News / Donne & Game Changer / Amelia Earhart: la prima donna aviatrice a sorvolare l'Atlantico
amelia earhart aviatrice

Amelia Earhart: la prima donna aviatrice a sorvolare l'Atlantico

Lady Lindy: è questo il “nome d’arte” di una della donne più appassionate, coraggiose e stimate nella storia del volo. Una vita vissuta tra sfide, nuvole e grandi soddisfazioni. Una morte rimasta avvolta nel mistero per oltre 80 anni. Amelia Earhart è stata la prima donna aviatrice ad attraversare Atlantico nel lontano 1928, anche se viene ancora ricordata e amata anche per molte altre imprese.

Una vita dedicata al volo quella di Amelia Earhart, la prima donna ad aver volato sopra l’oceano Atlantico e la prima aviatrice ad aver tentato il giro del mondo in aereo. Nata il 24 luglio 1897 e scomparsa, nel 1937 durante un volo sull’Oceano Pacifico. Amelia Earhart è uno di quei personaggi che sono un concentrato di esperienze, di scoperte e di vita vissuta al 100%, senza mai risparmiarsi o tirarsi indietro. La sua passione per il volo comincia all’età di 23 anni, quando il padre la porta a un raduno aeronautico e le fa fare un volo di dieci minuti sulla città di Los Angeles. Sono i dieci minuti che cambieranno la sua vita. E anche la storia.

“Quando ho raggiunto la quota di due o trecento piedi, ho capito che dovevo volare”. Da quel giorno, prende lezioni di volo e un anno dopo acquista il suo primo biplano, grazie all’aiuto della madre che l’ha sempre sostenuta in una passione che all’epoca, soprattutto per le donne, poteva sembrare estrema. Ma la storia americana, e non solo, è ricca di personaggi femminili rivoluzionari, capaci di sostenere sfide e cambiamenti divenuti nel tempo esempio e stimolo anche per il resto del mondo.

Tutti i traguardi dell’aviatrice Amelia Earhart

Primo biplano, primo record: Amelia è la prima donna pilota a salire ad un’altitudine di 14.000 piedi.

Nell'aprile del 1928 il capitano Hilton H. Railey le propone di essere la prima aviatrice ad attraversare l'Atlantico e il 17 giugno, dopo diversi rinvii dovuti alle brutte condizioni del tempo, decollano con Amelia Earhart il pilota Stultz e il co-pilota e meccanico Gordon, a bordo di un Fokker F.VII, chiamato Friendship, amicizia. Sebbene Amelia sia relegata a poche funzioni, quando il team arriva in Galles 21 ore dopo, gli onori sono quasi tutti per lei. Anche il Presidente Coolidge le invia con un cablogramma le sue personali congratulazioni.

L'8 aprile 1931, pilotando un autogiro Pitcairn PCA-2, Amelia Earhart stabilisce il record mondiale di altitudine, raggiungendo i 18.415 piedi, circa 5613 metri. All'inizio del 1932 nessun altro pilota, a parte Lindbergh, è mai riuscito a compiere la trasvolata in solitaria. È proprio Lady Lindy, come viene soprannominata, a riuscirci, completando l'impresa il 21 maggio con un Lockheed Vega equipaggiato con segnatempi Wittnauer, impiegando quattordici ore e cinquantasei minuti per volare da Terranova a Londonderry nell'Irlanda del Nord.

L’impresa la consacra definitivamente come la più nota eroina della fase pionieristica della storia dell’aviazione. Per questo Amelia riceve, tra gli altri riconoscimenti, la Legion d’Onore e la Distiguished Flying Cross dal Congresso degli Stati Uniti.

L’anno dopo, nel 1932, Amelia Earhart è la prima aviatrice a volare tra Terranova e l’Irlanda del Nord in solitaria e, nello stesso anno, è la prima donna a volare sugli Stati Uniti senza scalo: Los Angeles – Newark. Sempre nel 1932, attraversa il Pacifico, diventando la prima aviatrice ad aver compiuto questa impresa.

Il giro del mondo in aereo di Amelia l’aviatrice

Si sa, quando cominci a superare record, poi non riesci a fermarti. E allora eccola, nel 1935, pronta ad una nuova impresa: il giro del mondo in aereo. L’impresa è già stata compiuta da altri, ma lei vuole seguire la rotta più lunga. Non semplice da fare ma, dato che la sua filosofia, usando le sue stesse parole, è “il modo migliore per fare una cosa è farla”, Lady Lindy si mette subito all’opera. Quest’avventura è segnata, oltre che da una lunga preparazione, anche da diversi tentativi falliti. Forte e determinata come sempre, però, Amelia Earhart il primo di giugno del 1937, decolla. Destinazione: “giro del mondo in 47.000 km”.

