Importante: possibili ritardi nelle spedizioni a Brescia e provincia.

HAI DIMENTICATO LA TUA PASSWORD?

Torna al LOGIN

Torna al LOGIN
O
News / Tecnologia e società / Colori e tecnologia: lo spettro dei colori e i suoi mille codici.
tecnologia e colori codici

Colori e tecnologia: lo spettro dei colori e i suoi mille codici.

Il 2020 è stato un fiorire di arcobaleni alle finestre, un simbolo di speranza e unità. Ma perché proprio l’arcobaleno? Perché lo spettro dei colori, che è solo la frammentazione della luce bianca, dovrebbe simboleggiare qualcosa per l’umanità? I colori ci circondano e influenzano i nostri comportamenti in un moto perpetuo mentre li manipoliamo grazie alle nuove tecnologie, nella vita e nell’arte.

Negli ultimi vent’anni c’è stato qualcuno che ha influenzato le nostre preferenze cromatiche di anno in anno: qualcuno che ha determinato un trend nella moda, negli arredi, nei colori delle nostre auto. Si tratta di Pantone, un’azienda americana nata nel 1962 che si occupa di modelli di colore, in modo tale da renderli uniformemente applicabili in tutti gli ambiti di stampa, utilizzando dei codici divenuti poi normativa internazionale.

Ma perché ad ogni stagione qualcuno decide quale sarà la palette di colori che andrà di moda? Di base sicuramente c’è un marketing fondato sui dati analizzati dalle agenzie di trend forecast; in seconda istanza ritorna il moto circolare tra suggerimento e sentimento che ci ispira una certa sfumatura.

Le palette di colori e la psiche umana

Il colore deciso da Pantone per questo 2020 era il classic blue: un infuso di calma, serenità e connessione, che supporta il desiderio comune di costruire le basi per una nuova era. Un colore di fede e di speranza, e mai come in questo momento storico se ne sente il bisogno. Ma la scelta non si basava sulla pandemia in arrivo, era imprevedibile, eppure ci ha azzeccato.

Nei paesi anglosassoni, per esempio, “feeling blue” significa tristezza ma il motivo da cui deriva questa espressione, trovata per la prima volta in uno scritto di Chaucer nel 1385, non è chiaro. Forse perché quando moriva il capitano o un ufficiale di una nave si esponeva un vessillo blu, oppure perché è la sfumatura che assume l’incarnato quando manca ossigeno nel sangue: non ci è data origine certa ma dimostra ancora una volta come percezione e cultura attribuiscano un valore a una tinta.

Questo ci porta all’arcobaleno dei nostri balconi: il ponte celeste alla cui estremità si trova una pentola d’oro, dice la leggenda. La speranza. Ma un arcobaleno è solamente un raggio luminoso che colpisce minuscole gocce d’acqua che fungono da elemento di rifrazione, frammentando solo la parte visibile all’uomo della luce bianca, lo spettro dei colori.

I colori del web... tra i molti il teal

Eraclito diceva che “vedere è una delusione”, visto che in realtà la luce è priva di colori e la percezione degli stessi è un’esperienza umana, e animale, causata da uno stimolo esterno poi elaborato dal nostro cervello. In termini di fisica, la luce è una radiazione elettromagnetica e l’occhio umano percepisce solo una parte di essa. Si ritiene che altri esseri viventi percepiscano parti della radiazione (la luce ultravioletta, ad esempio) a noi invisibili. In ogni caso il segmento mediamente visibile da un occhio umano va da 100.000 a 1.000.000 sfumature di colori, per questo ci piace così tanto selezionarle e catalogarle. La percezione cromatica si basa sul principio sintesi cromatica additiva. I fotorecettori nei nostri occhi agiscono come un filtro che assorbe tre diverse gamme dello spettro elettromagnetico: il rosso, il verde e il blu. Questo è il principio su cui si basano tutte le TV, i monitor a colori e la grafica digitale, il cosiddetto codice dei colori RGB.

