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Tecnologia del suono: viaggio nel mondo della musica e del sound design

Qual è stata la colonna sonora della nostra vita durante il silenzio irreale del lockdown: la musica 8D, gli audiolibri o la musica fai-da-te? I suoni ci possono far viaggiare in posti conosciuti, immaginari o emotivi, fortunatamente rimanere a casa non ce lo impedisce. Abbiamo cercato di scoprire il mondo della musica da qualcuno che di questa passione ha fatto una professione, Lorenzo Ferrario, founder di FoxTrot Audio e sound designer di successo.

Un film senza colonna sonora perde molto della sua carica emotiva. Perché la musica regala pathos, anticipazione, commozione. Tutti noi, infatti, se chiudiamo gli occhi e ci concentriamo possiamo sentire quella che potremmo definire la nostra colonna sonora interna, una traccia insondabile che lega suoni, canzoni, melodie, parole e pezzi musicali a momenti particolari della nostra vita. In questo momento così alieno rispetto al nostro vivere comune, dove ci sta portando la musica? Che colonna sonora stiamo archiviando nella nostra mente? Qual è il suono di questi giorni, che speriamo diventino solo un ricordo sbiadito? Le jam session casalinghe, l’ascolto in 8D, gli audiolibri sono stati tutti temi cari nei giorni di chiusura forzata; piccole distrazioni sonore. Abbiamo fatto due chiacchiere con un professionista del settore, Lorenzo Ferrario – founder di FoxTrot Audio, musicista, sound designer, con un'esperienza internazionale a Los Angeles – per farci raccontare la sua vita tra musica 8D e colonne sonore.

Chi è Lorenzo e cosa realizza con la sua agenzia?

La musica è sempre stata la mia passione. Così dopo il conservatorio (chitarra classica), Musician Institute negli Stati Uniti e alcune esperienze nella musica pop (band live, jam session, tour) sono passato alla musica in ambito pubblicitario. Un mondo appassionante che fino a pochi anni fa aveva un ruolo di primo piano: si dava importanza al jingle e si cercava di avere una musica legata a doppio filo al brand in modo da rendere lo spot e il brand immediatamente riconoscibili. Fino a non molti anni fa era praticamente impossibile associare un brano di un cantante famoso alla pubblicità, questo perché la musica si “vendeva da sola” (cd, LP, dischi). Ora non è più così, il mercato musicale si è in parte arenato, di conseguenza spesso il musicista o il cantante si associa i propri brani ai marchi come colonna sonora di spot e di prodotto, in un product placement incrociato e continuo”.

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In cosa consiste il tuo lavoro come sound designer?

“Nel nostro studio di sound design lavoriamo soprattutto per la produzione di video e spot, nella cosiddetta filiera creata da agenzia, casa di produzione, suono, voice over e/o doppiaggio. Al momento abbiamo cominciato anche a lavorare molto con gli audiolibri. Ci occupiamo anche di coordinare eventuali richieste tra casa di produzione e editori per i diritti sull’utilizzo di musiche di artisti famosi”.

Hai mai avuto a che fare con doppiaggi “famosi”?

“In realtà il mondo del doppiaggio è diviso un po' come l'Italia, si lavora tanto a Roma e Milano ma con caratteristiche differenti. Il doppiaggio con voci di attori famosi o doppiatori come nel caso di Francesco Pannofino per Harry Potter, che è servito come lancio degli Audible di Amazon in Italia, sono produzioni che si fanno a Roma, la città italiana più legata al cinema. Su Milano si hanno doppiatori e voci che vengono più che altro dalla pubblicità”.

Tra sound design e original music: cosa pensi delle banche dati musicali?

“Forse sono una voce fuori dal coro, ma dovrebbe esserci un ritorno “al passato”. Infatti la tendenza pubblicitaria attuale ha eliminato quasi del tutto la fascia media, dove esisteva una musica originale creata ad hoc per quel brand, prodotto o spot specifico. Ora ci sono solo pezzi di artisti molto famosi, quindi costosi in termini di diritti, oppure budget molto bassi dove si utilizzano banche dati per un utilizzo praticamente illimitato di un brano. Questo comporta un abbassamento della qualità e se spesso sentiamo continuamente motivi simili deriva anche dalla moda del momento. Per quanto riguarda la musica originale, al momento si investe di più negli “audio logo”, ovvero quei micro pezzi che accompagnano la visione di un logo. Esempi tra i più famosi sono quelli di BMW, Netflix, Suzuki o Intel. Un altro comparto in cui il sound design sta entrando è quello della sonorizzazione delle auto elettriche: non emettono alcun rumore ma per una questione di sicurezza percepita e di branding, le case produttrici vogliono dare un suono identificativo unico e ovviamente coperto da diritti d’autore”.

Tecnologia del suono: che cos’è la musica 8D?

“L’8D non è una novità in termini assoluti: esiste da almeno 40 anni, molti artisti famosi si sono cimentati con questa tecnica come i Pink Floyd per “The Final Cut”. La tecnologia 8D consente una sorta di ascolto immersivo che vuole superare il concetto di stereofonia a doppia fonte sonora, a destra e a sinistra ricreando, soprattutto nell’ascolto in cuffia, un suono a 360°. Il risultato finale deve essere ben calibrato altrimenti non sempre è interessante e può risultare stucchevole. Un po’ come lo spot del Dolby Surround che si vede al cinema prima di una proiezione. Nella produzione in generale mentre per il video la ricerca della qualità ha sempre teso al miglioramento, nel suono è stato il contrario. Dopo l’avvento degli mp3 e il suono “liquido”, l’esigenza di avere file leggeri ha portato ad un notevole abbassamento della qualità audio, cosa che ci portiamo avanti ancora oggi. Risulta più importante la portabilità della fruizione rispetto alla qualità. La differenza nella qualità di un video in 4K o 8K è evidente, nell’audio invece no. Avevamo molta più qualità del suono 30 anni fa”.

doppiaggio mondo della musica

Arte e sound design. Hai mai avuto legami col mondo dell’arte?

“Non mi è ancora capitato e mi piacerebbe invece provare. So per certo che alcuni artisti importanti lo hanno fatto, come Brian Eno che ha creato una vera e propria installazione sonora alla Reggia di Venaria, per esempio”.

Quali software free casalinghi usare per creare musica?

Esistono decine di software anche gratuiti per produrre musica con il proprio computer. Il consiglio che mi sento di dare a tutti però è di partire dalla cultura musicale, bisogna essere onnivori e ascoltare le sonorità di tutti i generi musicali. Infatti una mancanza di cultura di base di questo tipo si nota subito. Come sempre prima la teoria e poi la pratica”.

Durante il lockdown, ci sono stati dei brani particolari che ti hanno fatto da colonna sonora?

“Ci sono stati 6 pezzi suddivisi per mood. In questo caso la possibilità di utilizzare YouTube è di grande aiuto per trovare i pezzi più interessanti”.

  • Impegnato. Peter Gabriel che ha recentemente pubblicato su Vimeo un concerto che aveva fatto all’Arena di Verona, con una particolare dedica all’Italia.

  • Leggero. Pomplamoose, un duo americano che realizza sia cover famose sia pezzi originali in maniera molto curata.

  • Radical e chic. The National, Where Is Her Head.

  • Capolavoro senza tempo. Keith Jarret, The Koln Concert.

  • Da suonare dal balcone alle 18, sotto il manifesto “andrà tutto bene”. L.W. Beethoven L’adagio di Emperor, Piano Concerto No. 5 in E-flat major, Op. 73

  • Dance. Tutta la discografia di Corona.

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