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In viaggio con IQOS e la tecnologia: quattro città hi-tech dove il futuro è adesso

Allontanarsi dalla quotidianità, partire e andare alla scoperta del mondo: il periodo di Natale offre a tanti l’opportunità di viaggiare e gli IQOS lover sanno bene che il loro riscaldatore di tabacco può accompagnarli in molte mete. Ispirato dalla propria vision hi-tech, IQOS vuole proporre quattro destinazioni, dove si respira innovazione e il futuro sembra essere già iniziato. Da Londra a Singapore, passando per San Francisco e Shanghai, questi sono gli appunti di viaggio utili per un weekend, una o due settimane alla scoperta della tecnologia.

A pochi giorni dal Natale 2019, nel pieno dell’atmosfera delle feste, è normale che i pensieri finiscano lì, tra le abbuffate che ci attendono al varco e gli ultimi regali da scovare, tra negozi e bancarelle. Ma c’è qualcos'altro su cui vale la pena soffermarsi: il tempo libero. Tra il 25 dicembre e l’epifania 2020, infatti, in molti avranno finalmente l’occasione di prendere qualche giorno di riposo. Se non avete ancora deciso la destinazione del vostro prossimo viaggio, ecco alcune mete stimolanti all'insegna di innovazione e tecnologia.

Non si tratta di destinazioni casuali. Le mete selezionate da IQOS si distinguono tutte per il loro essere fortemente proiettate verso il futuro e caratterizzate dalla tecnologia. Proprio come IQOS, che nasce dalla volontà di cambiamento di Philip Morris International per un futuro senza fumo.

Quali sono dunque le città prescelte da IQOS per le vacanze di Natale 2019? Partiamo da Londra, uno dei propulsori d’Europa in materia hi-tech: perfetta per un weekend. Avete un’intera settimana a disposizione? Allora perché non spingersi direttamente al centro dell’innovazione tecnologica mondiale, visitando San Francisco e la Silicon Valley. A chi può invece prolungare le ferie, infine, IQOS suggerisce Shanghai, la capitale hi-tech della Cina, seguita dalla frenetica Singapore.

Londra: dalla storia al futuro hi-tech

Da Buckingham Palace all’abbazia di Westminster, dal Tower Bridge al Big Ben, i più noti monumenti di Londra raccontano la storia plurisecolare della città adagiata lungo le rive del fiume Tamigi. Forte del suo passato glorioso, la capitale del Regno Unito è però ancor più proiettata verso il futuro.

Basta rivolgere lo sguardo verso lo skyline della City, arricchito a ciclo continuo da nuovi grattacieli, per rendersene subito conto. Il simbolo della corsa verso l’alto di Londra è senza dubbio The Shard (la scheggia), progettato da Renzo Piano, che, con i circa 310 metri di altezza, è il quinto grattacielo più alto d’Europa. Proprio da qui si può iniziare una visita alla Londra versione hi-tech, magari giocando a riconoscere dai 240 metri del 72° piano tutte le principali attrazioni offerte da una delle città più visitate del mondo.

Da una simile altezza è tuttavia difficile scorgere le ragioni che hanno portato Londra a essere costantemente la prima città europea (attualmente è terza assoluta dopo New York e Tokyo) nella classifica annuale Innovation Cities Program, redatta dall’agenzia internazionale 2thinknow. Dunque cos’è che l’avvicina alla carica innovativa di IQOS?

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Infrastrutture, tecnologia e design: la Londra innovativa

Un ruolo essenziale lo hanno sicuramente le decine di migliaia di aziende impegnate nella tecnologia. Secondo alcune stime, infatti, a Londra risiedono più startup e programmatori che in qualsiasi altra città del mondo. Un altro fattore cruciale è il mastodontico investimento di 20 miliardi di euro nel progetto Crossrail, che diverrà operativo entro il 2021, potenziando a dismisura il trasporto pubblico dell’intera area urbana.

Se volete visitare il cuore innovativo della capitale britannica, dovete però recarvi all’East London Tech City, nota anche come Silicon Roundabout. È qui che si concentrano le sedi delle realtà hi-tech, come per esempio il Campus di Google. Al suo interno vengono organizzate visite guidate ogni giorno e, se avete una illuminazione creativa per lanciare la vostra startup, potete anche affittare un piccolo ufficio al suo interno.