Non tutti i dispositivi però hanno sempre avuto le stesse caratteristiche tecnologiche, per questo il codice RGB si è ulteriormente semplificato a favore del codice esadecimale utilizzato per i colori nel web, a favore di supporti a bassa risoluzione (a 8 bit per 216 colori), questo per consentire a tutti la possibilità di avere un’esperienza visiva identica. Considerato che il digital imaging ormai ci circonda, la tecnologia del colore si è evoluta in una palette di 16 milioni di colori, al pari del percepito nel mondo reale. Tra i primi 16 web color formulati nel 1987 c'è quello che ancora oggi viene chiamato “teal” o foglia di tè o ancora tè blu, è una tonalità che va dal medio allo scuro di un blu tendente al verde. Tra le curiosità legate a questo colore in Windows 95 il teal era il colore di default dello sfondo.

Tecnologia e colori: schermo digitale vs stampa, due mondi diversi

I problemi di traduzione tra colore digitale e stampa rimangono: quest’ultima utilizza il sistema di sintesi cromatica sottrattiva, basata su colori secondari - CMYK: ciano, magenta, giallo e nero - che si comportano in modo molto diverso dall’RGB.

La stele di Rosetta dei sistemi cromatici sono i modelli di colore standard LAB, una sorta di interfaccia tra input digitale (RGB) e output fisico (CMYK); anche in questo caso i profili colore vengono tradotti in uno standard internazionale (ISO) che assicura il risultato finale. Europa, Stati Uniti e Asia utilizzano dei supporto cartacei di diversa fattura, perciò anche i profili di esportazione ISO sono diversi, ma vi basti sapere che non sempre ciò che vedete a video, una volta stampato, avrà un aspetto identico.

Le nuove tecnologie al servizio dello spettro di colori

Lo studio della percezione del colore da parte degli artisti è una storia lunga secoli: uno tra i primi a farlo fu Leonardo Da Vinci, che teorizzò la variazione dei colori basata sulla lontananza degli oggetti rispetto all’occhio di chi guarda. In seguito si arrivò alla scomposizione cromatica di impressionisti e puntinisti, alla sintesi di forme e colori di Piet Mondrian, agli studi sui cromatismi “stagionali” della scuola del Bauhaus di Johannes Itten, alle illusioni ottiche di Victor Vasarely. Proprio alla optical art di Vasarely si ispira uno degli artisti contemporanei più interessanti, Felipe Pantone - un nome d’arte ad hoc da ex street artist - che prosegue gli studi sul colore utilizzando nuove tecnologie su una base di studi classici.

L’elusivo Pantone elabora modelli in 3D al computer per realizzare le sue opere, traducendole poi in affreschi, mosaici, dipinti e sculture cinetiche. “La luce e il colore sono la vera essenza delle arti visive. Grazie alla televisione, i computer e la moderna illuminazione, la nostra percezione di luce e colore è cambiata completamente”, dice l’artista argentino-spagnolo: le sue opere vibrano e cambiano in base alla posizione dell’osservatore, grazie a sovrapposizioni di forme e colori con effetti moiré e iridescenti. Dall’edificio pixelato dell’Università di Valencia alla Chevrolet Corvette che sembra uscita da un videogame anni ’80, l’artista non si preclude nessuna superficie e nessun tecnica, giocando con mosaici, plexiglass, vernice a spruzzo e stampa digitale, in un modernissimo mix tra arte classica e tecnologia.

Prodotto aggiunto al carrello

Your cart is empty

Find the IQOS that suits you best.

Compare models

Prodotto non privo di rischi. Destinato ai fumatori adulti
  • Italiano

Inserisci mese e anno di nascita per confermare di essere un maggiorenne fumatore o utilizzatore di altri prodotti contenenti nicotina.

Conferma

Questo sito è destinato solo a maggiorenni fumatori o utilizzatori di altri prodotti contenenti nicotina

We Care

Questo sito contiene informazioni sui nostri prodotti da utilizzare con tabacco e abbiamo bisogno della tua età per accertarci che tu sia un maggiorenne in Italia che continuerebbe a fumare o a usare prodotti contenenti nicotina. I nostri prodotti da usare con appositi stick di tabacco non sono un'alternativa allo smettere e non sono concepiti come strumenti di supporto alla cessazione. Non sono privi di rischi. Gli stick di tabacco contengono nicotina, sostanza che provoca dipendenza. Uso riservato a soli adulti. Per maggiori informazioni visita la sezione Cosa Sapere di questo sito.