News / Donne & Game Changer / Donne architetto: il design nelle mani della creatività femminile
donne architetto

Donne architetto: il design nelle mani della creatività femminile

“Nelle mani delle donne” è il titolo della sei giorni che lo spazio milanese del Superstudio Più (My Own Gallery) ha dedicato alla creatività al femminile. Un’occasione per conoscere e incontrare le donne che stanno scalando i settori del design e dell’architettura con colore, ironia e carattere. Un’occasione anche per scoprire che le prime pioniere ad aver affrontato con competenza e talento due settori dominati dagli uomini hanno saputo diventare modelli per le generazioni successive, creando un “movimento” che rivoluzionerà le nostre abitazioni e le nostre città.

Donna e architetto: che follia!

Pare che Le Corbusier avesse accolto nel suo studio una giovanissima Charlotte Perriand al suo primo colloquio di lavoro con una frase che con un eufemismo possiamo definire decisamente fuori luogo: “Qui non ricamiamo cuscini”. Charlotte divenne poi una delle collaboratrici più produttive di Le Corbusier e le loro realizzazioni per Cassina sono tra le più iconiche e longeve del marchio.

Era la fine degli Anni ’20, altri tempi? Probabilmente sì, ma a lungo il binomio donna-lavoro tecnico è stato pieno di luoghi comuni e pregiudizi, nonostante le opere firmate da Lina Bo Bardi, Gae Aulenti, Zaha Hadid, Odile Decq, fino al duo McNamara e Farrell, vincitrici quest’anno del Pritzker Prize, si siano susseguite creando innovazioni, nuove visioni e pezzi senza tempo. Zaha Hadid ha affrontato la questione affermando in modo perentorio di essere e quindi di voler essere definita un architetto e non una donna architetto. Fu lei la prima donna a vincere nel 2004 il premio Pritzker (seguita nel 2010 da Kazuyo Sejima) e pare che quell’anno le iscrizioni femminili alle facoltà di architettura aumentarono dell’1%.

gender gap architetto donna

In Italia il design è sostantivo femminile

In Italia, gli architetti sono 2,5 ogni mille persone, contro la media europea che è di uno ogni mille. Su 154mila architetti, le donne sono il 42%, circa l’11% rispetto al 1998 (dati Cresme). Anche passando da chi crea spazi a chi li riempie, anche se molto spesso i due ruoli si intrecciano e sono ricoperti dalla stessa persona, scopriamo che l’Italia ha tanto da dire e da dare e lo fa imboccando una strada che unisce grafica, colore e, a volte, illustrazione. Alcuni dei nomi che stiamo per citare, hanno riempito le copertine dei magazine di architettura e design degli ultimi anni.

Donne che hanno stanno lasciando il segno con il loro stile, la loro capacità di andare oltre, di cercare il diverso: Cristina Celestino, ovvero il colore e l’armonia; Elena Salmistraro, la fantasia e l’ironia; Paola Lenti, capace di dare all’outdoor la stessa importanza dell’arredo indoor; Paola Navone, architetto, designer, art director, arredatrice, saggista, insegnante e anche curatrice di esposizioni ed eventi; Patricia Urquiola; StudioPepe; Studio Milo e tanti altri ancora sono i nomi che firmano i pezzi e i luoghi che ci attirano già dalle vetrine.

Il lavoro della donne: architettura fruibile, democratica e umana

Sono queste le caratteristiche degli spazi del futuro a cui si aggiungono, nell’anno della pandemia globale, la sicurezza e il ruolo fondamentale dell’outdoor living. Non è un caso se nei dibattiti sulla progettazione delle città del futuro il focus si sia spostato dalle Smart city alle Safe city: luoghi di bellezza e di benessere, in cui sentirsi bene e al sicuro.

creatività architetto femminile

Annabelle Selidorf, ad esempio, affronta da anni la questione, partendo dalle problematiche ambientali nelle metropoli e impegnandosi nel lavoro di recupero e riutilizzo dei materiali. Anche l’israeliana Neri Oxman persegue da anni questo obiettivo e afferma che il compito dell’architettura deve essere quello di aumentare la relazione tra gli ambienti costruiti, naturali e biologici utilizzando principi ispirati dalla natura e implementandoli con l’invenzione di nuove tecnologie.

Pochi sanno che…

1. La finlandese Signe Hornborg è stata la prima donna al mondo a laurearsi in architettura.

2. Zaha Hadid, considerata la regina delle curve in architettura (Ci sono 360 gradi, perché quindi fissarsi con uno?” – cit.), nel 2010 è stata inclusa da TIME tra le 100 personalità più influenti al mondo.

3. La tipica struttura a vetri degli store Apple di New York e San Francisco è stata progettata dall'architetto donna Rosa Sheng, che ha anche fondato il progetto “Equity on design”, insieme alle colleghe Lilian Asperin, Julia Mandell, and Annelise Pitts, per promuovere le pari opportunità nel settore.

Questo prodotto non è privo di rischi e fornisce nicotina che crea dipendenza. Solo per maggiorenni che altrimenti continuerebbero a fumare o ad usare altri prodotti con nicotina.
  • Italiano

Inserisci mese e anno di nascita per confermare di essere un maggiorenne fumatore o utilizzatore di altri prodotti contenenti nicotina.

Conferma

Questo sito è destinato solo a maggiorenni fumatori o utilizzatori di altri prodotti contenenti nicotina

We Care

Questo sito contiene informazioni sui nostri prodotti da utilizzare con tabacco e abbiamo bisogno della tua età per accertarci che tu sia un maggiorenne in Italia che continuerebbe a fumare o a usare prodotti contenenti nicotina. I nostri prodotti da usare con appositi stick di tabacco non sono un'alternativa allo smettere e non sono concepiti come strumenti di supporto alla cessazione. Non sono privi di rischi. Gli stick di tabacco contengono nicotina, sostanza che provoca dipendenza. Uso riservato a soli adulti. Per maggiori informazioni visita la sezione Cosa Sapere di questo sito.