Il primo tentativo di Amelia Earhart

Il 17 marzo 1937, il giorno di San Patrizio, Amelia Earhart e il suo equipaggio volano lungo il primo tratto da Oakland in California fino a Honolulu nelle Hawaii. Oltre a lei e Fred Noonan si trovano a bordo Harry Manning e Paul Mantz, consulente tecnico di Amelia.

A causa di problemi di lubrificazione e di attrito nel meccanismo del mozzo dell'elica a passo variabile, l'aereo si ferma alle Hawaii per essere riparato. Infine arriva al campo di volo della Marina statunitense di Luke Field a Pearl Harbor. Il volo riprende tre giorni dopo da Luke Field con Earhart, Noonan e Manning a bordo, ma durante il decollo, l'aereo fa un testacoda.

Le circostanze dell'incidente restano ancora oggi controverse. Secondo alcuni testimoni presenti a Luke Field, la causa è l’esplosione di uno pneumatico. Alcune fonti citano invece un errore di pilotaggio. A prescindere dalla causa, comunque, il volo viene annullato per i danni riportati dal velivolo.

Il secondo tentativo di giro del mondo

Mentre l'Electra viene riparato, Amelia Earhart prepara un secondo tentativo. Il piano prevede di circumnavigare il globo da oriente a occidente. Fred Noonan è l’unico membro dell'equipaggio di Earhart per questo secondo volo. Partono da Miami il primo giugno e, dopo diverse fermate in Sud America, in Africa, nel subcontinente indiano e nell'Asia sudorientale, arrivano a Lae, in Nuova Guinea, il 29 giugno 1937. A questo punto l’aviatrice Amelia Earhart ha già percorso 35.000 km di volo. Ne restano ancora 11.000 km per oltrepassare il Pacifico.

La partenza da Lae e l’avvicinamento finale all’isola di Howland

Il 2 luglio 1937, a mezzanotte, Amelia Earhart e Fred Noonan decollano da Lae con l'Electra sovraccarico. La loro destinazione è l’isola di Howland, una striscia piatta di terra lunga 2 km e larga 500 m. La loro ultima posizione rilevata è vicino alle Nukumanu, circa 1.300 km lungo la rotta. Il cutter della Guardia costiera statunitense Itasca è stazionato a Howland, con l'incarico di comunicare con l'aereo di Earhart e guidarlo fino all'isola, una volta arrivato nelle sue vicinanze.

A causa di una serie di incomprensioni o errori, tuttavia, l'avvicinamento finale a Howland Island utilizzando la navigazione radio non ha successo. Durante l'avvicinamento di Amelia Earhart e Fred Noonan all'isola di Howland, l'Itasca riceve trasmissioni voce forti e chiare dall’aviatrice. Molto probabilmente però l’aviatrice non riceve le risposte dalla nave. Alle 7:42 del 2 luglio trasmette infatti: “Dovremmo essere sopra di voi, ma non riusciamo a vedervi — il carburante si sta esaurendo. Non siamo riusciti a raggiungervi via radio. Stiamo volando a 1000 piedi”.

Nella sua ultima trasmissione conosciuta alle 8:43, la Earhart trasmette “Siamo sulla linea 157 337. Ripeteremo questo messaggio. Ripeteremo questo messaggio a 6210 kHz. Attendete”.

Comunque, pochi momenti dopo viene rilevata una trasmissione, registrata come di qualità "discutibile": "Stiamo volando in linea nord e sud". La trasmissione di Earhart pare indicare che lei e Noonan pensano di aver raggiunto la posizione indicata sulla mappa per l'isola di Howland, in realtà errata per circa cinque miglia nautiche, ovvero 10 km. Le molte nuvole sparpagliate nell'area sopra Howland possono aver rappresentato un problema. Le loro ombre scure sulla superficie dell'oceano sono forse quasi indistinguibili dall'isola, a causa del suo profilo molto piatto.

L’ultimo volo di Amelia Earhart e Il mistero della sua morte

Alle 8:43 del 2 luglio del 1937, dopo aver affrontato 35.000 chilometri e diverse tappe in Sud America, Africa e India, le tracce del Lockheed Electra si perdono. E con lui, anche le tracce di Amelia e di Fred Noonan, suo compagno in questa avventura. Le ricerche e i soccorsi si attivano da subito e con grande impegno. I corpi dell’aviatrice e del suo compagno di viaggio non sono stati rinvenuti per lungo tempo e la loro morte è al centro di teorie che hanno appassionato storici e ricercatori e che includono anche teorie complottiste.

