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intelligenza artificiale e finanza

Servizi di investimento: quando a scegliere è una mente artificiale

“DONNE SCIENZA INVENZIONE CARRIERA - Progetto di Gianna Martinengo”
Dalle esperienze alle skill al role model, viaggio tra le professioniste e scienziate che stanno facendo progredire il mondo della scienza italiano e internazionale. Interviste a "mente aperta” anticipate da un viaggio nei diversi mercati dell’innovazione.

I fondi comuni di investimento sono tra i più diffusi strumenti di risparmio che circolano sul mercato. Hanno una storia trentennale in Italia ed hanno avuto il merito di insegnare agli italiani l’arte della diversificazione, su più classi di investimento (azioni, obbligazioni e valute) e su più aree geografiche. In genere, l’artefice delle scelte dei titoli e dei Paesi da inserire in un fondo è la figura professionale del gestore. Il suo compito è studiare a fondo i bilanci delle aziende e l’affidabilità degli Stati sovrani, in modo da poter selezionare al meglio tra le migliaia di opportunità di investimento in circolazione. Ma nel tempo l’universo investibile ha assunto dimensioni eccezionali, vastissime. Le banche, gli intermediari, le società di gestione fondi sono dotati di uffici studi molto professionali e team di analisti di mercato capaci di valutare puntualmente le opzioni di investimento possibili.

intelligenza artificiale nel settore finanziario

Ma l’attività ‘umana’ non è più sufficiente. Anzi, potremmo dire che sta diventando proprio inadeguata se non addirittura superata. Cosi, le strutture di gestione si stanno dotando di supporti tecnologici con grandi capacità di calcolo, in grado di operare scelte finanziarie precise ed efficienti. È il mondo del robot-advisory: che non significa (come potrebbe apparire da una mera traduzione letterale) che robot operano delle scelte al posto dell’umano. Parliamo dell’utilizzo di macchine a cui vengono impartite istruzioni precise, in base alle quali poi, non solo vengono individuate non solo classi di investimento, ma anche i momenti tatticamente più opportuni per investire o disinvestire da un titolo.

intelligenza artificiale finanza

Il mondo del ‘roboadvisory’ (si può scrivere anche senza la T finale di Robot) ha avuto un forte impulso tra il 2007 e il 2008, a seguito della crisi finanziaria scatenata negli Stati Uniti dai mutui subprime e dal fallimento di Lehman Brothers. In quel periodo si manifestarono grandi difficoltà nell’attività dei gestori, che si ritrovarono spiazzati di fronte ai nuovi rischi palesati dal quel difficilissimo contesto di mercato. Ma soprattutto l’industria ha messo a nudo il problema dei problemi: i suoi costi, non più accettabili a fronte di rendimenti sempre più scarsi e oneri richiesti ai sottoscrittori non più giustificati dai (insoddisfacenti) risultati. Grazie a questi limiti la digitalizzazione dei servizi di investimento si è fatta largo. È per merito di algoritmi e sistemi di intelligenza artificiale che oggi la consulenza finanziaria ha costi più accettabili e, soprattutto, il gestore opera scelte coadiuvate da macchine che lo aiutano a contenere l’impatto emotivo della sua attività. In questo campo ancora non ci sono molte donne. Ma le poche che si sono fatte spazio si sono guadagnate una forte competenza e una forte credibilità.

“In finanza le donne non sono credibili”.
L’uomo che me lo ha detto vent’anni fa oggi è il mio socio.
Paola Gentili e il sogno di unire finanza etica e intelligenza artificiale.

paola gentili

“Ricordo che tutte le sere inserivo manualmente i dati prendendoli dal servizio borsa del Televideo Rai. E pensare che ora, con Internet, ognuno ha a disposizione l’intero universo di programmi di analisi tecnica, di analisi quantitativa, di gestione del rischio e di money management”. Paola Gentili lo racconta nell’introduzione al suo libro “Vivere di mercati”. E la fa facile, lei che è una professionista: un po’ come se raccontasse come è avvenuto il passaggio televisivo dall’analogico al digitale. Sembra niente, per noi che oggi godiamo della disponibilità di servizi innovativi in ogni campo, finanziario compreso, e li diamo tutti per scontati. In realtà è un po’ più complicato di così. E solo chi è stato direttamente protagonista, e artefice di certi cambiamenti, sa quante battaglie ha dovuto e deve ancora oggi combattere.

