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Città della Scienza: Singapore e l’ArtScience Museum

In un percorso tra le città della scienza moderna Singapore, in Malesia, merita un posto tutto speciale, fosse solo per l'ArtScience Museum che – con un’architettura suggestiva a forma di fiore di loto, firmata dall’architetto israeliano Moshe Safdie – è dal 2011 l'edificio icona della città e il primo museo dedicato all‘interazione dinamica tra arte e scienza.

Può un edificio di quasi 6.000 mq e 60 mt di altezza essere l’essenza della delicatezza? Si se a realizzarlo è Moshe Safdie. La struttura di cui parliamo è l’ArtScience Museum nell'area di Marina Bay Sands a Singapore. Si tratta di un edificio circolare il cui design si ispira al fiore di loto, ma spesso viene anche paragonata a una mano aperta con 10 dita. Il museo è stato addirittura soprannominato “The Welcoming Hand of Singapore” da Mr Sheldon Adelson, il chairman del Las Vegas Corp e proprietario dell’adiacente grattacielo casinò-resort Maria Bay Sands, disegnato dallo stesso Safdie. In effetti l’intera zona della Marina è stata progettata per diventare un centro urbano di aggregazione per il 21esimo secolo: accogliente, vitale, connesso con la natura circostante, interattivo ed eco-sostenibile. L'idea alla base del progetto è “dove l'arte incontra la scienza”.

Moshe Safdie e l’architettura sostenibile

Moshe Safdie è un architetto israeliano naturalizzato canadese nato ad Haifa il 14 luglio 1938, riconosciuto come un architetto modernista capace di trascendere i confini tra edificio e natura. Dopo gli studi alla McGill University di Montréal e un apprendistato da Lousi Kahn a Filadelfia è tornato in canada per supervisionare la realizzazione di uno dei suoi progetti più famosi, Habitat 67, che rivoluzionò completamente l’idea architettonica dei centri urbani. In carriera ha costruito sei dei principali edifici pubblici canadesi ed ha realizzato numerosi progetti nel mondo, tra cui il complesso museale e alberghiero di Marina Bay Sands a Singapore.

Museo della Scienza di Singapore: petali verso il cielo per ospitare l’arte

L’ArtScience Museum ha una struttura circolare con due elementi principali: una base fissa a terra circondata da uno scintillante laghetto di ninfee e una struttura che si protende verso il cielo formata da 10 petali (o dita) che hanno differenti altezze. I lucernari al culmine di ogni petalo lasciano penetrare la luce naturale a illuminare le 21 gallerie d’arte interne.

Gli oltre 5.000 mq di esposizione hanno ospitato rinomate mostre legate al mondo interconnesso di scienza, tecnologia, arte e conoscenza. Ad esempio “The Deep”, una mostra sulla vita nei fondali marini con la più grande collezione di creature degli abissi mai vista nel sudest asiatico, oppure “The Nobel Prize: Ideas Changing the World” che ha mostrato come le idee nate dai premi nobel abbiano plasmato il mondo e continuino a cambiarlo. Il museo ospita anche una collezione permanente dal titolo “Future world: where art meets science” dove il visitatore può immergersi in un universo digitale di istallazioni per un viaggio interattivo sui temi della natura, città, parchi e scienza. Senza dimenticare “2219 Futures Imagined” per capire come sarà la Singapore del domani con un passo nel futuro di 200 anni.

ArtScience Museum: un museo sostenibile

L’ArtScience Museum ha degli importanti aspetti di architettura sostenibile. La struttura del museo ad esempio è pensata per raccogliere l’acqua piovana che viene destinata al laghetto che si trova ai piedi dell’edificio, ma viene anche raccolta e riciclata per gli impianti dell’edificio stesso. Ogni petalo della struttura a fiore di loto è dotato di un lucernario che permette di illuminare gli interni con luce naturale, riducendo così il consumo di energia elettrica.

La Singapore che vuoi conoscere

Singapore è una città stato a sud della Malesia, conosciuta anche come “la città delle multe”, perché potremmo essere multati per tutto e di più: per avere attaccato la gomma da masticare sotto la sedia, per aver dato da mangiare alle scimmie e persino per essere in possesso di manette di peluche... Oggi Singapore è in continua espansione, infatti da quando 40 anni fa è diventata indipendente, la sua superficie è cresciuta del 25%. Così le aree di Marina Bay, East Coast o Tuas oggi visitate da migliaia di turisti sono state letteralmente strappate alle acque e rese suolo pubblico. Singapore ha anche una densità di popolazione altissima ben 6.430 persone per metro quadrato. Solo il Principato di Monaco è altrettanto popolato. Tuttavia la dinamica città malese ha ben 63 isole (quasi) deserte tra le quali trovare rifugio come Pulau Ubin, Pulau Hantu, Sisters Island, Sentosa e St.John’s Island.

Un altro incredibile primato di questa realtà del Sud-Est Asiatico è la velocità alla quale si muovono a piedi i suoi cittadini, secondo la classifica dello psicologo inglese Richard Wiseman i più veloci camminatori cittadini sono coloro che vivono a Singapore e a seguire gli abitanti di Copenhagen, Madrid, Guangzhou e Dublino. Infine parlando di food, i granchi al peperoncino sono uno dei sette piatti più famosi (e squisiti) del mondo. E’ una famosa ricetta a base del prelibato mollusco originaria di Singapore, che si prepara saltando i granchi in padella con una salsa semi-densa dolce e saporita a base di pomodori e peperoncino.

Le mostre da visitare a Singapore

Dopo la chiusura forzata causa lockdown, l’ArtScience Museum ha riaperto le sue porte e si prepara ad accogliere nuovamente turisti e cittadini, pur con le dovute norme di sicurezza per il distanziamento sociale. L’acquisto dei biglietti si potrà fare solo online per evitare assembranti e code alle casse e per controllare preventivamente il numero di accessi consentiti. Le attività scolastiche e i programmi di approfondimento con talk, conferenze e performace invece restano per ora fruibili solo online al sito ArtScience.

“Planet or plastic”, la mostra

Tra le proposte interessanti per i prossimi mesi c’è la mostra “Planet or plastic” dal 12 settembre fino al 28 marzo 2021, una potente riflessione sul devastante impatto della plastica sulla natura di tutto il mondo attraverso 70 fotografie e video di National Geographic. L’impatto visivo dei lavori fotografici esposti ha una forza tale che nessuno può restare indifferente. L’esposizione “Planet or Plastic”, ospitata all’ArtScience Museum di Singapore, includerà tra le opere esposte il famoso scattoo del fotografo subaqueo Jordi Chias che raffigura una tartaruga marina intrappolata in una rete di plastica.

La tappa di Singapore del progetto “Planet or Plastic” rientra in un ampio progetto di sensibilizzazione ambientale che vede l’ArtScience Museum protagonista. Negli ultimi dieci anni le mostre dedicata a questo tema sono state diverse e nel 2015 era già stata ospitata la mostra di National Geographic dedicata ai 50 migliori fotografi della rivista.

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