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Città della scienza: Genova, tra Istituto Italiano di Tecnologia, Festival della Scienza e l’Acquario

La vocazione mercantile e otto secoli di autonomia: due ingredienti che hanno reso Genova un concentrato di arte, storia e cultura. Esiste però un altro lato della multiforme personalità della Superba che, di anno in anno, cresce sempre più in importanza: quello scientifico. Abbiamo raccolto i luoghi (e gli eventi) che fanno del capoluogo ligure un’autentica città della scienza.

Una città è per definizione un agglomerato. Di palazzi e quartieri, certo, ma anche di culture, persone, storie e differenti vocazioni. Per questo non è mai semplice definirne univocamente l’anima, quantomeno senza scadere in grossolane approssimazioni. Nel caso di una città come Genova, però, si tratta di un’impresa impossibile. Uno sforzo vano, reso tale da quella fusione tra la secolare vocazione commerciale, simboleggiata dal porto, e la ricchezza storica e culturale di cui parla ogni singolo angolo del centro storico.

Visitare Genova la Superba significa perdersi nello stretto dedalo di carrugi e creuze, farsi catturare dall’imponenza della Lanterna o ammirare la bellezza architettonica dei Rolli; e poi la Villa del Principe, la vista dal Belvedere Montaldo e il relax dei Parchi di Nervi. Quello che andremo a vedere in questo articolo, però, è un itinerario diverso, costruito seguendo il fil rouge scientifico.

Genova, una città dove la scienza è sempre protagonista

Genova è una vera città della scienza e offre numerosi di spunti e attrazioni in questo senso. Il che non dovrebbe sorprendere per una città che già nel XVI secolo ospitava cattedre di matematica, logica e fisica. Oggi, invece, è l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) a ricoprire il ruolo di polo scientifico di assoluta eccellenza in città. Si tratta di una fondazione con un organico di oltre 1700 persone provenienti da più di 60 paesi, il cui scopo è la pura ricerca nell’interesse pubblico: dalla robotica, a nuovi materiali, passando per le neuroscienze.

Tra le numerosissime ricerche attive al momento, una delle più stimolanti è quella del Neural Computation Laboratory. L’obiettivo è comprendere come vengano trasmesse le informazioni tra i neuroni nel cervello, per scoprire anche come ciò influisca sui nostri comportamenti e sensazioni. Per non parlare degli studi sulla robotica in campo riabilitativo e su un tema fondamentale del nostro tempo come il machine learning; o ancora sui nanomateriali per le applicazioni biomediche e sui materiali bidimensionali come il grafene. In pratica, l’ITT è al lavoro in qualunque campo l’innovazione sia tale da apparire ai limiti della fantascienza.

Il Festival della Scienza di Genova

Se l’IIT incarna il massimo livello della ricerca scientifica, l’ormai tradizionale Festival della Scienza di Genova rappresenta il lato essenzialmente divulgativo del sapere umano.

La prima edizione del Festival della Scienza di Genova ha avuto luogo nel 2003 e già nel 2006 l’evento è stato selezionato tra i migliori in europa per la promozione della cultura scientifica. Anche quest’anno, come da tradizione, il Festival affronta una delle questioni più importanti nel dibattito scientifico contemporaneo. Sebbene il Festival della Scienza sia legato intimamente alla città di Genova il suo spirito è internazionale e l’evento ogni anno rappresenta un’occasione di incontro per esperti ed appassionati provenienti da tutto il mondo.

L’edizione 2020 del Festival della Scienza è in programma dal 22 ottobre all’1 novembre e avrà come tema principale le Onde. Anche in questa diciottesima edizione, però, la ricetta di base non cambierà: laboratori, spettacoli, incontri e conferenze distribuiti in ogni angolo di Genova; il tutto per rendere il sapere scientifico interessante e coinvolgente, a prescindere dall’età e dal livello culturale di ciascun visitatore.

Le meraviglie della Superba: l’Acquario di Genova

A proposito di conoscenza alla portata di tutti, un viaggio alla scoperta della “Zena” scientifica non può non comprendere una visita all’Acquario di Genova. È il più grande in Europa, con un’esposizione che vanta numeri da capogiro: circa 12.000 animali, 600 specie e più di 70 diversi habitat ricreati.

L’Acquario di Genova è stato inaugurato nel 1992. All’epoca, oltre ad essere il più grande d’Europa, era il secondo acquario più grande al mondo. La struttura esterna è stata progettata dall’architetto Renzo Piano mentre gli interni da Peter Chermayeff. La media dei visitatori annuali dell’Acquario di Genova è di circa 1,2 milioni l’anno che in circa tre ore percorrono i 25.000 metri quadrati della struttura, ammirando l’infinità di specie animali e vegetali presenti.

Il Porto Antico ospita anche la Città dei Bambini, che parla di scienza e tecnologia ai più giovani attraverso giochi, laboratori ed esperienze interattive create appositamente per le diverse fasce d’età. Un intrattenimento divulgativo proseguito durante l’emergenza coronavirus, con dei video sulla pagina Facebook della struttura, volti a combattere la noia del lockdown sperimentando e imparando.

Il Museo di Storia Naturale di Genova

Dal Porto Antico, poi, bastano 20 minuti di passeggiata, passando per la Cattedrale di San Lorenzo e la casa di Cristoforo Colombo, per giungere al Museo di Storia Naturale. Fondato nel 1867, si tratta di un complesso imperdibile per chiunque sia appassionato di natura, o anche per chi sia animato da semplice curiosità. Il Museo di Storia Naturale di Genova, in origine Museo Doria, aveva sede nella Villetta Dinegro, ma vista l’incredibile quantità di materiale e reperti giunti nella città della Lanterna già nel 1912 fu inaugurata la nuova sede, corrispondente a quella attuale, progettata dall’architetto Clodoveo Cordoni.

All’interno sono ospitate collezioni zoologiche, botaniche, minerali e fossili: una finestra larga quattro milioni di esemplari aperta sul nostro pianeta e sull’evoluzione della vita. A rendere il Museo di Storia Naturale di Genova una rarità mondiale c’è anche la sua vastissima collezione di insetti. Si stima infatti che gli esemplari conservati all’interno del museo siano almeno tre milioni.

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