Dal mondo del trading – che in genere viene associato a operazioni finanziarie spericolate e speculative – alla gestione di fondi di investimento con sofisticati modelli di intelligenza artificiale messi a punto dalla sua società, la storia professionale personale di Paola Gentili – oggi amministratore delegato della TenSigma di Lugano - esprime pienamente la rivoluzione che sta vivendo il mondo della gestione finanziaria di strumenti collettivi di investimento.

settore finanziario

Sta tramontando, o comunque se ne sta ridimensionando l’utilizzo, l’analisi finanziaria che fino ad oggi è stata alla base della gestione tradizione dei fondi comuni: ora la scelta è in mano alle macchine. Che, in ogni caso, non possono prescindere dall’uomo.

Nel corso della nostra intervista proviamo a cercare nomi di donne operanti in questo settore. “Non me ne viene in mente nessuna” – ci dice Paola. In effetti anche per lei gli inizi non sono stati proprio incoraggianti. “Vent'anni fa, quando ho detto al mio attuale socio "Voglio fare della finanza il mio lavoro", mi rispose: "Le donne in finanza non sono credibili". Per fortuna il suo socio ci ha ripensato molto presto e l’entusiasmo di vent’anni fa la sostiene ancora. “Il lavoro che faccio mi piace e questa cosa traspare sempre. È un lavoro difficile, poiché è prettamente maschile e quindi fai il triplo della fatica, ma questo per me non è mai stato un deterrente, anzi al contrario è uno stimolo a dimostrare che in finanza la donna è credibile, eccome!”.

Come e quando hai iniziato?

«La mia passione nasce quasi 30 anni fa, negli anni '80, quando sono nati i primi fondi di investimento. È una passione nata e condivisa col mio ex marito per esigenze personali: volevamo investire i risparmi della famiglia in qualcosa che potesse rendere più dei titoli di Stato. Verso la fine degli anni ‘90 decido di farlo diventare un mio mestiere, proprio quando ho incontrato Roberto (Malnati, il suo socio in TenSigma, ndr). Lui stava partendo con ‘Finanza online’ (l’antesignano assoluto dei blog finanziari, ndr) e io mi sono proposta. Ai tempi era un lavoro aberrante, perché lo facevo in solitudine.

Poi mi è arrivata la proposta di far partire come gestore una nuova società di gestioni in Svizzera. Ho accettato dopo che per anni avevo sempre rifiutato qualsiasi offerta di lavoro come gestore in banche che avessero fondi propri, perché allora - come adesso - la casa tende a mettere i suoi fondi nel portafoglio dei clienti. Un conflitto di interessi che io non accettavo. Quando il mio capo di allora si è spostato in una banca svizzera, mi ha chiesto di seguirlo e l’ho fatto perché questa banca non aveva fondi propri. Ho cominciato come gestore e procuratore per questo intermediario svizzero. Quando ho capito che non c’era una visione a lungo periodo e non c’era l’intenzione di sviluppare la banca come una banca d’elite, Roberto mi ha chiesto di tornare a lavorare con lui e così ho fatto».

donne e finanza

Così ha dimostrato di aver cambiato idea sulla credibilità delle donne in finanza?

«Sì, naturalmente, a patto di sostenere i suoi ritmi di lavoro. Lui aveva bisogno di qualcuno che lo affiancasse e ha detto: "Preferisco proporlo a qualcuno che già conosco piuttosto che ad altri". Siamo molto sinergici. Io dico sempre: è un po’ come un panettiere che sforna le sue pagnotte, lui pensava i suoi sistemi ed io li provavo. Oggi posso dire che è un bel mix avere un socio uomo, siamo complementari, lui è il cervello e io sono la forza».

Ti ricordi le primissime operazioni finanziarie che hai fatto?

