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Città della scienza: Akademgorodok, una Silicon Valley nel cuore della Siberia meridionale

Pensare al concetto di “città della scienza” evoca immediatamente l’idea di un mondo proiettato per architetture e tecnologie nell’anno 3000. Nella ex Unione Sovietica esiste una città della scienza nata in mezzo ai ghiacci alla fine degli anni ’50 e ancora attiva.

Akademgorodok, ovvero la città dell’Accademia, è considerata oggi la Silicon Valley della Russia, una città della scienza attiva sin dai tempi della Guerra Fredda. Immersa nella Siberia meridionale, è un quartiere della città di Novosibirsk, distante però quasi 20km.

Si è guadagnata il titolo di Silicon Taiga (anche se qui non siamo nella taiga) grazie alla presenza negli ultimi anni di aziende del mondo tecnologico e startup che l’hanno trasformata in uno dei centri di ricerca e sviluppo più noti nel mondo. E al centro dell’interesse governativo che guarda ad Akademgorodok come uno degli avamposti del rilancio del Paese verso il futuro.

La nascita della città della scienza in Siberia

Nonostante i 40 gradi sotto zero a cui si vive per lunghi mesi all’anno, la vocazione scientifica di Akademgorodok è il suo tratto peculiare sin dalla fondazione: nel 1957, infatti, l’Accademia delle scienze della Russia stabilisce qui la sua sede siberiana. Ribattezzando questo quartiere di Novosibirsk proprio città dell’Accademia, una città della scienza sotto la neve.

Qui si sviluppano, per volere del Primo Ministro di allora, Nikita Khrushchev, su indicazione dello studioso matematico Mikhail Lavrentyev, i laboratori che lavorano al progresso delle tecnologie utili alla Guerra Fredda, iniziata una decina di anni prima.

Il Centro di ricerca russo tra i ghiacci

La Siberia è climaticamente un’area inospitale e storicamente ha un alone negativo che i giovani scienziati russi hanno ben presente, sin dai tempi dello zar. È con un massiccio investimento economico e istituzionale che il governo centrale trasforma Novosibirsk in un polo attrattivo e centro di ricerca per gli studiosi e tecnici, trasformando le sorti di queste terre.

A partire dalla fondazione di nuovi centri di studio e ricerca, la creazione di posti di lavoro molto ben pagati e condizioni sconosciute a chi è scienziato o tecnologo a Mosca negli stessi anni. Il governo assicura a chi si trasferisce una casa indipendente per la propria famiglia, in un momento in cui, invece, in città si condividono pochi metri quadri con la famiglia di origine, pur avendone costruita una propria. Benessere che passa anche per la presenza di cibo in abbondanza e generi alimentari basici considerati di lusso nella capitale, come la salsiccia. Come raccontano gli scienziati intervistati dalla BBC nel servizio “The Ursses secret siberian democracy”.

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Libertà e istruzione ad Akademgorodok

Un altro punto forte della città della scienza russa è l’istruzione garantita ai figli degli scienziati anche in lingua inglese, che permetteva a molti, una volta cresciuti, di fare viaggi di lavoro ed esperienze di studio all’estero, sempre in relazione alla propria mansione o ruolo ad Akademgorodok. Non ultima, in questa città della scienza sotto zero, la possibilità di riunirsi e parlare molto più liberamente in circoli e club dove circola anche il jazz, impensabile in altre aree della Russia.

Una democrazia a 3.000 km dalla capitale, come un’isola felice in un stato fortemente accentratore. Una realtà che, in quegli anni richiedeva almeno tre giorni di viaggio in treno – sulla linea transiberiana – come unico mezzo per approdare in questo angolo di mondo. Un angolo che il governo centrale individua anche per una ricchezza di materia prima minerale che si punta a capire come sfruttare in tutta la sua potenzialità.

