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Uno sguardo al futuro delle innovazioni tecnologiche. Conosci le auto a guida autonoma?

Tra le grandi innovazioni tecnologiche che ci aspettano negli anni a venire, le auto a guida autonoma sono quelle che destano probabilmente più curiosità e interesse, considerando i potenziali vantaggi attesi quali la trasformazione del tempo alla guida in tempo libero. Un’altra rivoluzione, altrettanto impensabile solo una manciata di anni fa, è invece già disponibile e in rapida diffusione. Alcuni le definiscono evoluzioni elettroniche della sigaretta. Si tratta in realtà di due diverse tecnologie alternative al fumo: le sigarette elettroniche che vaporizzano liquidi aromatizzati contenenti nicotina e i riscaldatori elettronici di vero tabacco. IQOS, il dispositivo che scalda e non brucia il tabacco, offre ai fumatori adulti una valida alternativa alla sigaretta tradizionale. Ed è proprio nel suo ruolo di game changer e pioniere dell’innovazione che IQOS vuole farsi narratore di alcune delle interessanti prospettive offerte dalla migliore tecnologia del futuro. A partire dalle auto che si guidano da sole.

Prendetevi un istante, chiudete gli occhi e provate a immaginare. Sono le 8.30 di una soleggiata mattina primaverile del 2050. State passeggiando all’aria aperta, assaporando il gusto del tabacco scaldato dal vostro IQOS di ottava generazione. Quello stesso dispositivo che vi aveva incuriosito quando anni fa eravate alla ricerca di una alternativa alla sigaretta, mentre davanti a voi gli ologrammi del notiziario scorrono veloci, quasi quanto i grattacieli del paesaggio urbano che vi circonda. Nel vostro tragitto verso l’ufficio il traffico procede con una fluidità soprannaturale, il rumore e l’odore dei motori a combustione sono solo un ricordo lontano, mentre lo stress di guidare all’ora di punta non è più nemmeno quello.

È l’era delle auto a guida autonoma. Non è un caso se, nel panorama delle tante innovazioni tecnologiche, la guida autonoma è tra quelle che più promettono di cambiare il nostro stile di vita.

In un mondo congestionato di automobili, in cui ogni essere umano sul pianeta spende ogni giorno mediamente 30 minuti al volante per recarsi al lavoro, la prospettiva di recuperare questo tempo per sé è allettante, ma allo stesso tempo difficile da credere. Quando si parla di tecnologia del futuro, però, l’atteggiamento migliore è lasciare da parte certezze e pregiudizi aprendosi all’inatteso.

Il tempo medio che ogni abitante trascorre in auto per recarsi a lavoro è di 30 minuti.

Prendete per esempio IQOS.

Pochi anni fa nessuno avrebbe pensato che i riscaldatori di tabacco fossero una prospettiva concreta per i fumatori adulti in cerca di un’alternativa alla sigaretta; tanto che ancora oggi non manca chi li confonde con una nuova variante della sigaretta elettronica. Il dispositivo elettronico per il riscaldamento del tabacco firmato Philip Morris International e la visione di un futuro senza fumo sono già riusciti a farsi conoscere dai fumatori adulti interessati, e lo hanno fatto in appena un lustro.

E se nel caso dell’evoluzione tecnologica con IQOS, alla eliminazione del fumo si accompagna la possibilità di continuare a gustare il tabacco, parlando di self-driving car la prospettiva è rivoluzionaria su più livelli.

L’era dell’auto come commodity. Anche questa è innovazione tecnologica

Il traffico, ad esempio, è destinato inevitabilmente a calare in un mondo dominato da veicoli in grado di guidarsi da sé. Come? Grazie alla comunicazione tra veicoli e a quella tra veicoli e infrastrutture stradali, che consentirà alle auto di:

  • intraprendere percorsi alternativi in caso di necessità;

  • ottimizzare il flusso del traffico in prossimità degli incroci;

  • andare a colpo sicuro quando si tratterà di trovare parcheggio.

È questo quello a cui si può aspirare. Un motivo di per sé più che sufficiente per credere in questa tecnologia del futuro.

Tutto questo senza contare che sarà il numero stesso dei veicoli circolanti a calare. Un calo che andrà di pari passo con quello dei costi per gli utenti finali. In molti già parlano della delle auto autonome e di come il costo delle assicurazioni inizierà a calare già a partire dal 2026 in conseguenza della maggior sicurezza sulle strade.

Inoltre, anche le nostre città cambieranno in diretta dipendenza da questa tecnologia rivoluzionaria del futuro. La nuova era dei trasporti come commodity, infatti, avrà come conseguenza spostamenti più semplici, più economici e più veloci. Le città potranno espandersi liberamente, senza l’usuale concentrazione residenziale nelle zone maggiormente coperte dai servizi di trasporto pubblico.

