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Sessanta, Settanta e Ottanta: la storia dell’alta moda italiana

Ci sono nomi che non hanno confini nel tempo e nello spazio, che sono conosciuti in Italia, in Europa e in tutto il mondo. Nomi che vanno oltre il periodo storico in cui vivono, perché ciò che hanno creato è sempre sinonimo di innovazione. Valentino, Giorgio Armani e Gianni Versace sono alcuni di questi: veri game changer, entrati nella storia della moda dagli anni Sessanta, Settanta e Ottanta e destinati ad entrare anche nel suo futuro. Stilisti italiani che hanno creato stili, forme, colori e, a volte, e hanno anche dato un valore e un ruolo completamente nuovo alla figura della modella.

Alta moda italiana: il re e l’imperatore. Ovvero Armani e Valentino

Re Giorgio e l’Imperatore Valentino dominarono incontrastati nel Regno della moda, dagli anni Settanta agli anni…” Potrebbe essere l’incipit di un capitolo in un trattato di storia i cui protagonisti sono i due stilisti italiani più importanti al mondo.

Entrambi associati a un loro personalissimo colore: il rosso Valentino e il greige Armani, una raffinata tonalità tra il grigio e il beige. Entrambi capaci, ancora oggi, di essere ascoltati come guru indiscussi, come quando, solo pochi mesi fa, all’età di 86 anni, Armani si è espresso a favore di un rallentamento dei ritmi della moda post lockdown, a vantaggio di un fashion system più etico e responsabile. Anche Valentino, che oggi di anni ne ha 88 e che ha ceduto la direzione creativa della Maison allo stilista Pierpaolo Piccioli, ha ricevuto solo due anni fa il riconoscimento del Parlamento europeo come Uomo di moda e di pace per il suo impegno umanitario.

Hanno vestito attrici agli Oscar, hanno dedicato loro documentari, sono nati Musei, come l’Armani Silos a Milano, che ne raccontano le opere. Già, perché l’alta moda che hanno creato entra a pieno titolo nell’arte con raffinatezza, eleganza e quella capacità di trasformare chi indossa i loro capi grazie a tagli e dettagli.

Storia della moda: anni ’80, Versace inventa le top model

Cindy Crawford, Naomi Campbell, Christy Turlington, Claudia Schiffer, Linda Evangelista, Carla Bruni, Helena Christensen: cos’hanno in comune le donne che per un intero ventennio sono state le più belle del Pianeta? Il loro legame con lo stilista italiano Gianni Versace, l’uomo che ha dato alle modelle il ruolo di protagoniste e le ha sapute trasformare in icone.

La sua esuberanza, il suo concetto di moda che attinge dall’archeologia, dalla mitologia (non a caso, il suo marchio è la testa di Medusa) e dalla simbologia antica hanno attratto verso di lui anche il mondo della musica, da Madonna a Sting ed Elton John. Erano gli anni Ottanta, colorati, esagerati, creativi e Gianni Versace ne era uno dei maggiori rappresentanti. E lo è stato anche nel decennio successivo, fino al 1997, quando viene ucciso a Miami. Da allora, la sorella Donatella ne porta avanti gli insegnamenti e lo stile.

…e poi arrivò la moda pop di Fiorucci

Non possiamo non concludere questa sezione dedicata ai trent’anni più rivoluzionari della storia della moda italiana, senza parlare di un altro grande personaggio: Elio Fiorucci, l’inventore della moda pop. Il suo essere innovatore si gioca su un piano diverso da quello dei suoi colleghi sopra citati.

Lui vuole una moda democratica, per tutti, che nasce anche dai marciapiedi. Dopotutto sono gli anni dei figli dei fiori e Fiorucci resta influenzato da Londra e dal suo stile meno “ingessato” rispetto a quello dell’Italia. Italiano di origini ma londinese di gusto e di attitudine, sceglie il colore e l’ironia come tratti tipici della sua firma che hanno caratterizzato anche tutti i suoi negozi, dallo storico in Galleria Passarella a Milano, il primo vero concept store italiano, a quello newyorkese sulla 59th Avenue. Lui piace e anche molto ai grandi nomi dell’arte che in quegli anni esplodono a New York, il suo stile affascina e fa proseliti oltreoceano, proseliti che si chiamano anche Hering, Capote e Warhol, che dopo aver visitato il suo negozio dice: “Andate da Fiorucci, è proprio un luogo divertente. È tutto ciò che ho sempre voluto, tutta plastica".

Il suo concetto di moda è rimasto ed è ancora adesso un punto di riferimento per molti brand, proprio per quella capacità di creare commistione tra abbigliamento, design, architettura, utile, futile e leggerezza di cui sentiamo spesso il bisogno.

Curiosità sull’alta moda italiana

1. Negli anni Ottanta, Gianni Versace ha disegnando abiti per numerosi spettacoli teatrali, che gli hanno fatto ricevere, nel 1988, il titolo di “Stilista più innovativo e creativo".

2. Armani Silos, lo spazio espositivo di Armani, in Via Bergognone a Milano, è nato nel 2015 per celebrare i 40 anni di attività dello stilista e ospita 600 abiti, 200 accessori e un ricco archivio digitale.

3. Valentino è l’unico stilista ad aver vestito ben otto attrici che sono state premiate agli Oscar, da Sophia Loren a Julia Roberts e Cate Blanchett.

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