Un’altra tappa da non mancare per gli appassionati di modernità è il Victoria & Albert Museum, che frequentemente propone mostre dedicate alle innovazioni nel mondo del design e non solo.

San Francisco e la Silicon Valley: il prototipo della regione hi-tech

Anche se recentemente l’area di San Francisco è crollata fino al nono posto della classifica Innovation Cities, il suo valore come faro mondiale dell’innovazione tecnologica non ne risulta sminuito. D’altronde, il fatto che molti Paesi stiano puntando a creare la propria Silicon Valley, intesa come polo di aggregazione per le realtà hi-tech, significa che l’ispirazione californiana resta valida oggi come ieri.

Nella valle di Santa Clara (è questo il vero nome dell’area a sud di San Francisco), attorno al capoluogo San Jose, sono nati i circuiti integrati al silicio, i microprocessori e numerose altre tecnologie alla base dei moderni dispositivi elettronici. E sempre qui sono sorte le aziende tecnologiche che stanno plasmando il presente e il futuro tecnologico del globo.

Considerando le circa 14 ore di volo dall’Italia, per visitare l’epicentro californiano della tecnologia una settimana di tempo è il periodo minimo raccomandato per pianificare il soggiorno. Seguendo lo spirito un po’ nerd con cui è stata scelta questa meta, la prima cosa da fare è noleggiare un’auto e dirigersi a Sud, verso la Silicon Valley vera e propria.

L’obiettivo? Un tour dei luoghi di culto per la storia delle “big companies” hi-tech. L’Apple Park Visitor Center e l’Apple Campus, One Infinite Loop di Cupertino saranno certamente in cima alle preferenze dei seguaci della mela morsicata; così come il garage dove iniziò la storia imprenditoriale di Steve Jobs, situato a Los Altos.

A Mountain View, invece, si trovano due dei luoghi in assoluto più interessanti della zona: il Computer History Museum e l’enorme Googleplex, con quest’ultimo ricco di attrazioni dedicate ai visitatori. Poco più a nord, risalendo verso San Francisco, a Menlo Park è possibile visitare le decine di acri del West Campus di Facebook: apparentemente il luogo di lavoro dei sogni.

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I colori e le prospettive di San Francisco

Meno spiccatamente votata alla tecnologia e all’innovazione, San Francisco resta una città dal fascino innegabile, in gran parte per gli scorci unici che sa regalare a ogni angolo. Il suo simbolo principale è il Golden Gate Bridge che domina la baia, ma anche i tram, che risalgono volenterosi le ripide colline, e il carcere di Alcatraz sono allo stesso modo iconici.

E che dire della tortuosissima Lombard Street, immancabile in ogni film girato da queste parti e resa unica dalle sue aiuole fiorite di un’infinità di colori. Colori che si ritrovano, mescolati a forti suggestioni orientali, a Chinatown: la più numerosa, nonché la più vecchia comunità cinese negli Stati Uniti.

Opposta, nell’estetica e nel mood, è la zona di Union Square, attorno a cui si sviluppa il distretto finanziario. Qui vicino si può provare la tipica cheesecake americana alla Cheesecake Factory, all’ultimo piano di Macy’s. Spostandosi sulla baia, invece, i luoghi da non perdere sono essenzialmente due. Il Ferry Building, una volta principale snodo dei trasporti marittimi, è oggi un punto di riferimento per chi ama il buon cibo, oltre che per fare acquisti nei giorni dell’antistante Ferry Plaza Farmers Market. Il Fisherman’s Wharf è invece decisamente più caotico e festoso, grazie a negozi, locali, ristoranti e alle onnipresenti e buffe otarie.

Shanghai e Singapore: doppia tappa hi-tech nell’estremo Oriente

Attualmente piazzate rispettivamente al trentatreesimo e al quinto posto dell’Innovation Cities Program, Shanghai e Singapore sono due città imperdibili per gli amanti degli ambienti urbani votati all’avvenire. Noi abbiamo immaginato di unirle in un unico itinerario di due settimane, così da meglio distribuire le circa 30 ore di volo totali necessarie per visitarle entrambe.