Ancora, l’inquinamento sarà un’ulteriore tematica toccata in maniera benefica dai veicoli autonomi. A prescindere dalla adozione di altre innovazioni tecnologiche in tema di propulsione, come il motore elettrico o a idrogeno, una self-driving car richiede dal 4 al 10% di energia in meno per il solo essere più progressiva nelle accelerazioni e decelerazioni, riducendo di conseguenza il suo impatto sull’ambiente.

Le auto a guida autonoma il 10% di energia in meno solo per la progressiva accelerazione e decelerazione

Cosa è un’auto a guida autonoma? Saliamo al livello 5

Il nome di questa tecnologia del futuro potrebbe sembrare tanto semplice da non richiedere spiegazioni particolari. Un’auto a guida autonoma è un veicolo che si governa da sé, giusto? Sì, ma solo come prima approssimazione.

D’altronde per le innovazioni tecnologiche, le definizioni più diffuse finiscono spesso per essere incomplete o scorrette. Basti pensare ad IQOS, che alcuni pensano erroneamente essere l’evoluzione elettronica della sigaretta. Per la verità IQOS, è il dispositivo elettronico che con la sua rivoluzionaria tecnologica heat not burn, scalda il tabacco invece che bruciarlo.

Al di là delle imprecisioni, nel caso delle auto a guida autonoma quel che più importa è capire la differenza tra queste e le più evolute auto in vendita. In tal senso viene in soccorso lo standard J3016, appositamente redatto dalla Society of Automotive Engineers, che suddivide l’automazione in 6 livelli crescenti.

Allo 0 ci sono i veicoli tradizionali, mentre al livello 5 si trovano le vere e proprie auto autonome, prive anche dei comandi per la guida da parte di un uomo, ovverosia volante e pedali. È a questo livello che marchi automobilistici, colossi tecnologici e centinaia start up in tutto il mondo stanno puntando.

Ma dove siamo oggi?

In pratica a metà strada. In vendita esistono già numerose vetture classificabili come di livello 2, dunque in grado, a certe condizioni, di eseguire da sole sterzata, accelerazione e decelerazione. Il tutto però con il guidatore umano ancora incaricato di eseguire le altre azioni necessarie alla circolazione.

Alcune auto promettono già persino funzionalità di livello 3, secondo cui, in situazioni specifiche, chi sta al volante sarebbe relegato a semplice garante della macchina, chiamato dalla stessa a intervenire solo in caso di necessità. Tutto questo suona come pura tecnologia del futuro, ma il livello 3 è il presente, almeno per le vetture più costose di alcuni marchi. È solo il mancato adattamento delle leggi a impedirne ancora oggi l’utilizzo in molti stati.

Tecnologia del futuro o mito tecnologico? Quando arriveranno le auto a guida autonoma?

Purtroppo il salto dal livello 3 al livello 5 di automazione non è così semplice e richiederà ancora enormi investimenti. Allo stesso tempo però, le auto a guida autonoma fanno parte di quelle innovazioni tecnologiche destinate a diventare realtà.

I primi esperimenti in materia risalgono agli anni ottanta. Dal 2010, con la maturazione di molte tecnologie necessarie al funzionamento di base di un veicolo autonomo, l’evoluzione nel settore ha subito una sostanziale accelerazione.

Al punto che oggi i test su strada dei veicoli autonomi avvengono ovunque nel mondo, dalla Silicon Valley alla Germania. Già nel 2020, in occasione delle Olimpiadi di Tokyo, per le vie della capitale giapponese circoleranno i primi taxi autonomi.

Per la diffusione su ampia scala, invece, bisognerà attendere qualche anno in più. Le stime più ottimistiche prevedono che già nel 2025 il 20% dei veicoli venduti sarà a guida autonoma, mentre in altri casi si punta più cautamente a un 25% tra il 2035 e il 2040.

2025, il 20% di veicoli prodotti sarà a guida autonoma

Si tratta dunque di una prospettiva concreta, come quella della visione di un futuro senza fumo grazie a IQOS promossa da Philip Morris International. Lanciato nel 2014 ed entrato, anche se erroneamente, nell’immaginario di alcuni come “la sigaretta elettronica con tabacco”, nel 2019 ha già superato il traguardo degli 8 milioni di fumatori adulti in tutto il mondo che hanno scelto di passare ad IQOS. Un esempio che fa decisamente ben sperare anche per la diffusione di tutte quelle nuove tecnologie, come i veicoli autonomi, che hanno il potenziale di cambiare in modo sostanziale la vita delle persone.

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