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News / Made in Italy / Le invenzioni italiane meno conosciute che hanno fatto la storia
invenzioni italiane importanti

Le invenzioni italiane meno conosciute che hanno fatto la storia

Si finisce per citare sempre le invenzioni italiane più note (come la “mitica” macchina per il caffé Bialetti), ma ce ne sono alcune che hanno fatto la storia e che hanno come protagonista un piccolo particolare che ha trasformato per sempre i mondi a cui è stato applicato. Tanto semplici quanto ingegnose, sono le invenzioni più strane che hanno cambiato la vita a chi le usa ancora oggi.

Gli Italiani, si sa, sono conosciuti in tutto il mondo come un popolo di poeti, santi e navigatori ma a giudicare dai brevetti e dall’influenza di alcune soluzioni, soprattutto di inventori. Forse è una questione di DNA o di cultura, ma se c’è una cosa in cui siamo praticamente imbattibili – tenendo conto di superficie totale del nostro Paese per numero di abitanti – è il peso specifico della nostra vena inventiva pro capite.

macchina caffè espresso

Che si tratti di sistemi complessi come l’hardware open source Arduino (2005) o il microchip di Faggini (1971) oppure delle versioni più astute di invenzioni già esistenti, come la macchina per fare il caffè e i libri scolastici, gli italiani hanno dato il loro contributo con un netto miglioramento e possono fregiarsi di un bel distintivo: essere tra le menti più ingegnose al mondo. Non è facile eguagliarci, anche in relazione a quanto longeve siano le invenzioni a cui abbiamo dato – anche accidentalmente – vita.

Candido Jacuzzi, una mente italiana emigrata che ha cambiato il modo di fare il bagno nella vasca

invenzione vasca jacuzzi

Se oggi, infatti, possiamo immergerci in una vasca di acqua calda con una pioggia meravigliosa di bolle lo dobbiamo al genio della famiglia Jacuzzi. E precisamente a Candido che, nel 1956, ha pensato di alleviare le sofferenze a uno dei suoi figli, colpito da artrite reumatoide con il primo modello di quella che poi diventerà la vasca “Jacuzzi”.

Osservando i trattamenti e i benefici a cui era sottoposto in ospedale e forte dell’esperienza che la sua famiglia – friulana emigrata in California a cercare fortuna - aveva nella realizzazione di eliche a motore, dà vita al primo motore a immersione in grado di generare nella vasca da bagno l’effetto dell’idroterapia. Ottenendo due benefici: a breve termine, il figlio ha potuto trasferire a casa i suoi trattamenti, e a lungo termine. Ancora oggi infatti, il business degli Jacuzzi – le vasche idromassaggio – è vivo e solidissimo a livello mondiale. E l’acqua calda con le bolle, si sa, è davvero un piacere unico.

Innovazioni italiane: Santorio Santorio e l’invenzione del termometro per la misurazione della temperatura corporea

invenzione termometro santorio

Il calore e la misurazione della temperatura sono le protagoniste degli studi di un altro inventore italiano, precedente – e di molto – agli Jacuzzi: Santorio Santorio. È grazie a lui se il termometro per rilevare la temperatura corporea diventa immancabile, prima nel kit visita dei medici, e poi dell’armadietto di primo soccorso nelle case, nelle scuole e negli uffici.

Nel 1612, infatti, per approfondire le sue conoscenze sul benessere del corpo, il medico Santorio mette a punto il bis bis nonno del misuratore di temperatura corporea e della bilancia per il peso corporeo e definisce così una nuova dimensione della medicina applicata all’uomo, quella quantitativa oltre che qualitativa.

Innocenzo Manzetti, il papà inventore della macchina per fare la pasta senza mattarello

invenzione macchina per fare la pasta

Il termometro e l’acqua (salata) che bolle sono alla base di un’altra importante invenzione legata a un simbolo tutto italiano: la pasta. Che sia industriale o rigorosamente fatta in casa, la macchina per fare la pasta è l’eredità di un altro inventore del Bel Paese, Innocenzo Manzetti, a cui sono legati altri progetti importanti di meccanica che hanno segnato un’epoca: il velocipede, l’idrovora, il pantografo.