«Sì, certo! Ma a differenza dei trader non ricordo le vincite stratosferiche, ricordo le perdite: è da quelle che cresci e puoi imparare qualcosa. Ricordo la mia primissima operazione con i derivati e con il fib (strumento derivato sul Mibtel, indice della Borsa Italiana): accumulai 500 punti in perdita e gli addetti ai lavori sanno che non è pochissimo. Ma devi sempre ricominciare. Il giorno dopo devi archiviare la perdita (o il guadagno), altrimenti ti blocchi e non riesci più a rimontare a cavallo».

operazioni finanziarie

Il trading, la finanza di famiglia, e poi? Come sei arrivata all’intelligenza artificiale?

«In realtà è stato naturale. Quando hai a disposizione un valido sistema di intelligenza artificiale, hai a disposizione il mondo intero della finanza. Umanamente quanti titoli potrai mai seguire? 20? 30? Non puoi coprire tutto, devi mettere da parte il tuo ego e accettare che le scelte le faccia una macchina. Un esempio? Per il Fondo America di cui siamo advisor il sistema negli ultimi 10 giorni (intervista realizzata nella settimana del 10 novembre) ci ha ‘consigliato’ di comprare Tesla e Facebook. Ho dovuto farmi forza, io non li avrei mai comprati ora perché ho avversione verso titoli che hanno guadagnato il 100 o 200% in un anno, ma ho pensato ‘se il sistema li prende vedrà qualcosa che io non vedo”. Risultato: tutte e due le posizioni sono in utile. Devi avere intelligenza. E superare il tuo ego».

robot finanza

Il vostro contributo non è troppo ben visto dai ‘gestori’ tradizionali, siete guardati con forte pregiudizio, anche se, visto da fuori, il vostro lavoro è una strada tracciata. Come vivi il fatto che siate protagonisti di questa fase di grande cambiamento dei servizi di investimento e ci state mettendo la faccia per primi?

«Anche quello che è successo sui mercati in questi mesi per il COVID è tutta esperienza che poi si trasferisce nei sistemi artificiali. I gestori si sentono messi in pericolo e non capiscono che lo scopo nostro è di creare collaborazione e sinergia. Il nostro compito è semplice: il cliente che ci dice cosa vuole, ci fornisce i suoi strumenti e noi li diamo da macinare all’intelligenza artificiale. Io questa condizione la vivo benissimo: stiamo arrivando a raccogliere almeno 10 anni di sacrifici, di semina. Anche quello che è successo quest’anno sui mercati finanziari porta sempre più consulenti, gestori, banche, a capire che ci vuole un qualcosa in più, occorre mettere da parte l’ego. È con questo spirito che io sto lavorando per coronare il mio sogno nel cassetto. O meglio, per raggiungere il mio obiettivo».

intelligenza artificiale e finanza

Perché? Che differenza c’è tra ‘sogno nel cassetto’ e ‘obiettivo’?

«Il sogno nel cassetto potrebbe rimanere nel cassetto. L’obiettivo è qualcosa in cui metto tutta me stessa per raggiungerlo. Oggi il mio obiettivo è di creare un Polo di finanza etica e infatti stiamo lavorando alla creazione di una sim di consulenza che sia di fianco al cliente, non ‘sopra’. Mi piace l’idea di accompagnare a 360 gradi il cliente, in ogni suo bisogno finanziario: investimenti, protezione con strumenti assicurativi, successioni e gestione di asset ereditari. Ci stiamo arrivando».

consulente finanziario

Il fatto di essere una donna è rilevante ai fini della realizzazione di questo progetto? La sensibilità femminile può giocare a favore?

«Ci vuole una componente femminile, un diverso modo di porsi. Il cervello femminile vive la finanza in maniera diversa dall’uomo. Ti faccio un esempio: alla notizia del vaccino della Pfizer le borse hanno spiccato il volo. In quella giornata mi sono dovuta dedicare ai clienti che prima volevano essere prudenti, poi con la borsa che fa +5% vogliono improvvisamente comprare. C’è proprio una maniera di porsi diversa».

investimenti finanziari

Come spieghi, a chi è digiuno di finanza, che lavoro fai?

