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News / Tecnologia e società / Le frontiere del settore automotive: tra mobilità elettrica e auto del futuro per la sostenibilità ambientale
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Le frontiere del settore automotive: tra mobilità elettrica e auto del futuro per la sostenibilità ambientale

Mai come oggi la mobilità elettrica è stata al centro dell’attenzione. Molto ha a che fare con il pressante tema della sostenibilità ambientale, ma non vanno dimenticate le sempre più diffuse soluzioni di micromobilità. Il settore automotive è davvero pronto a una svolta epocale. Non a caso, anche in Italia si è iniziato a discutere del divieto di vendita di nuovi veicoli a combustione interna.

Le auto elettriche sembrano il frutto più innovativo del XXI secolo. Una sorta di mano tesa dal futuro del settore automotive per portare al centro del presente la sostenibilità ambientale. D’altronde il dibattito pubblico sulla mobilità elettrica si è acceso negli ultimi anni, di pari passo con un’industria sempre più matura e tecnologicamente evoluta.

Tuttavia non si tratta che di un ritorno alle origini per l’automobilismo. Le prime antenate delle auto furono infatti elettriche e nacquero in Francia sul finire del XIX secolo; ad assemblarle fu Charles Jeantaud, un costruttore di carrozze di Parigi. In quest’epoca pioneristica di un mercato automotive che ancora non poteva definirsi tale, la competizione tra auto a benzina ed elettriche era tutt’altro che sbilanciata. Le seconde offrivano infatti praticità di utilizzo e persino prestazioni superiori.

Già all’epoca, però, l’autonomia rappresentava un ostacolo non trascurabile, tanto che nel 1900 nacque il primo veicolo ibrido, la Lohner Semper Vivus. Un’auto a trazione elettrica, ma con due motori a benzina sfruttati come generatori: un progetto visionario di un certo Ferdinand Porsche. Al di là dell’autonomia, il colpo di grazia alla mobilità elettrica dei primi del Novecento arrivò tra gli anni Dieci e Venti. In questo periodo le prestazioni dei motori a benzina crebbero notevolmente; non solo, l’introduzione del motorino di avviamento eliminò una delle maggiori scomodità del propulsore a combustione interna: la necessità dell’accensione a manovella.

La sostenibilità ambientale per accelerare il cambiamento del settore automotive

Da allora non c’è mai più stata partita: i veicoli a benzina e diesel sono diventati la norma, dominando le strade fino a oggi. A un secolo di distanza, le cose stanno cambiando. Anzi, nei prossimi anni i rapporti di forza tra veicoli elettrici e a benzina sono destinati a ribaltarsi.

Ad accelerare il cammino verso il cambiamento di paradigma in atto nel settore automotive è stata senza dubbio la questione della sostenibilità ambientale. Ormai tutti concordiamo sulla necessità e sull’urgenza di ridurre il nostro impatto negativo sull’ambiente e sul clima, e i trasporti sono un settore altamente inquinante, specie in termini locali nelle grandi aree urbane. Non solo: sono anche una delle aree in cui la conversione “green” appare più rapidamente praticabile. Per questo l’auto del futuro, così come quella degli albori, è destinata a essere elettrica.

Se l’etica ha costituito la premessa maggiore della e-mobility contemporanea, la rapidissima evoluzione tecnologica degli ultimi anni è un prerequisito altrettanto fondamentale. La realizzazione di motori elettrici prestazionali ed efficienti è qualcosa di acquisito da tempo nelle conoscenze umane; al contrario, riuscire a costruire batterie con un rapporto vantaggioso tra peso e capacità di immagazzinamento dell’energia, è qualcosa di molto più recente.

Mobilità elettrica: la rivoluzione nelle batterie

Era questo (e, in una certa misura, è ancora oggi) il vero freno a mano tirato che bloccava l’avvento della mobilità elettrica. La prima e decisiva rivoluzione sono state le batterie agli ioni di litio. Enormemente più leggere, oltre che più prestanti e molto più semplici da adattare a qualsiasi spazio disponibile rispetto alle tecnologie precedenti. Se oggi auto, moto e biciclette elettriche sono una realtà concreta, è essenzialmente grazie a queste batterie.

Oggi siamo alla vigilia di un balzo in avanti altrettanto epocale. Una nuova tecnologia che, al netto dell’indispensabile sviluppo delle infrastrutture di ricarica, potrebbe definitivamente far crollare gli ultimi limiti dei veicoli elettrici. Ci riferiamo alle batterie allo stato solido, in cui il litio (o altri elettroliti innovativi, come il fluoruro) non saranno più liquidi. Oltre a una maggior sicurezza in caso d’incidente, questa evoluzione porta con sé tempi di ricarica più rapidi e autonomie sensibilmente superiori. Per intenderci, un’auto elettrica di medie dimensioni potrebbe arrivare a percorrere anche 1.000km con una sola ricarica da circa 15 minuti. A quel punto non ci saranno davvero più scuse. Simili caratteristiche da auto del futuro, oltretutto, sono più vicine di quanto si possa pensare: l’obiettivo di diversi costruttori è di portarle sul mercato entro il 2025.

Moto elettriche, e-bike e micromobilità: la e-mobility avanza

Anche restando con i piedi ben piantati nel presente, la e-mobility offre un gran numero di soluzioni alternative ai classici mezzi di trasporto. Innanzitutto scooter a batteria e moto elettriche, che in entrambi i casi stanno vivendo una primavera paragonabile, se non addirittura più rapida, di quella delle quattro ruote a emissioni zero.

Gli scooter sono infatti il mezzo cittadino per antonomasia, e con i bassi costi di gestione della propulsione elettrica il gioco vale decisamente la candela. Senza contare che molti modelli offrono la possibilità di rimuovere il pacco batterie per portarlo direttamente tra le mura domestiche. Un modo efficace per annullare la problematica della ricarica: per usarli quotidianamente non serve né avere un garage, né una colonnina pubblica vicino casa.

Nel caso delle moto, che sono perlopiù strumenti di passione, la conversione elettrica sta incontrando qualche resistenza in più. Una buona parte del problema deriva dallo spazio limitato a bordo, che comporta un’autonomia ancora troppo limitata per l’uso ricreativo. L’evoluzione tecnologica potrebbe però presto cambiare le cose anche sulle due ruote.

Infine, come non citare le biciclette elettriche e gli ormai onnipresenti monopattini elettrici. Veicoli compatti e agilissimi, che stanno di fatto rivoluzionando il panorama dei trasporti nelle nostre città. Oltre alla sostenibilità ambientale in generale, il potenziale impatto positivo dell’e-mobility si spinge anche nello snellimento del traffico e nell’alleggerimento del carico sui mezzi di trasporto pubblico. Le e-bike si spingono anche oltre, offrendo i piaceri della bicicletta, compreso il cicloturismo, anche a chi non ha le gambe particolarmente allenate.

Auto del futuro: la fine della combustione interna

Che si tratti di settore automotive o di micromobilità, la propulsione elettrica è dunque ormai a tutti gli effetti il presente. Il futuro, invece, non sarà di certo della combustione interna. Non solo i paesi più avanzati sul tema – Norvegia e Olanda – hanno già approvato il divieto di vendita di auto con motore termico dal 2025; ma recentemente si è iniziato ad affrontare lo stesso tema anche in Italia. La data di cui si sta discutendo è l’1 gennaio 2035.

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