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Tecnologia e ambiente: i nuovi tessuti ecosostenibili, ecologici ed eco friendly

Nel nuovo millennio chi riuscirà a non dipendere dai combustibili fossili sarà il vincitore. Per questo la ricerca nel settore dell'ambiente e delle nuove tecnologie è in piena crescita, anche nel campo dei tessuti ecosostenibili, grazie soprattutto a piccole startup e ad alcune insospettabili grandi aziende.

Ambiente e tecnologia collaborano di pari passo per risolvere una delle emergenza globali, quella delle microplastiche. I frammenti di materiali plastici e fibre sintetiche, che finiscono in mare e successivamente nelle masse nuvolose, per poi ricadere nei nostri fiumi e terreni, hanno generato un problema prioritario da risolvere collettivamente.

tessuti eco friendly microplastiche

L’evoluzione tecnologica sta progressivamente offrendo nuove soluzioni ed opportunità inattese. Molto promettente, in particolare, è l’applicazione nell’ambito tessile. Gli strumenti messi in campo dall’innovazione odierna consentono di utilizzare in modo alternativo nuovi materiali “rispettosi dell’ambiente” per la produzione di tessuti ecosostenibili, definiti anche ecologici ed eco friendly. Inserire e privilegiare l’utilizzo di questo tipo di tessuti nella nostra quotidianità può portare nel corso del tempo alla riduzione progressiva della quantità di microplastiche nocive disperse nell’ambiente.

L’utilizzo massivo di fibre sintetiche, il poliestere in particolare, ha generato infatti una situazione drammatica a livello globale. Uno studio sul lavaggio*, effettuato con lavatrici domestiche, di indumenti prodotti con questi materiali ha calcolato una perdita di circa 2 grammi per capo, pari a circa lo 0,3% dell’intera massa dell’indumento. Se pensiamo alla massa di abiti sintetici lavata quotidianamente sul nostro pianeta, possiamo comprendere già intuitivamente la quantità smisurata di fibre nocive che finiscono nei nostri mari. A queste va aggiunto l’impatto ambientale delle tonnellate di abiti prodotti e non utilizzati nel mondo del fast fashion, accumulati in discariche senza essere riciclati.

tessuti ecosostenibili

Vista la sensibilizzazione globale sul tema, già alcuni produttori e distributori stanno tentando di utilizzare il più possibile tessuti innovativi con fibre naturali e tessuti eco friendly, anche per l’abbigliamento tecnico. La lana merino ad esempio offre molti vantaggi rilevanti in tal senso: oltre ad avere proprietà termoregolanti sia in ambienti freddi che caldi, assorbe gli odori molto bene, a differenza di quanto avviene con i materiali sintetici, che li esaltano anche dopo poche ore di utilizzo. Lana, seta e cotone però non saranno più soli.

Ambiente e tecnologia: i tessuti ecologici ed innovativi

La filiera produttiva delle fibre naturali tradizionali è molto lunga e implica numerose lavorazioni, quali ad esempio la raccolta, la cardatura e la sbiancatura, spesso attuate con composti chimici derivati dal petrolio. Si corre quindi il rischio di togliere sostanze nocive nei prodotti utilizzati, reimmettendole però attraverso processi produttivi. Per questa ragione molte startup di ricerca sui tessuti ecologici, produttori di tessuti riciclati e aziende distributrici di tessuti ecosostenibili si stanno concentrando sull’ingegnerizzazione di processi biologici naturali per creare tessuti da lieviti, miceli e funghi.

tessuti ecologici ecosostenibili

Bolt threads ad esempio è riuscita a sviluppare una tecnologia in grado di produrre un nuovo tessuto ecologico, una fibra di seta praticamente identica a quella dei ragni, replicando in grande quantità la proteina che compone la fibra stessa, grazie a un mix di lieviti, acqua e zuccheri. La fibra ha eccezionali proprietà in termini di elasticità, idrorepellenza e resistenza. La stilista britannica Stella McCartney, che ha fatto della sostenibilità uno dei suoi pilastri, è stata la prima ad utilizzare questo materiale, il Microsilk.