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A Shanghai, in particolare, l’impatto con l’hi-tech è immediato. Dall’aeroporto alla città ci sono circa 30 km, ma la distanza viene coperta in appena 8 minuti grazie a un treno a levitazione magnetica dall’impressionante velocità di punta di 430 km/h. E per i patiti di trasporti, il Museo Maglev alla stazione di Longyang Road è una tappa obbligata.

Il vessillo tecnologico è però alto in tutta la metropoli cinese, tanto dal lato produttivo, quanto da quello finanziario e d’investimento. A partire dallo Zhangjiang Hi-Tech Park, il cuore pulsante dell’innovazione situato nel distretto di Pudong, riconoscibile per via dei grattacieli di ogni forma. Tra questi svetta la Shanghai Tower, il secondo edificio più alto al mondo con i suoi 632 metri. È quasi superfluo sottolineare come la vista dal 121° piano sia la migliore che si possa sperimentare in zona.

E nella città le attrazioni hi-tech sono declinate in ogni forma.

Per esempio ci sono decine di sale giochi all’avanguardia, come il Famiku, situato all’interno del centro commerciale di Qibao, nella zona ovest di Shanghai. Qui sono oltre 30 le proposte di giochi interattivi basati sulla realtà virtuale. L’Ultraviolet, invece, è un ristorante in cui l’esperienza culinaria viene esaltata da giochi di luci, suoni, proiezioni e fragranze: con soli dieci coperti, però, una prenotazione molto anticipata è essenziale.

Infine, per non tralasciare un po’ di storia, tra i luoghi da non perdere c’è il Bund: oltre un chilometro di palazzi coloniali affacciati sul fiume che divide in due la città, lo Huangpu. Per vivere l’autentica Shanghai di una volta, invece, una passeggiata tra le vie della Concessione Francese è essenziale. La visita a Zhujiajiao, appena a ovest rispetto alla megalopoli, è invece il modo migliore per rilassarsi in uno dei più suggestivi e tradizionali villaggi acquatici cinesi.

Tecnologia avveniristica e green: il volto hi-tech di Singapore

A cinque ore e mezza di volo da Shanghai, eccoci a Singapore, città stato con la più alta densità di popolazione al mondo dopo il Principato di Monaco. E la concentrazione di startup e aziende improntate all’hi-tech è forse persino più impressionante. A partire dalle oltre 100 stipate nel Blk71, l’edificio che può essere considerato come l’epicentro della vibrazione tecnologica che scorre in tutta la città.

Una megalopoli di 5.300.000 abitanti in cui i robot affiancano gli esseri umani per servire gli ospiti negli hotel, mentre ai Gardens by the Bay gli alberi sono rimpiazzati dai Super Trees. Sì, super alberi che sono in realtà giardini verticali, alti fino a 50 metri e sui quali vivono oltre 150.000 piante e 200 specie di fiori. Il tutto incorniciato da ammalianti giochi di luci colorate. E come non parlare della Cloud Forest e della Flower Dome? Due gigantesche serre in vetro che ospitano specie vegetali da ogni parte del mondo.

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Impossibile poi non citare il mirabolante complesso del Marina Bay Sands, un triplice grattacielo su cui è posato uno sterminato architrave forma di nave, su cui si trovano bar, ristoranti e discoteche. Ai piedi di questa mega struttura si trova l’Art Science Museum, immediatamente riconoscibile per la struttura che ricorda un fiore di loto e casa per esposizioni che hanno l’innovazione, nell’arte come nella scienza, quale filo conduttore.

Come ogni grande città contemporanea che si rispetti, anche Singapore ha la sua vivace Chinatown. Oltre a questa, però meritano una visita anche Kampong Glam e Little India: colorati quartieri rispettivamente a maggioranza araba e indiana. Infine, per tornare a respirare un’atmosfera europea prima di rientrare nel Vecchio Continente, una passeggiata nel quartiere di Padang è quello che ci vuole, con la sua architettura figlia dell’impero britannico.

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