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News / Innovazione e tecnologia / Intelligenza Artificiale: parte III. Transumanesimo, mind uploading e singolarità tecnologica: le nuove frontiere dell'AI

Intelligenza Artificiale: parte III. Transumanesimo, mind uploading e singolarità tecnologica: le nuove frontiere dell'AI

L’intelligenza artificiale può creare «un dittatore immortale» dal quale non è possibile scappare. Se non altro perché, a differenza dei despoti umani, quello artificiale non invecchia. Per non diventare obsoleto, l’uomo a breve dovrà inevitabilmente convergere con le macchine. Dovrà aumentare sé stesso per stare al passo dell’AI. Sarà necessario creare una nuova condizione superumana. Il futuro meno spaventoso che riesco a immaginare è quello in cui abbiamo almeno un’intelligenza artificiale democratizzata. Perché se una società o un piccolo gruppo di persone riuscisse a sviluppare una super-intelligenza digitale divina, potrebbe conquistare il mondo”. Elon Musk

Intelligenza artificiale parte III:

Transumanesimo, il mondo secondo i profeti della tecnologia

Colonizzare il pianeta rosso, salvare l’umanità dall’estinzione, cambiare (in meglio) il mondo. Sono solo alcuni dei sogni che Elon Musk, secondo Forbes il 21esimo uomo più potente del globo, fondatore di Tesla, Space X e di aziende che progettano macchine elettriche senza pilota e camion spaziali, vorrebbe realizzare.

Ci sono uomini che, per vivere, hanno bisogno di sognare. Alcuni hanno bisogno di farlo in grande. Altri ancora, ma sono pochi, quei sogni li realizzano davvero. Elon Musk è senza dubbio uno di questi.

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Nel futuro distopico, immaginato da Elon Musk, le macchine evolute potrebbero mettere a serio rischio l’esistenza del genere umano. La causa? Una distanza troppo ampia tra le velocità evolutive dei due generi: l’AI e l’uomo. Rapida la prima. Meno la seconda.

Valicare i confini dell’umano con il progresso tecnologico

«Io continuo a suonare l’allarme ma non ci saranno reazioni fino a che i robot non scenderanno in strada e uccideranno le persone». Nel docufilm del 2018 “Do you trust this computer?” (Ti fidi del tuo computer?) di Chris Paine, si delineano prospettive e rischi di uno sviluppo troppo avanzato dell’AI. “L’impulso per il film è stato quello di esplorare il modo in cui l’intelligenza artificiale sta iniziando a ridefinire quella fiducia e la nostra relazione con i computer” spiega il regista.

Quanto velocemente la tecnologia AI sta crescendo? Cosa ci promette? Esistono davvero le cosiddette “minacce esistenziali”?

Il transumanesimo: delirio o scenario possibile con l’intelligenza artificiale?

Per i transumanisti gli scettici sono dei tecnofobici che frenano la possibilità di ri-progettare la condizione umana in modo da evitare le limitazioni dell’intelletto umano (e artificiale) in generale.

Dalla teorizzazione della necessaria integrazione dell’uomo con la macchina per aumentare la propria "umanità", all’ambizione di uplodare la nostra intelligenza alla macchina, fondendola con intelligenze artificiali per diventare esseri più evoluti, il passo è breve. Quel passo porta dritto al Transumanesimo.

Secondo i criteri della visione transumanista del futuro e dell’umanità, i miglioramenti apportati dalla tecnologia condurranno l’umanità stessa ad uno stadio di perfezione. Sulla base della natura umana potranno essere creati artificialmente esser ancor più perfetti. Come? Migliorando tutte la parti del corpo umano difettose e sostituendole con parti artificiali non distinguibili dagli organi originari.

La visione dei transumanisti conduce poi verso temi come la simulazione di coscienza e il mind uploading.

Marvin Minsky: l’uomo, la macchina perfetta

Marvin Minsky, universalmente riconosciuto come uno dei pionieri e padre fondatore dell’intelligenza artificiale, definiva il cervello una “meat machine” testualmente una macchina di carne. Sponsor di una visione meccanicistica del mondo e dell’essere umano, si domandava: “Perché mai dovremmo rinunciare, noi o le nostre macchine di carne, ad evolverci verso una migliore funzionalità?

Se una macchina è un apparato costruito per eseguire un certo compito – diceva Minsky – il nostro compito come macchine è certamente pensare, computare, a livello più alto possibile. Il nostro dovere – conclude – o addirittura il senso originario della nostra esistenza, è accrescere la potenza di fuoco computazionale di cui siamo dotati, mettendoci in condizione, come macchine, di funzionare al meglio e il più possibile”.

Al netto dell’adesione o meno al pensiero di Minsky sulle potenzialità umane, a lui viene riconosciuto il merito di essere stato uno dei pochi nel mondo dell’informatica, la cui visione ha permesso di liberare il computer dal suo status di calcolatore e ha compreso la sua portata, identificandolo come uno dei più importanti e potenti amplificatori degli sforzi umani della storia.

Mind uploading: stiamo cancellando la nostra umanità?

L’emulazione del cervello, o mind uploading, prevede la scansione della mente e il caricamento su una piattaforma, un sistema robotico o altro dispositivo di calcolo. Il cuore di questo progetto sono i dati, il codice, chiave di un futuro postumano immortale. La mente simulata, contenente tutta la memoria di quel cervello, come la memoria di uno smartphone, si comporterebbe esattamente a specchio della mente biologia.

Raymond Kurzweil, manager di ingegneria a Google, nel suo libro "La singolarità è vicina", ci descrive un 2045 in cui l’AI si sarà sviluppata al punto da rendere il mind uploading possibile.

Cosa si intende per singolarità tecnologica?

Una singolarità tecnologica è quel momento, nello sviluppo di una civiltà, in cui il progresso tecnologico accelera oltre la capacità di comprendere e prevedere degli esseri umani (qualcosa di molto simile alle affermazioni di Elon Musk).

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La singolarità può, più specificamente, riferirsi all'avvento di un'intelligenza superiore a quella umana (anche artificiale), e ai progressi tecnologici che, a cascata, si presume seguirebbero da un tale evento, salvo che non intervenga un importante aumento artificiale delle facoltà intellettive di ciascun individuo.

Se una singolarità tecnologica possa mai avvenire, è materia di discussione e grande scetticismo. Non per Raymond Kurzweil. Lui è certo che si verificherà nella prima metà di questo secolo. E voi, come immaginate il 2050?

Libera Sibilla

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