Le sue conoscenze applicate alla cucina, migliorano la vita delle tante cuoche che la pasta la preparano ancora con una ricetta secolare: mattarello e olio di gomito. Fino al 1857 quando Manzetti completa la sua macchina a cilindro con manovella: il brevetto è tanto semplice quanto ingegnoso, infatti, l’impasto viene spinto all’interno del tubo fino a incontrare un disco a fori sagomati da cui esce come spaghetto ma anche come fusillo o tortiglione da tagliare, per la pasta corta. Un principio mai abbandonato e di grande fortuna anche al di là dei confini italiani, ancora oggi alla base dei macchinari per la produzione industriale e vero salva-tempo nella vita di chi spadella in cucina.

Luigi Bezzera: l’invenzione italiana della macchina per il caffè espresso

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Non è italiano come la pasta ma è altrettanto diffuso nel Paese come un pilastro culturale: il caffè. E se oggi se ne consumano tante tazzine, soprattutto al bar - per non perdere l’aroma intenso - è grazie all’invenzione di Luigi Bezzera, che a Milano nel 1901 inventa e brevetta la macchina per il caffè espresso con maniglia portafiltro per tazza singola, un’invenzione ancora oggi applicata in tutto il mondo. Un brevetto anche questo che ha trovato spazio in molte case, dove è stato preferito alla moka, per la sua praticità e che ancora resiste nell’era del caffè in cialde, oltre 120 anni dopo la prima tazzina.

Un’invenzione made in Brianza che gira il mondo: la vite “a brugola” di Egidio Brugola

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Tra le invenzioni italiane che sono ancora fondamentali nella vita di ogni giorno e che spesso si dimenticano c’è la vite a brugola. Una vite metallica, appunto, con la testa che ha l’incavo a sagoma poligonale, compagna di mille montaggi di mobili svedesi. Un oggettino indispensabile che proviene direttamente dalla patria del mobile, la Brianza, dove la mente di un inventore geniale di nome Egidio Brugola la battezza e la applica inizialmente in ambito automobilistico. Il suo brevetto è del 1945 ma il suo valore è oggi alla base di uno delle industrie più forti dell’Italia, in mano agli eredi di Brugola. E la sua applicazione è diventata praticamente infinita dai motori ai mobili, passando per tutti i settori in cui si applica la minuteria metallica.

Tullio Campagnolo, ovvero l’inventore italiano del cambio ruota della bici super rapido

Minuteria che è la protagonista della vita di un altro inventore entrato nella storia dell’Italia: Tullio Campagnolo. Nato e cresciuto in una ferramenta, Campagnolo unisce le sue conoscenze di ferramenta e meccanica in una grande passione: il ciclismo. Un sentimento che coltiva in due modi, da sportivo in sella alle bici e da tecnico, nel retrobottega. Gareggia anche, ma sono le sue abilità tecniche e una visione così al microscopio delle dinamiche di corsa che lo aiutano nel 1930 ad attuare una piccola grande rivoluzione. Inventa, infatti, il meccanismo di sgancio rapido della ruota di una bicicletta, separata dal meccanismo a catena, semplificando enormemente la soluzione dei problemi in ambito di gara, quando occorre essere veloci precisi e senza intoppi.

La passione: l’ingrediente segreto che accomuna le invenzioni italiane che hanno fatto la storia

Che si tratti di pasta, caffè, bolle di acqua calda, gli inventori italiani sono animati tutti da un fattore comune: la passione per quello che fanno.

È stato così per Leon Battista Alberti e Filippo Brunelleschi che hanno rivoluzionato per sempre la percezione dello spazio con la prospettiva (1400) oppure la passione per la cultura di Ernesto Bignami che nel 1931, i “Bignamini”: che tutti conoscono come bigini, una collana di riassunti con la copertina marroncina, per camuffarsi alla perfezione sotto il banco. O ancora il lavoro di Giuseppe Mercalli in sismografia per la messa a punto della scala Mercalli (1902), per “raccontare” i terremoti attraverso i misuratori ma anche la percezione umana.

Una passione che ha reso la vita delle persone più semplice, più pratica e proiettata al futuro imminente.

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