C’è chi ritiene che dopo la scomparsa dei segnali, Amelia abbia trascorso giorni da naufraga, prima di morire. Altri ipotizzano che lei e il suo navigatore siano stati scambiati per spie dai giapponesi e per questo tenuti prigionieri e torturati. La ricerca dei resti dell’aereo è proseguita per oltre ottant’anni, mentre i corpi dei due piloti vengono ritrovati nel 1940 a Nikumaroro, un’isola del Pacifico.

L’impatto di Amelia Earhart sulla società

Il mistero attorno alla figura di una delle più importanti aviatrici della storia resta carico di fascino anche nella cultura moderna, tanto da ispirare scrittori, registi e sceneggiatori. Ero Amelia Earhart, così s’intitola il romanzo di Jane Mandelsohn, che racconta l’ultimo viaggio dell’aviatrice americana scomparsa, immaginandolo. La fantasia si mescola alla realtà delle ricerche compiute dalla Mendelsohn sulla vita di Amelia Earhart. Questo romanzo restituisce il ritratto di una donna avventurosa, sognatrice, innamorata del cielo e delle potenzialità derivanti dalla possibilità di esplorare il mondo come nessuno avrebbe immaginato.

Amelia è anche citata nel libro Good Night Stories for Rebel Girls, in italiano “Storie della buonanotte per bambine ribelli” che raccoglie le storie di 100 donne straordinarie che hanno sfidato il pregiudizio, hanno avuto vite caratterizzate da un grande coraggio e senso della sfida, e soprattutto, hanno vinto.

Moltissimi programmi, principalmente made in USA, sono stati realizzati sulla figura della Earhart. Tutte le principali trasmissioni TV incentrate sulle figure storiche e sui misteri americani le hanno dedicato almeno un episodio. Non a caso sono stati creati diversi documentari che raccontano la sua vita e cercano risposte sulla sua morte, tra cui “Where’s Amelia Earhart?”, il documentario della National Geographic del 2018 e “Amelia Earhart. The Lost Evidence”, un’inchiesta di History Channel del 2017.

Amelia Earhart tra cinema e musica

La figura di Amelia ha sempre avuto un grande fascino per il cinema, soprattutto americano, e sono molti i film e le serie televisive che le hanno reso omaggio, a volte in commedie, a volte in film drammatici. Che sia un cameo o la protagonista, il suo personaggio si fa sempre notare. Nel 1972, appare in una delle puntate di Mistero in Galleria; nel 1976 esce il film Amelia Earhart, interpretata da Susan Clark. A seguire, ritroviamo il suo personaggio in The Lancaster Miller Affair (1985), Pancho Barnes – Una vita per il volo (1988), Amelia Earhart – L’ultimo viaggio (1994), Star Trek – Voyager (1995), The wonderful world of Disney: child star (2001), The 5th quadrant (2002), The Aviator (2004), Una notte al museo 2 – La fuga (2009), Amelia (2009).

Ma anche il mondo della musica non è rimasto immune dal desiderio di volerla omaggiare. E allora eccola protagonista in Amelia di Joni Mitchell, in Someday we’ll know dei New Radicals e, ancora, in I miss my sky di Heather Nova. Vanessa Peters & Ice Cream on Mondays, Handsome Family, Jan Matthews, Al Stewart, Unitopia: questi gli altri nomi di chi le ha dedicato un brano. Tra gli italiani, Antonella Ruggiero, nel 2003, ha dedicato alla sua memoria L’aviatrice, mentre Susanna Parigi, nel 1999, ha composto e interpretato Amelia Earhart, contenuto nell’album Scompost.

Questo prodotto non è privo di rischi e fornisce nicotina che crea dipendenza. Solo per maggiorenni che altrimenti continuerebbero a fumare o ad usare altri prodotti con nicotina.
  • Italiano

Inserisci mese e anno di nascita per confermare di essere un maggiorenne fumatore o utilizzatore di altri prodotti contenenti nicotina.

Conferma

Questo sito è destinato solo a maggiorenni fumatori o utilizzatori di altri prodotti contenenti nicotina

We Care

Questo sito contiene informazioni sui nostri prodotti da utilizzare con tabacco e abbiamo bisogno della tua età per accertarci che tu sia un maggiorenne in Italia che continuerebbe a fumare o a usare prodotti contenenti nicotina. I nostri prodotti da usare con appositi stick di tabacco non sono un'alternativa allo smettere e non sono concepiti come strumenti di supporto alla cessazione. Non sono privi di rischi. Gli stick di tabacco contengono nicotina, sostanza che provoca dipendenza. Uso riservato a soli adulti. Per maggiori informazioni visita la sezione Cosa Sapere di questo sito.