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Valentina Tereskova, la prima donna nello spazio

Due giorni, ventidue ore e quarantuno minuti: è il tempo che Valentina Tereskova ha trascorso nello spazio, compiendo quarantanove orbite terrestri. Era il 16 giugno del 1963, Valentina aveva 26 anni ed è stata la prima donna ad affrontare un'impresa simile. È tornata sulla terra il 19 giugno, oggi ha 83 anni e una grande storia da raccontare al mondo.

Valentina Tereskova, biografia e vita privata

C’erano un tempo Elena Tereskova e Vladimir Tereskov, due operai dell’Unione Sovietica. Inizia così la storia della prima donna che andò nello spazio, per di più in solitaria, Valentina Tereskova. Dopo lei, infatti, nessun’altra donna ci andò da sola. Valentina aveva due anni quando il padre morì in guerra (erano gli anni della Seconda Guerra Mondiale n.d.r.): un’infanzia difficile, piena di restrizioni, un lavoro come operaia iniziato in giovane età e, successivamente, come sarta e stiratrice. Una donna ligia al dovere, come lo erano le donne russe di allora. Una donna senza paura, apparentemente fredda, eppure con una fortissima passione: Jurij Gagarin, il primo uomo ad andare nello spazio, nel 1961. Fu proprio questa passione a portarla a diventare prima paracadutista, poi cosmonauta e infine eroina sovietica.

La prima donna nello spazio

Con in mente il sogno di emulare il suo idolo, Jurij Gagarin, Valentina cominciò a lanciarsi col paracadute nel 1955, candidandosi più volte per frequentare la scuola per aspiranti cosmonauti.

Nel 1962, con un’esperienza di 90 lanci col paracadute, partecipò alla selezione per il primo gruppo di donne cosmonaute e superò l’esame, insieme ad altre quattro aspiranti. Da quel momento venne addestrata e si allenò ogni giorno per la missione. La Tereskova fu selezionata tra le cinque, nonostante ci fosse chi, come la campionessa sportiva Solov’eva, avesse compiuto molti più lanci col paracadute (ben 700) e presentasse caratteristiche fisiche ritenute più adatte.

Probabilmente la sua estrazione popolare fu d’aiuto, dato che il governo Khrushchev voleva per l’impresa una “donna del popolo”. Così, la sua missione ebbe inizio. In qualità di comandante, la Tereshkova scelse per sé il nomignolo “Chajka”, “Gabbiano”, e partì senza che la famiglia lo sapesse. Il volo prevedeva, infatti, dei margini di rischio e Valentina preferì non far preoccupare i familiari. I rischi furono infatti molto alti, anche se la cosa si seppe solo molti anni dopo.

I retroscena del primo volo orbitale: tra realtà e finzione

Ormai tutti sanno quello che accadde nello spazio in quel breve lasso di tempo, ma per molti anni Valentina Tereskova e i responsabili della missione sono stati gli unici a conoscenza degli errori avvenuti durante la missione. Errori che hanno messo a repentaglio la vita della cosmonauta sovietica. La programmazione della navicella, infatti, anziché farla avvicinare alla terra dopo ogni orbita, la faceva allontanare, mettendola davanti allo spaventoso destino di uscire dall’attrazione della terra e perdersi per sempre nello spazio.

I tecnici rifecero però i calcoli e riuscirono a correggere in tempo l’errore. Dopo quasi tre giorni, Valentina Tereskova atterra in Kazakistan, appesa a un paracadute, dopo essersi catapultata dall’abitacolo. Tutto bello? Tutto vero? Non proprio. In realtà l’atterraggio di Valentina fu disastroso perché, atterrando, sbatte il viso e perde conoscenza, ma la Russia del tempo non voleva un finale così.

Buona la prima! Decisamente no. Una volta atterrata così malamente, Valentina venne subito portata in ospedale e rimessa in sesto. Lividi coperti, tuta ripulita ed eccola pronta a rifare la scena, già il giorno successivo: viene riportata sul luogo dell’atterraggio e qui vengono fatte le riprese e le fotografie che l’hanno resa un’eroina dell’intero Paese.

Tutte le onorificenze della prima donna nello spazio

La sua impresa le valse riconoscimenti e onorificenze sovietiche, russe e anche straniere. Solo per citarne alcune, Valentina Tereskova è eroe dell’Unione Sovietica, e quindi ha anche l’Ordine di Lenin (poco dopo il suo atterraggio, il 22 giugno 1963), ha poi ricevuto l’Ordine della Rivoluzione d’Ottobre, l’Ordine della Bandiera rossa del Lavoro, l’Ordine dell’Amicizia tra i Popoli e una lunghissima lista di Medaglie che si susseguono, una dopo l’altra e che sicuramente fanno impallidire ancora oggi molti militari.

Da Valentina Tereskova ad AstroSamantha

Quante e quali sono tutte le altre donne che hanno avuto la capacità, la forza e il privilegio di guardare la terra dallo spazio? Diciannove anni dopo la missione della Tereskova, nel 1982, fu il turno di un’altra ragazza russa: Svetlana Savitzakaia. L’anno dopo sono gli Stati Uniti a lanciare nello spazio Sally Raid. Il 1984 è l’anno, invece, tristemente noto per la tragedia del Challenger, esploso durante il decollo, in cui persero la vita due astronaute e un’insegnante. Ma fu anche l’anno in cui Kathryn Sullivan andò per ben tre volte nello spazio.

Sebbene USA e URSS siano state a lungo le due potenze dello spazio, anche l’Italia può vantare la sua astronauta: nel 2014 Samantha Cristoforetti (alias: AstroSamantha) è partita per una missione spaziale di ben sette mesi.

Entro il 2024 NASA porterà la prima donna sulla Luna

In totale, ad oggi, le donne nello spazio sono state 50, 50 coraggiose esploratrici che hanno seguito la strada tracciata da una giovane donna di umili origini che cuciva abiti sognando di andare nello spazio.

Ma i numeri sono destinati a crescere: è recentissima la notizia, appena comunicata dalla NASA, che nel 2024 un’altra donna volerà nello spazio e atterrerà sulla Luna a bordo della navicella Orion. In bocca al lupo a tutte le candidate!

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