nella piazza della Colonna della Vittoria.

Dal 1989 ad oggi la Loveparade è passata dai 150 partecipanti iniziali a 1.600.000 presenze nelle edizioni del 1999 e nel 2008 a Dortmund. L’evento nato dal vento del cambiamento della fine degli anni ‘80 diventa una manifestazione internazionale ed esportata in tutto il mondo: da Tel Aviv a Città del Capo, da San Francisco a Sydney.

Dopo una sosta nel 2004 e 2005, nel 2006 la Loveparade ritorna nella piazza di Berlino per mano di nuovo organizzatore, reo, per molti, di stravolgerne il concept originario per renderlo un evento più commerciale che ideologico. Anche il Dr. Motte, infatti, si distanzia da questa visione di Loveparade. Il festival prosegue la sua storia, fino alla Loveparade del 24 luglio 2010 a Duisburg.

Un terribile incidente provoca la morte di 21 vittime e il ferimento di altre 510 persone, travolte in un’ondata di panico collettivo. A causa di questa tragedia, l’iconica manifestazione viene sospesa definitivamente.

La Loveparade, insieme a Mayday e Nature One, resta comunque uno dei grandi eventi della "rave culture", che ha segnato l'inizio dell'era della musica elettronica. Proprio per questo, molto probabilmente, sarà ripristinata nel prossimo futuro, aprendo un nuovo capitolo dell’appassionante storia della techno. Pronti a seguirla ancora?

Libera Sibilla

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