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Donne e scienza nella storia: l’incredibile Gertrude Elion

Diritti conquistati in secoli di storia, barriere affrontate e superate, risultati brillanti. Il gender gap non è ancora colmato ma tra donne, tecnologia e scienza il legame è sempre più forte, lo dice anche Miss America e lo conferma un farmaco contro il Covid-19!

Chi dice che donne e scienza non sia un connubio perfetto? In realtà nel corso dei secoli le donne si sono sempre dimostrate delle menti davvero eccelse anche se per molto tempo hanno dovuto operare all’ombra di un uomo e spesso dovevano firmarla con uno pseudonimo maschile.

La filosofa Aspasia nella democraticissima, ma solo per gli uomini, società ateniese (siamo intorno al 500 a.C.), per affermarsi dovette trovare il suo spazio come amante, etèra, di Pericle. Non bastò nemmeno all’astronoma Sophie Brahe studiare e spiegare le eclissi lunari, porre le basi per la teoria eliocentrica, redigere un catalogo di oltre mille stelle fisse e dei pianeti per essere ricordata: è scomparsa dalla storia della scienza e si ricorda solo il fratello Tycho. Infine Ada Lovelace, matematica e pioniera dell’informatica come abbiamo raccontato, è stata sempre circondata da ingombranti figure maschili: il maestro Charles Babbage e il padre, il poeta inglese Byron. Solo nel 1979 ci si ricordò di lei, tra i pionieri dell’informatica, dando il suo nome al linguaggio di programmazione ADA. Oggi le cose sono cambiate? Tra donne e scienza c'è una tregua? Scopriamolo insieme con un racconto di alcune delle donne più importanti legate alle STEM. Si inizia con Gertrude "Trudy" Elion.

Miss America una donna scienziata con due lauree

Telecamere accese su uno dei palchi più famosi del mondo, ragazze in costume, bellissime e truccatissime. Ora tocca a una di loro intrattenere il pubblico e fa il suo ingresso sul palco con indosso un camice bianco e occhialoni in plexiglass trasparenti a protezione dei suoi bellissimi occhi. Si avvicina a un tavolo e armeggia con tre beute (il recipiente usato frequentemente nei laboratori chimici), in pochi secondi fuoriesce un’esplosione di colori: schiuma blu, poi verde e poi rossa. È un comune esperimento chiamato “dentifricio dell’elefante” (per i non addetti ai lavori… sfruttando la decompressione catalitica del perossido di idrogeno si ottiene un effetto scenografico di grande impatto visivo). La scienziata è la nuova Miss America, Camille Schrier, 24 anni, due lauree, una in biochimica e una in biologia e l’inizio di un dottorato in farmacia. Dal 2018 il concorso di bellezza più famoso del mondo ha tolto la prova in costume da bagno e ha deciso di valutare un talento delle partecipanti. La maggior parte balla e canta, ma poi qualcuna si distingue e come Camille porta sotto gli occhi di milioni di spettatori un talento diverso. Camille Schrier ha portato la biochimica, e tra l’altro è stata incoronata prima Miss Virginia e poi Miss America. “Sono così orgogliosa di rompere gli stereotipi su chi può diventare Miss America” ha dichiarato in un’intervista “e di dimostrare che Miss America può essere una scienziata e che una scienziata può diventare Miss America”.

Il palco è planetario e speriamo che il messaggio abbia ispirato molte ragazze e giovani donne ad assecondare le loro passioni e i loro talenti, affrontando anche settori in cui il giudizio maschilista è ancora forte, come nell’ambiente medico, scientifico o tecnologico, andando fino in fondo in ciò in cui credono.

Proprio come ha fatto Gertrude Elion, la scienziata che vogliamo presentarvi in questo articolo, la donna che ha dimostrato come un farmaco potesse combattere i virus con bassi effetti collaterali e che oggi, alle prese con il Covid-19, dobbiamo ringraziare.

Donne e scienza nella storia: Gertrude Elion, se puoi pensarlo puoi farlo

Oggi gli antivirali sono usati per trattare l'herpes, l'epatite, l'HIV, l'Ebola e da aprile 2020 perfino il Covid-19, visto che si è scoperto che un farmaco antivirale “remdesivir” può accelerare il recupero in pazienti ospedalizzati con il coronavirus. Per questo dobbiamo ringraziare Gertrude Elion (detta anche Trudy), nata nel 1918 a Manhattan, “sopravvissuta” alla crisi della grande depressione e al sessismo in campo scientifico, vincitrice del Premio Nobel per la Medicina e la Fisiologia nel 1988 (solo la quinta donna a vincerlo).

gertrude elion donne e scienza

La sua storia è appassionante e racconta di una giovane ragazza di 19 anni che si laurea con lode in chimica presso l'Hunter College nel 1937. I suoi genitori, immigrati dall'Europa orientale, vanno in bancarotta e non possono mantenerla o farle proseguire gli studi post-laurea. Gertrude punta a diverse borse di studio, ha i numeri giusti per ottenerle ma i meriti vanno in secondo piano, i laboratori di ricerca non assumono una donna, considerata "un'influenza distraente" per il personale del laboratorio. Poi arriva la prima guerra mondiale e la carenza di manodopera maschile, ed ecco presentarsi le prime reali opportunità lavorative anche per lei, prima con Johnson & Johnson e poi con Burroughs Wellcome, dove inizia una proficua collaborazione nel laboratorio di biochimica di George Hitchings. È lì che avviene la svolta.

Donne, scienza e tecnologia: un nuovo metodo

Fino agli anni '70, la maggior parte dei nuovi farmaci veniva trovata per tentativi ed errori o ci si inciampava casualmente. Hitchings propone un'altra via da seguire: un approccio scientifico razionale per scoprire e creare nuovi farmaci e affida a Gertrude Elion diversi progetti che lei porta a termine con determinazione, intuito e genio, diventando la sua pupilla prima e il suo successore una volta che Hitchings annuncia il ritiro. Insieme, Elion e Hitchings aprono la strada all’approccio razionale nello studio dei farmaci e ottengono un successo incredibile. In circa 20 anni la coppia studia e produce un nuovo metodo per creare i farmaci e l'innovazione è tutta qui, nel metodo: in passato le proprietà di molti medicinali erano state scoperte in maniera casuale. Elion avvia l'utilizzo di precisi target molecolari per sviluppare in maniera celere molecole più efficaci di quelle che all'epoca erano a disposizione.

Il “gioiello finale” di Gertrude Elion

Poco prima di ritirarsi ufficialmente, Trudy dona al mondo scientifico un ultimo “gioiello”, l'aciclovir, un farmaco diverso da qualsiasi cosa il mondo avesse mai visto, un potente antivirale inibitore dei virus dell'herpes con una tossicità notevolmente bassa. Molte delle procedure studiate da Elion sono state fondamentali anche negli anni successivi alla sua morte (avvenuta nel 1999) per formulare farmaci efficaci contro nuovi virus come l’HIV. Ed arriviamo così ai giorni nostri e al devastante Covid-19, un nuovo virus sconosciuto e potente che stiamo tenendo a bada anche grazie al farmaco antivirale remdesivir, creato seguendo la procedura impostata proprio da Gertrude Elion. Trudy ha mostrato che si poteva fare e ha capito come si poteva fare. Le cose che la gente pensa impossibili non sempre lo sono, e a volte salvano la vita.

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