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Come investono le donne? Uno sguardo alla ‘She-economy’

“DONNE SCIENZA INVENZIONE CARRIERA - Progetto di Gianna Martinengo”
Dalle esperienze alle skill al role model, viaggio tra le professioniste e scienziate che stanno facendo progredire il mondo della scienza italiano e internazionale. Interviste a "mente aperta” anticipate da un viaggio nei diversi mercati dell’innovazione.

Ma come investono le donne? Non esiste uno studio sufficientemente ampio e rappresentativo dello scenario mondiale. Forse andrebbe condotto. Sarebbe un lavoro di enormi dimensioni ma certamente molto utile anche per orientare l’operato degli asset manager e degli intermediari finanziari. È evidente, e non è necessario che ce lo dimostrino dei numeri e delle percentuali, che l’attitudine e la sensibilità all’investimento siano diverse a seconda dello spaccato sociale e territoriale a cui ci si riferisce.

Persino in Italia, una delle potenze più sviluppate al mondo, ci sono differenze enormi del comportamento delle donne in relazione alla propria dimensione economica, che è radicalmente diverso tra le varie zone del paese. Allargando l’orizzonte ad un ambito internazionale, molte indagini raccontano come le donne siano ampiamente sotto-rappresentate nel mondo degli investimenti.

La ‘She-economy’ per combattere violenza economica sulle donne

Le cose stanno comunque cambiando. C’è una attenzione crescente alla cosiddetta ‘she-economy’ e c’è la convinzione diffusa che saranno le donne, nei prossimi anni, ad accumulare ricchezza più velocemente rispetto agli uomini, portando avanti il trend già forte dell’ultimo decennio. Un aspetto importante è rappresentato dalla maggiore aspettativa di vita delle donne: la longevità femminile ha determinato che, solo nel 2020, circa 22 mila miliardi di asset siano passati dal mondo maschile a quello femminile soltanto negli Usa.

Lo sa bene Christine Lagarde, ex Direttore generale del Fondo monetario internazionale (Fmi) e ora Presidente della Banca Centrale Europea, che si dice convinta che molte economie potrebbero registrare aumenti del Pil a due cifre se sostenessero di più le donne nel mercato del lavoro, se si sfruttassero di più le loro competenze e se venissero aiutate di più a conciliare vita professionale e personale, contrastando la gender diversity.

“investimenti

Donne e servizi finanziari: il lato sostenibile degli investimenti

Quanto alle scelte di investimento femminili, tornando all’Italia, una indagine molto interessante l’ha condotta il Forum per la finanza sostenibile. I dati si riferiscono al 2018, ma sono ancora attendibili e attuali. Intanto per uomini e donne, le finalità principali degli investimenti sono la tutela del nucleo familiare (circa il 60% dei risparmiatori investe per far fronte alle spese della famiglia, programmate o impreviste, o accantonare somme da donare a figli e nipoti). Le donne più degli uomini investono in ottica di risparmio per sé stesse e per la propria vecchiaia (35% vs 28%).

Per le donne il consiglio di consulenti esperti è il modo principale di valutare e orientare le proprie scelte: una su due investe solo in prodotti consigliati (a fronte del 39% degli uomini) e solo il 15% non ha un consulente che la segue (a fronte del 23% degli uomini). Tra le donne si rileva una quota maggiore di risparmiatrici che si affidano al parere di familiari ed amici per le proprie decisioni finanziarie (22% vs 12%). Le donne si mostrano più sensibili degli uomini ai temi della sostenibilità quando compiono le proprie scelte d’investimento, soprattutto rispetto alle questioni della sfera sociale che le riguardano direttamente. Il 73% degli intervistati ritiene che i temi ambientali, sociali e di governance siano importanti nel mondo della finanza: tra le risparmiatrici la percentuale raggiunge il 77% (8% più degli uomini). Quindi c’è interesse, ci sono le intenzioni ma manca ancora qualche tassello al mosaico.

“servizi

In che modo si può sensibilizzare le donne che mancano all’appello a prendere in mano il proprio destino finanziario? Come fare in modo che da risparmiatrici diventino investitrici? Molte le idee interessanti della protagonista della nostra conversazione, Kristina Hooper, Chief Global Market Strategist di Invesco, colosso mondiale degli investimenti. Un gruppo che, se si va a curiosare sul suo sito, sfrutta l’immagine dell’Ama Dablam per raccontare la sua missione. L’Ama Damlan (6848 metri) è una vetta fa parte della catena orientale dell'Himalaya. Un modo efficace per spiegare che raggiungere traguardi finanziari è una scalata verso una cima lontana e difficile, ci vuole “perseveranza, una guida esperta e un orizzonte temporale di lungo periodo”. E questo vale per tutti, ma per le donne a volte è un pochino più complicato.