«Aiuto le persone ad investire nel miglior modo possibile i propri risparmi. Usando i mezzi migliori possibili, e per me è l’intelligenza artificiale, abbiamo investito molto e siamo arrivati ad un prodotto di eccellenza. Il mio lavoro è trattare il denaro dei miei clienti come se fosse il mio. Per farlo capire cerco sempre di usare un linguaggio come se dovessi spiegare le cose ad un bambino, e quello è l’altro obiettivo insieme a quello della finanza etica: diffondere quella cultura finanziaria che attualmente non c’è. Ho la sindrome della maestrina e questo mi ha portato a scrivere 7 anni fa un libro (‘Vivere di mercati’, edito da Trading Library) perché vorrei contribuire ad elevare la cultura finanziaria delle persone. Questo era il mio unico scopo quando ho scritto questo volume (tanto è vero che i diritti del libro li ho dati in beneficenza)».

Quante colleghe conosci che fanno il tuo mestiere?

«Nessuna. Veramente nessuna».

Secondo te ci sono dei limiti nel settore finanziario che portano la donna a respingere o considerare di lavorare con il tuo stesso impegno?

«No, non ci sono limiti e la donna non ha limiti, le donne hanno le stesse capacità in finanza o in qualsiasi altro lavoro e spesso ottengono risultati migliori. Però è anche vero che per arrivare nei nostri settori a questo livello devi rinunciare a tanto e spesso bisogna mettere da parte la vita famigliare o la vita di mamma».

Ti capita mai di avere momenti nostalgici rispetto a quando tiravi giù i dati dal televideo?

«No! Era un lavoro da schiavo! La passione e la voglia di riuscire a fare qualcosa mi hanno fatto fare anche quello ma non tornerei mai indietro. Mille volte l’intelligenza artificiale! »

Fai ancora attività di trading parallelamente alla tua attività principale?

«Non ho più tempo. Mi piacerebbe poter investire per me stessa oltre che per i miei clienti, ma purtroppo non ho più tempo».

operazioni online banca e finanza

Paola, che futuro vedi davanti a te? Quali ritieni possano essere i cambiamenti interessanti e significativi destinati a caratterizzare prossimamente il vostro settore?

«Di sicuro i robot non sostituiranno l’umano, ci sono sinergie, nuovi mestieri da imparare o da inventarsi, ma la strada è questa, opporsi è stupido, meglio andare a braccetto e capire questo cambiamento piuttosto che osteggiarlo. Anche nel settore bancario è cambiato tutto, oggi si fa tutto online. Per qualcuno è ancora impensabile ma è così. E questo cambiamento prenderà accelerazione perché un umano non riesce a seguire quello che sta succedendo ora. Osteggiare tutto questo non è possibile. Dobbiamo accompagnare questo cambiamento. L’intelligenza artificiale può fare tutto questo».

Qual è stato un momento di grandissima soddisfazione della tua vita professionale?

«Presentare il mio libro in Borsa Italiana durante la fiera del trading. Sia mia che della mia editrice. Naturalmente una donna».

Biografia di Paola Gentili

Una carriera professionale molto lineare, quasi esclusivamente concentrata sulla gestione di patrimoni e fondi di investimento, la sua grande passione.

Paola Gentili è nata a Como nel 1966 ma non è l’industria della seta la sua strada, bensì quella della finanza. Diplomata in ragioneria, il suo primo impiego è come responsabile copertura cambi e contabilità in azienda.

Il salto professionale nella direzione che la appassiona avviene nel 1999, quando diventa Responsabile del servizio di consulenza finanziaria a pagamento per Finanzaonline, l’antesignano dei blog finanziari italiani, la prima comunità online dove avveniva il confronto tra i maggiori appassionati e operatori di trading finanziario.

Tra il 2004 e il 2005 collabora con Luxorlab - Il Sole 24 ore – Radiocor, in qualità di relatore per i seminari dedicati al Forex e come formatore per la clientela bancaria ed istituzionale del trading system Luxor.

Tra il 2005 e il 2006 assume l’incarico di Gestore Fondi Lussemburghesi (SICAV) Gotam Umbrella Fund – Absolute Opportunity Fund e Absolute Defensive Fund per la Livolsi e Associati di Lugano, per passare poi, come Procuratore e Gestore patrimoniale, alla Banque de Crédit et de Dépots.

Nel 2010 diventa Risk manager della Global Opportunity Investments SA. Nel 2015 fonda, insieme a Roberto Malnati, la Ten Sigma SAGL. È autrice del libro ‘Vivere di mercati’, edito da Trading Library.

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