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La storia di IQOS: 30 anni di riscaldatori di tabacco, valide alternative alla sigaretta
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La storia di IQOS: 30 anni di riscaldatori di tabacco, valide alternative alla sigaretta

A un primo sguardo, la storia di IQOS potrebbe sembrare relativamente breve. Appena 7 anni fa l’innovativo riscaldatore di tabacco di Philip Morris si mostrava al pubblico italiano, iniziando poco dopo la sua diffusione su scala mondiale. Tuttavia, le radici di IQOS e della sua HeatControl Technology risalgono ai primi anni Novanta, quando Philip Morris iniziò a sviluppare l’idea di un prodotto alternativo per i fumatori adulti che altrimenti continuerebbe a fumare sigarette tradizionali.

L’idea alla base era di riscaldare il tabacco invece di bruciarlo, e i primi prototipi di un apparecchio mai visto prima seguirono a ruota. Da allora la ricerca e i miglioramenti del dispositivo non si sono mai fermati. Ripercorriamo dunque le tappe fondamentali del percorso che è culminato oggi nel dispositivo IQOS che conosciamo, in grado di offrire il gusto del tabacco, senza combustione, senza fumo e senza cenere.

Come sappiamo “Roma non è stata costruita in un giorno”. Anche IQOS ha richiesto anni di ricerca e sviluppo che hanno caratterizzato la storia del riscaldatore di tabacco. Si tratta pur sempre di un dispositivo elettronico relativamente recente, giusto? Solo in parte.

Dietro a questo compatto apparecchio, infatti, si nascondono tre decenni di ricerca, prototipi ed evoluzioni. Un lungo percorso, intrapreso da Philip Morris nella convinzione di poter realizzare la visione di un mondo senza fumo di sigaretta.

Riscaldatore di tabacco IQOS: una storia lunga 30 anni

Finora i numeri sono incoraggianti. IQOS è oggi presente in 70 paesi distribuiti in tutto il mondo e sono 14,9 milioni i fumatori adulti nel mondo che hanno abbandonato le sigarette tradizionali e usano esclusivamente IQOS. Il prossimo traguardo è fissato per il 2025, anno entro cui Philip Morris punta a che 40 milioni di fumatori adulti si lascino alle spalle la combustione.

Se però tutto questo non è iniziato con l’arrivo di IQOS in Italia e in Giappone nel 2014, quand’è che ha avuto inizio? Quando una delle maggiori multinazionali del tabacco, ha iniziato a lavorare per sostituire le sigarette con qualcosa di così diverso? Per scoprire la risposta, bisogna tornare indietro:

dispositivo iqos su libro antico

Dall’idea di un’alternativa alla sigaretta ad Accord

EHCSS: con questo acronimo si può identificare la prima pietra miliare della storia che ha portato a IQOS così come lo conosciamo oggi. Il significato di quelle cinque lettere può essere reso con “sistema per fumare sigarette riscaldate elettricamente”, in cui si ritrovano similitudini e differenze con il riscaldatore di tabacco odierno. Il riscaldamento era già un punto focale del progetto.

L’idea iniziale risale proprio al 1990, ma è nel 1998 che il sistema varca la soglia dei laboratori per presentarsi al pubblico. Un pubblico ristretto, a dire il vero, perché la “Series E” dell’EHCSS viene denominata Accord e commercializzata solo a Richmond, negli Stati Uniti. Un anno più tardi, una versione evoluta nelle forme e nel funzionamento, la “Series JLI”, prende il nome di Oasis e fa il suo debutto a Osaka, in Giappone; lo stesso dispositivo giunge tre anni più tardi anche a Richmond, ancora come Accord. Una diffusione più ampia viene raggiunta dalla “Series K6”, venduta in Germania, Austria e Svizzera dal 2006 con il nome di HeatBar.

Tutti questi dispositivi avevano però una caratteristica fondamentale che li separa profondamente dal funzionamento di IQOS. Il riscaldamento del tabacco, infatti, avveniva dall’esterno, con diverse lamine che concentravano il proprio calore verso lo stick.

Tobacco Heating System: l’innovazione tecnologica di IQOS

Proprio dall’esigenza di continua innovazione, nasce la rivoluzione tecnologica che tutt’oggi rende unico IQOS. Nel 2007 vede la luce il THS (Tobacco Heating System) 2.0, il primo prototipo di laboratorio in cui gli stick di tabacco IQOS vengono riscaldati dall’interno. Allo stesso tempo viene introdotto il sistema di controllo della temperatura della lamina riscaldante: la prima versione della HeatControl Technology.

Il nuovo principio di funzionamento impone una revisione anche nel confezionamento del tabacco per gli stick; al contempo un filtro più efficace sostituisce l’elemento filtrante precedente.

Il Tobacco Heating System 2.0 è però una svolta anche da altri punti di vista. È con questo device che prende forma il concetto di un dispositivo in due pezzi, ovvero caricatore tascabile e holder per il consumo del tabacco riscaldato. Il primo può immagazzinare energia sufficiente per 20 utilizzi singoli, mentre il secondo deve essere ricaricato dopo ogni stick consumato. A tutto ciò si aggiunge una riduzione delle dimensioni complessive del dispositivo rispetto ai vecchi sistemi a riscaldamento esterno. IQOS come lo apprezziamo ai giorni nostri è vicino, ma mancano ancora alcuni affinamenti determinanti.

