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Agritech e Foodtech: tra agricoltura sostenibile e cibo del futuro

Il futuro è fonte di preoccupazione per la maggior parte dei giovani e il tema che più li preoccupa non è la mancanza di lavoro o il prolungarsi della pandemia, ma è la condizione del Pianeta. Il tema coinvolge sempre più l’economia politica e sociale e si affronta su più fronti, uno di questi, quello che ci coinvolge tutti molto da vicino, è quello alimentare. Non a caso, il settore dell’agrifood, che comprende agritech e foodtech, ha guadagnato 17 miliardi di investimenti, solo nello scorso anno.

Dall’agricoltura ecosostenibile all’agritech

Nel 2020, il mondo intero ha dovuto ripensare le proprie scelte di vita. Non solo i singoli, ma anche l’economia hanno rivisto la scala delle priorità. Sul podio, al centro delle preoccupazioni, ci sono cibo e acqua in termini di mantenimento della popolazione mondiale e come grandi contributori all'inquinamento e al riscaldamento globale. Il World Economic Forum (WEF 2020), infatti, riporta come lo spreco alimentare costi all'economia globale 940 miliardi di dollari all'anno ed emetta l'8% dei gas serra.

Da qui l’ascesa del settore dell’agritech, che sfrutta la tecnologia per rendere più efficiente e sostenibile l’intera filiera dei prodotti alimentari, dalla produzione al momento di consumo, e del settore del Foodtech. Davide Dattoli, CEO e co-founder di Talent Garden, segnala come “In Italia, il mercato è ancora sbilanciato sul food piuttosto che sul tech e la nostra economia è ancora di nicchia”.

Mentre nel resto del Mondo a guidare la classifica ci sono gli Stati Uniti e il Canada, Paesi in cui si concentrano più della metà degli sforzi economici mondiali: 34 miliardi. Come riporta il Sole 24ore “segue l’Europa con 14,3 miliardi e l’Asia con più di 13 miliardi”. Come si sta muovendo l’Italia? Quali sono le nuove realtà imprenditoriali Italiane da tenere d’occhio? E come si sono innovate le aziende già esistenti?

Agritech e cibo del futuro

Negli ultimi anni, soprattutto nell’agrifood, si è parlato di bio e di chilometro zero. Ma i trend dell’alimentazione nel 2021 e oltre, vanno nella direzione dell’innovazione tecnologica per un’alimentazione alternativa: si cercano nuove risorse e nuovi campi da esplorare.

Entrando nello specifico, si parla di carne e pesce creati in laboratorio o proteine alternative derivanti da piselli, alghe o funghi, ma anche dell’uso di insetti e altre fonti proteiche non tradizionali. Anche le diete basate sul DNA e quelle a base di pasti sostitutivi sono al centro di ricerche e investimenti. Le alternative sono numerose e altrettante sono le aziende nate per esplorare l’intero settore, fare ricerca e produrre nuovi alimenti.

Foodtech e produzione sostenibili: ricette anti crisi

Ad oggi, nel settore dell’agrifood, che cresce del 42% su base annua, si contano più di 5.000 imprese e le migliori realtà imprenditoriali di tutto il Mondo saranno riconosciute al “The foodtech 500” di Fooding Forward, grazie a un algoritmo che sommerà tre diverse tipologie di punteggio: business size score, per le dimensioni dell’azienda in termini di risorse e investimenti; digital footsprint score per la crescita futura dell’azienda nel digitale, e sustainability score che tiene in considerazione gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile selezionati dalle Nazioni Unite.

Nei prossimi articoli scopriremo insieme i vincitori del “The Foodtech 500” del 2020, i migliori talenti imprenditoriali globali che lavorano a ecosistemi che uniscono cibo, tecnologia e sostenibilità.

Agritech e futuro: l’ONU ci aspetta

Ridurre gli sprechi acquistando solo il necessario, consumare prodotti locali, moderare il consumo di carne, latticini e uova e preferire il cibo biologico sono solo alcune delle azioni che chiunque può fare per il bene del Pianeta.

É possibile fare di più? Sicuramente sì. Le soluzioni sono molteplici e tutti possono contribuire al raggiungimento dei 17 obiettivi dell’ONU, perché il tema non è solo nelle mani dei governi, delle scienza e della tecnologia, ma è nelle scelte e azioni di ogni singolo. Tra questi, c’è chi, più degli altri, è capace di creare e aiutare a diffondere nuove abitudini quotidiane. Scopriremo chi e come ha saputo creare quell’indispensabile anello di congiunzione tra la produzione sostenibile e la richiesta di massa dei prodotti agritech-made.

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