Parità di genere nella finanza? Ampi spazi di miglioramento. Puntiamo sull’ESG.

gender diversity

Kristina, il mondo degli investimenti è tipicamente maschile. Che cosa significa per una donna lavorare nel settore finanziario?

«Significa che a volte le persone pensano che tu non sia altrettanto informato o qualificato. Ma significa anche che c'è l'opportunità di sorprendere positivamente quelle persone».

Come e quando è nato il suo interesse per questa professione e per il settore finanziario? Una scelta casuale o una carriera voluta con forte determinazione?

«Ho cominciato ad interessarmi quando ero all’università. Sono entrata a far parte di un comitato di investimento di soli studenti che ha gestito una piccola parte del patrimonio della scuola. È stata un'esperienza straordinaria, che mi ha fatto appassionare al mondo degli investimenti.

Non ero sicura che avrei scelto la finanza come carriera, poiché in precedenza ero convinta che sarei diventata un avvocato. Mi sono laureata in giurisprudenza e quando ho iniziato a esercitare la professione legale, ho capito che i servizi finanziari erano il posto giusto per me. Volevo aiutare a contribuire alla capacità delle persone di realizzare i loro obiettivi finanziari e volevo una professione in cui ogni giorno fosse eccitante. Posso onestamente dire che è stata una scelta meravigliosa per me».

Negli USA, possiamo affermare che siamo giunti alla parità di genere nel mondo della finanza, o la strada è ancora in salita?

«Sono stati fatti passi da gigante, ma c'è sempre spazio per i miglioramenti, che non dovrebbero riguardare solo l'uguaglianza di genere. Ci sono molte forme di diversità che dovremmo impegnarci a fondo per incoraggiare. Non è solo la cosa giusta da fare, ma molti studi hanno scoperto che gruppi costituiti da persone diverse tra loro risultano più efficaci nell’arrivare a decisioni ben ponderate, quindi le aziende traggono benefici dal progredire verso una maggiore inclusione e diversità».

Alla luce della pandemia, pensa sia cambiato qualcosa in tema gender diversity? O forse la situazione è peggiorata?

“settore

«Penso che la situazione sia migliorata per alcuni e peggiorata per altri. Per molte mamme di bambini più piccoli è molto difficile perché ora sono responsabili dell’educazione dei propri figli mentre cercano di portare a termine il proprio lavoro. Mi spiace per loro, perché le loro giornate devono essere estenuanti mentre cercano di destreggiarsi tra così tante necessità - e se guardi le statistiche, è chiaro che in America molte donne si sono appena arrese e hanno lasciato il lavoro.

Per me e per altre donne come me, la situazione è migliorata. Sono molto grata di aver raggiunto un ottimo equilibrio tra lavoro e vita privata, equilibrio che rende peraltro molto più facile fare il mio lavoro. Molte donne scelgono di lasciare il lavoro perché non sono in grado di trascorrere abbastanza tempo con i propri figli a causa dei lunghi spostamenti per raggiungere il posto di lavoro e dei viaggi d'affari.

La pandemia ha cambiato la situazione e ha reso più facile per le madri dei bambini più grandi avere una grande qualità di vita. I miei figli hanno 18, 14 e 13 anni, quindi non ho le stesse difficoltà delle madri di bambini più piccoli: i miei figli sono responsabili nel fare i compiti e studiare. Sono riuscita a partecipare alle loro vite in un modo che non avrei mai potuto fare prima della crisi, perché viaggiavo molto e in tutto il mondo. Adesso posso preparare la cena ed essere a casa con loro ogni sera».

L’educazione finanziaria e l’alfatebizzazione finanziaria sono due pilastri per scelte consapevoli e realizzazione personale “al femminile”. È qualcosa di reale ed acquisito per le donne il genere femminile, o esistono ancora fenomeni di “violenza economica sulle donne”?

«La stabilità finanziaria è fondamentale per tutti, in particolare per le donne, perché ciò supporta una maggiore stabilità in tutti gli aspetti della loro vita. Sempre più donne stanno diventando consapevoli e competenti dal punto di vista finanziario, ma tante ancora non lo sono. Questo è il motivo per cui sono una così forte sostenitrice dell'alfabetizzazione finanziaria per tutti, in particolare per le persone svantaggiate».

In queste conversazioni con le protagoniste del settore finanziario, stiamo cercando di capire come sta impattando nel vostro campo la tecnologia, sia come tema di investimento, sia come spinta a rendere più efficienti le soluzioni finanziarie e più efficace la consulenza. Quali sono le tendenze che crede siano particolarmente interessanti in questa fase e quali sono le innovazioni sulle quali si stanno confrontando i player del risparmio gestito?