Gli ultimi prototipi, il Cube e l’inizio della storia di IQOS

Con il passaggio al Tobacco Heating System 2.1, nel 2009, anche il design si evolve in qualcosa di simile ai prodotti attualmente in vendita. Non è un caso: si tratta infatti del primo vero e proprio IQOS a uscire dai laboratori Philip Morris, anche se ancora non porta questo nome. Il suo compito è di sondare le opinioni dei potenziali utilizzatori, nell’ottica dei ritocchi finali prima del lancio commerciale.

Nello stesso anno, a Neuchâtel, in Svizzera, apre un nuovo centro di ricerca di Philip Morris International: il Cube. Frutto di un investimento di 120 milioni di dollari, diviene da subito il fulcro dell’innovazione tecnologica della multinazionale. Interamente dedicato allo studio e alla sperimentazione dei prodotti di nuova generazione, il Cube dà un impulso decisivo alla tecnologia di IQOS.

È così che IQOS 2.2 fa il suo debutto al pubblico nel 2014. L’esperienza fatta con il Tobacco Heating System 2.1 porta infatti allo sviluppo finale del dispositivo tra il 2011 e il 2013, con numerosi affinamenti. La lamina riscaldante viene ridisegnata e la HeatControl Technology ricalibrata per mantenere una temperatura più bassa e costante. Grazie a queste e altre modifiche, l’esperienza di utilizzo migliora sensibilmente ed è accompagnata da un design completamente rivisto ed evoluto; i tratti fondamentali sono già quelli a cui il riscaldatore di tabacco Philip Morris resterà fedele negli anni seguenti.

Dall’Italia e dal Giappone verso il mondo

Il lancio di IQOS 2.2 avviene in due città selezionate in due mercati completamente diversi: Milano e Nagoya (Giappone). Nonostante culture agli antipodi i due paesi sono uniti dall’importanza della tecnologia; così i fumatori adulti di entrambe le città apprezzano questo nuovo modo di consumare tabacco abbandonando la sigaretta. Nel 2015, si apre una diffusione più ampia. Prima sono Italia e Giappone per intero ad accogliere IQOS, poi una selezione di città in Portogallo, Romania, Russia e Svizzera.

Mentre sempre più persone nel mondo si avvicinando ad IQOS, la ricerca e lo sviluppo non si fermano. Il 2016 è l’anno di IQOS 2.4 e nel corso del 2017 il riscaldatore di tabacco di Philip Morris raggiunge un totale di 38 paesi.

Nel 2018, invece, arriva sul mercato IQOS 2.4 Plus, un’evoluzione in cui spicca la tecnologia. Il design ergonomico del predecessore resta, così come gli indicatori di stato a LED e la batteria già migliorata rispetto al 2.2. Le novità principali, invece, riguardano la connessione via bluetooth allo smartphone (disponibile solo in alcuni Paesi) e la vibrazione dell’holder.

Quest’ultima rende più intuitivo l’utilizzo grazie a una vibrazione all’inizio e alla fine di ogni esperienza.

IQOS 3, DUO e MULTI: il massimo della tecnologia dei riscaldatori di tabacco

kit IQOS riscaldatori tabacco

Siamo così giunti all’ultimo capitolo di questo viaggio nella storia dei riscaldatori di tabacco di Philip Morris. Perlomeno al 2020, anno in cui sono oltre 50 i paesi in cui è possibile trovare IQOS.

Accanto a IQOS 2.4 Plus, poi, la proposta di dispositivi scalda tabacco si è ampliata ed evoluta rapidamente negli ultimi mesi, con l’arrivo di IQOS 3, IQOS 3 MULTI e IQOS 3 DUO.

Il primo ha portato linee più morbide e ancora più eleganti nel mondo IQOS, oltre a novità tecniche concrete. L’esperienza d’uso è più fluida grazie all’apertura senza bottoni del caricatore tascabile; ma anche più rapida: l’holder impiega 40 secondi in meno per ricaricarsi rispetto a IQOS 2.4 Plus. Il sistema ProtectionPlus ha reso il dispositivo più robusto e affidabile il dispositivo.

IQOS 3 MULTI è invece andato incontro a chi desiderava qualcosa di ancora più pratico e compatto. Il suo design “tutto in uno” senza caricatore tascabile, infatti, consente di utilizzare fino a 10 stick di tabacco con una sola ricarica.

kit IQOS 3 DUO

Infine, IQOS 3 DUO ha reso possibile fino a due utilizzi consecutivi dell’holder, eliminando la necessità di ricarica dopo ciascun uso. Senza contare che la ricarica dell’holder è anche più veloce di oltre 100 secondi rispetto a IQOS 3 e di oltre 140 rispetto a IQOS 2.4 Plus. Il risultato è che bastano meno di due minuti all’interno del caricatore tascabile per avere l’holder pronto per l’utilizzo.

Niente fumo o cenere: è grazie alla HeatControl Technology

Tutti questi dispositivi hanno però un elemento fondamentale in comune: l’ultima evoluzione della HeatControl Technology. È grazie a questa che la lamina riscaldante interna, può mantenere una temperatura costante del tabacco.

kit IQOS alternativa sigaretta

Proprio dall’assenza di combustione derivano poi i tre vantaggi chiave di IQOS e della sua HeatControl Technology: l’assenza di fumo, cenere e meno odore persistente rispetto alle sigarette.

Al termine di questo racconto della storia di IQOS, sapete quanto è lungo il percorso verso un futuro senza fumo.

Questo prodotto non è privo di rischi e fornisce nicotina che crea dipendenza. Solo per maggiorenni che altrimenti continuerebbero a fumare o ad usare altri prodotti con nicotina.