Viaggio a Novosibirsk: il viale con più cervelli al mondo

Attorno alla metà degli anni ’60, Akademgorodok è una città della scienza molto viva dove si concentrano importanti studi e nuovi studiosi. Si contano, infatti, circa 20 istituti scientifici (che fanno capo al governo centrale) dove si studia e si fa ricerca a proposito di fisica nucleare, economia, genetica, geologia e informatica, solo per citare alcuni degli insegnamenti.

Una concentrazione così straordinaria di competenze che fa guadagnare a questo quartiere il titolo di “brainiest street in the world” come ricorda in un servizio di un paio di anni fa la giornalista della BBC Irina Sedunova. La città con la maggiore concentrazione di cervelli al mondo.

L’Età dell’Oro di Akademgorodok

Il primo decennio di vita di Akademgorodok rappresenta l’Età dell’Oro per quella che è oggi considerata la Silicon Taiga: fino alla fine degli anni 60, infatti, tutti gli scienziati e gli studiosi che vivono qui, godono di una libertà di espressione e di vita sconosciuta in altre parti della Russia.

La distanza dal governo centrale e dal controllo serrato, più difficoltoso qui, del Partito Comunista, hanno permesso lo sviluppo di una vita sociale animata e ricca di opinioni competenti su molti fronti del sapere. Destinata a scomparire, come il mondo sovietico allora conosciuto man mano che ci si avvicina agli anni della caduta del muro di Berlino.

Durante gli anni ’70 e i primi anni ’80, le regole tornano a farsi più severe anche in questa straordinaria città della scienza. Man mano che il modello economico e sociale ad Ovest avanza verso le mura di Berlino, con la conseguente caduta nel 1989, più il tentativo di mantenere saldo il controllo politico del blocco comunista si inasprisce.

Il resto è storia e anche Akademgorodok non è passata indenne dall’impoverimento improvviso del tracollo di un modello economico ormai impraticabile, da un’apertura violenta verso un mondo tanto sconosciuto quanto attraente, soprattutto per la libertà di pensiero e conoscenza.

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La città della scienza dopo il 1989

Nata come technopolis del Soviet, la città della scienza di Akademgorodok ha subito un impoverimento di cervelli via via che il mondo sovietico fino ad allora vigente scompare. Impoverimento dettato da una mancanza endemica di investimenti economici, lì come in tutto il Paese. Moltissimi scienziati che hanno competenze e capacità e spirito di cambiamento, appena possibile fanno i bagagli per spiccare il volo verso gli atenei del mondo occidentale: Parigi, Londra ma soprattutto gli Stati Uniti, dove hanno sede istituti come il MIT, avanguardia della tecnologia.

Nonostante alla fine degli anni ‘90, con il favore del governo, Akademgorodok è uno degli avamposti asiatici dove le aziende straniere portano i propri investimenti, soprattutto in termini di sviluppo software, il mondo si è ormai aperto e questa città della scienza è soprattutto un crocevia di studiosi che sono sempre più spesso di passaggio, diretti in altre parti del mondo. La città oggi accoglie tantissimi futuri scienziati da tutta la nazione che conclusa la formazione proseguono fuori dai confini per continuare ad apprendere e condividere esperienze.

Una grande A rossa nei cieli di Novosibirsk

Oggi, Akademgorodok ha uno skyline inconfondibile: una grande architettura rossa a forma di “A” svetta nei cieli della Siberia: è AkademPark, un centro “incubatore” per aziende nascenti che qui hanno la possibilità di strutturarsi e, talvolta, di avere la fortuna di commesse, statali o straniere. Oltre a quel desiderio di “go west”, oggi la città dell’Accademia compete anche con un vicino di casa ingombrante: il sud est asiatico dei colossi della tecnologia come Corea, India, Cina.

Per quanto quest’area sia la terza più importante città di tutto lo Stato, uno scalo fondamentale della linea ferroviaria Transiberiana, dotata di una linea metropolitana sin dagli anni ’80 e considerata il più importante centro di ricerca tecnologica e scientifica di tutta la Russia, questa città della scienza conserva i tratti di uno splendore che fu e che, per quanti ci si sforzi forse, oggi, ancora sta aspettando di tornare ad essere appieno quello che era.

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