tessuti ecologici

Se siamo in grado di usare dei lieviti, perché non possiamo impiegare dei batteri per tingere i tessuti? La ricerca della designer Natsai Audrey Chieza** per Gingko Bioworks risponde proprio a questa domanda. Il batterio treptomiceti coelicolor cambia colore in base al tipo di coltura su cui viene fatto crescere. Un ambiente acido lo tinge di rosso, ad esempio. L’idea è quella di far crescere il batterio - ed il colore - direttamente sull’abito già confezionato, utilizzando anche delle piastre di Petri (i piccoli recipienti cilindrici utilizzati in biologia per le colture cellulari) già texturizzate, così da creare motivi e disegni sul tessuto.

Tessuti ecosostenibili: la soluzione dall’ambiente

Quale può essere la connessione tra un colosso giapponese dell’hi-tech e le fibre naturali? Facile: il riso. L’accostamento sembra assurdo, ma non è così. L’area Ricerca e Sviluppo di Sony è molto focalizzata sul binomio tecnologia-ambiente ed ha brevettato un nuovo materiale per il comparto tessile.

tessuti ecologici riso giappone

Nel solo Giappone vengono prodotti ogni anno 2 milioni di tonnellate di scorza di riso, la cosiddetta lolla. Riciclare una tale quantità ha un grande impatto ambientale. La ricerca firmata Sony ha consentito di scoprire che questo materiale organico, sottoposto ad alte temperature, crea un nuovo tipo di carbone attivo con pori di tre diverse dimensioni. Da qui il nome Triporous, un altro tessuto eco-friendly che assorbe batteri, virus, allergeni e odori da 2 a 8 volte in più rispetto al carbone attivo tradizionale o riciclato da altri materiali naturali, come i gusci di noce di cocco. L’impiego di questo nuovo tipo di materiale è applicabile non solo a materiali tessili, ma anche a filtri per l’acqua, filtri per l’aria condizionata e prodotti per l’igiene personale.

Le aziende di tessuti ecosostenibili in Italia

In una nazione come l’Italia, dove moda e design valgono il 13% del PIL, è fisiologico che la ricerca nel campo dei biotessuti, tessuti eco-friendly e innovativi si stia espandendo. Spiccano le due realtà di Mogu e di Orange Fiber. La prima, con sede a Varese, basa la produzione dei suoi biomateriali sul micelio, ovvero la fase vegetativa dei funghi. Associato a scarti di produzione agricola, il micelio è in grado di dare origine a materiali che ricordano il velluto, la pelle o il cuoio, secondo il tipo di lavorazione associata. Può anche consentite di generare materiali per la bioedilizia, come pavimenti e pannelli isolanti, definiti biocompositi. Pensare che siano tutti a base di funghi sembra fantascienza.

tessuti eco friendly bucce arancia

Associare arance e Sicilia sembra scontato. Molto meno banale però è l’idea di riutilizzare le quasi 700.000 tonnellate di scarti della lavorazione del succo d’arancia, trasformando il cosiddetto pastazzo di agrumi in una fibra eterea, morbida e setosa, che può essere colorata e stampata come i tessuti tradizionali. L’idea è di due donne siciliane, Adriana Santanocito ed Enrica Arena, che hanno fondato appunto Orange Fiber. Il prodotto ha subito suscitato l’interesse del comparto del lusso – citiamo ad esempio Ferragamo - ma anche di altri protagonisti del mondo della moda, come il colosso svedese H&M che lo ha selezionato per la sua linea “sostenibile” Conscious.

Questa è la chiara dimostrazione che una coscienza ambientale ed ecologica non esclude a priori l’uso della tecnologia, ma può renderla migliore per noi e per il nostro pianeta.


*ACS Publications, “Microfiber Masses Recovered from Conventional Machine Washing of New or Aged Garments”, https://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/acs.est.6b03045 .

**“Natsai Audrey Chieza”, https://www.natsaiaudrey.co.uk/.

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