«Tantissime industrie del settore tecnologico hanno beneficiato della pandemia, che ha accelerato le tendenze già in atto. Sono entusiasta rispetto a una serie di temi di investimento legati alla tecnologia che credo continueranno a guadagnare terreno. E-commerce, tecnologia finanziaria, automazione e robotica, cloud computing e intelligenza artificiale sono solo alcuni. Questo è un momento molto interessante per investire in tecnologia e dovrebbe contribuire a una maggiore produttività per l'economia».

Perché la tecnologia è inclusiva nel mondo finanziario?

«La tecnologia è così facilmente disponibile per tutti: così tante persone possono accedere a Internet e, di conseguenza, a una moltitudine di possibilità relative all’educazione finanziaria. Questo è ciò che rende la tecnologia così inclusiva».

Come valuta la tematica Esg come catalizzatore per incrementare il risparmio delle donne e una maggiore quota di investimenti da parte dell’universo femminile?

«Assolutamente. Non ci sono dubbi al riguardo. Penso che i fattori ESG piacciano alle donne e che saranno una caratteristica importante per le loro valutazioni di investimento. Questo perché le tematiche ESG stanno attirando più persone in generale verso gli investimenti, dato che c’è una maggiore attenzione all'ambiente, alla sostenibilità e alla giustizia sociale. Inoltre, le persone in generale si stanno rendendo conto che investire attraverso una “lente di sostenibilità” può spesso rivelarsi molto redditizio perché le aziende che sono diverse e ben amministrate possono fornire un maggiore ritorno sull'investimento. E credo che sarà particolarmente apprezzato dalle donne perché i fattori ESG tendono a sovrapporsi con i nostri valori personali.

“alfabetizzazione

Ad esempio, la maggior parte delle donne comprende l'importanza della diversità e della giustizia sociale perché molte di noi hanno subito discriminazioni. Ciò rende gli investimenti ESG molto più interessanti».

Invesco ha parlato di recente, riferendosi al fermento nel mondo ESG, di un fenomeno che avete definito ‘Grande reset’. Che cosa vuol dire?

«La pandemia viene vista come un possibile catalizzatore per un'economia "più verde" con meno disuguaglianze, poiché i governi cercano di ricostruire e rilanciare le loro economie, attraverso il cosiddetto "The Great Reset". Questo potrebbe rivelarsi un momento di "distruzione creativa", con una profonda recessione che genererà un'economia migliore, più rispettosa dell'ambiente e meno diseguale.

Come ha spiegato Kristalina Georgieva, direttore generale del Fondo Monetario Internazionale: “Cosa ci vorrebbe agli storici per guardare indietro a questa crisi come al momento di un grande reset? Dal punto di vista del FMI, abbiamo assistito a una massiccia iniezione di stimoli fiscali per aiutare i paesi ad affrontare questa crisi e a cambiare marcia per tornare a crescere. È di fondamentale importanza che questa crescita porti a un mondo più verde, più intelligente e più giusto in futuro". Sembra esserci una volontà pubblica in molti paesi di sostenere un grande reset e questo suggerisce che gli investimenti ESG ne trarranno vantaggio».


violenza economica sulle donne

In che modo, con quali iniziative si può canalizzare la ricchezza delle donne negli investimenti in termini generali?

«Più istruzione. Questo farà in modo che le donne si sentano più a loro agio con gli investimenti. Alcuni studi hanno dimostrato che le donne sono più attente e avverse al rischio degli uomini. Penso che questo sia uno dei motivi principali per cui non prendono molte decisioni di investimento per la famiglia. Tuttavia, se possiamo dimostrare alle donne che queste caratteristiche possono essere utili per gli investimenti, allora questo le incoraggerà a investire. Dopo tutto, le persone più avverse al rischio e caute possono essere investitori che hanno maggiori probabilità di creare e aderire a una pianificazione finanziaria. In definitiva, queste caratteristiche possono essere utili per raggiungere gli obiettivi finanziari».

Biografia di Kristina Hooper

Kristina Hooper entra in Invesco nel 2017 come Global Market Strategist. In precedenza occupa il ruolo di investment strategist USA in Allianz Global Investors, dopo esperienze in PIMCO Funds, UBS e LetLife.

Spesso riportata in The Wall Street Journal, The New York Times Reuters e altre pubblicazioni finanziarie, Kristina vanta un’esperienza sui mercati globali lunga oltre 20 anni.

Laureata al Wellesley College, Kristina ha un dottorato alla Pace University School of Law, un MBA in finanza all’Università di New York, dove poi insegnerà macroeconomia e comportamento organizzativo, oltre a un master alla Cornell University School of Industrial and Labour Relations.

Kristina possiede numerose certificazioni: Certified Financial Planner (CFP), il Chartered Alternative Investment Analyst (CAIA), che riconosce le competenze in investimenti alternativi, e il Chartered Financial Consultant (CFC) da The American College of Financial Services. È mamma di tre figli.

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