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News / Innovazione e tecnologia / Le nuove frontiere del turismo spaziale: la conquista dello spazio e la corsa verso l’ignoto di Elon Musk
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Le nuove frontiere del turismo spaziale: la conquista dello spazio e la corsa verso l’ignoto di Elon Musk

La conquista dello spazio passa dall’epoca pionieristica a quella commerciale con il primo volo privato targato Elon Musk, verso la stazione spaziale internazionale in orbita attorno alla Terra. Ma quali sono gli obiettivi futuri?

Nella storia, l’esplorazione di nuove frontiere è sempre scaturita dalla curiosità verso l’ignoto prima, e dalla ricerca di nuove risorse da sfruttare, poi. Dalla circumnavigazione del globo fino al primo volo dei Fratelli Wright, il passo da missione esplorativa a rotta commerciale si è accorciato sempre di più, grazie anche ad un’evoluzione tecnologica sempre più rapida.

Il volo spaziale negli ultimi dieci anni sembrava a una impasse. Abbandonata la rivalità da guerra fredda tra Stati Uniti e Russia e raggiunta la pacifica convivenza dedita alla ricerca scientifica della ISS - la stazione spaziale internazionale - la scintilla dell’entusiasmo era scemata, fino a rendere le dirette degli astronauti quasi banali. In moto perpetuo attorno alla Terra, e nessuna voglia di tornare alla conquista della Luna: in fin dei conti perché?

Ci sono voluti due visionari puri, Richard Branson e soprattutto Elon Musk, a riaccendere i motori e a riportare l’interesse dell’opinione pubblica verso l’infinito e oltre, per una corsa allo spazio a suon di dollari.

Le nuove frontiere della conquista dello spazio: la navetta SpaceShipTwo

Almeno 600 persone si sono già prenotate il biglietto per cinque minuti di volo orbitale, in assenza di gravità, a bordo di una navetta Virgin Galactic. La compagnia inglese di Sir Richard Branson è stata la prima a credere nelle nuove possibilità commerciali del turismo spaziale privato. La tipologia di volo è puramente ludica, non ha - per ora - velleità più ambiziose rispetto ad esaudire il sogno di pochi benestanti di spingersi oltre l’ignoto alla conquista dello spazio: il biglietto costa, infatti, 250.000$.

La navetta SpaceShipTwo può ospitare sei passeggeri e viene portata in orbita da un aereo speciale chiamato WhiteKnightTwo. Raggiunta l’altitudine di 50.000 piedi la navetta si stacca utilizzando i propri razzi per raggiungere la quota orbitale, rimanerci pochi minuti per far ammirare la curvatura terrestre e la nera vastità dello spazio, e poi atterrare come un normale aereo.

Il 28 luglio Virgin Galactic presenterà per la prima volta, con una diretta streaming, l’interno della navetta SpaceShipTwo con un virtual walkthrough.

Viaggiatori dello spazio: la SpaceX Crew Dragon

Il 30 maggio 2020 la Crew Dragon, la prima navicella spaziale privata nella storia lanciata dal razzo SpaceX Falcon 9 e pilotata dai due veterani della NASA Bob Behnken e Doug Hurley, ha attraccato senza intoppi alla ISS dopo poche ore. La missione, chiamata Demo-2, ha potuto in questo debutto, assicurare la validità del lancio e certificare la possibilità di attracco alla stazione spaziale per i voli futuri.

Da quando il programma spaziale dello Space Shuttle fu terminato nel 2011, la NASA ha dovuto pagare milioni di dollari alla Russia per trasportare i suoi astronauti nello spazio. Con questo lancio invece, la NASA si è assicurata un veicolo americano, benché privato, per poter operare nei voli orbitali. Il sistema SpaceX Crew Dragon, inoltre, grazie a tecnologie innovative nella costruzione dei veicoli, permette il riutilizzo sia del vettore, sia della navicella, abbattendo costi enormi nella gestione ed aprendo nuove opportunità sia per gli astronauti che per i privati cittadini, che vorrebbero essere viaggiatori dello spazio.

La NASA inoltre vorrebbe commercializzare le rotte della cosiddetta “low-orbit” (dove viaggia anche la ISS) e vede in SpaceX un modello di business vincente. Ma in prospettiva, quali sono gli obiettivi commerciali del turismo spaziale?

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Turismo spaziale: l’uomo su marte?

“La NASA non acquisterà e opererà più razzi e navicelle come ha fatto fino ad ora; diventerà partner dell’industria commerciale” afferma l’amministratore delegato della NASA Jim Bridenstine. "Questo modello verrà applicato quando ritorneremo sulla Luna, e qui atterreremo sulla superficie con scopi commerciali, per creare una piattaforma dove gli esseri umani vivranno per lunghi periodi di tempo con un proposito specifico. E quel proposito è ovviamente andare su Marte”.

L’ossessione di Elon Musk per Marte. Un’ossessione quasi giustificata, considerato lo stato in cui il genere umano sta distruggendo le risorse del pianeta. L’imprenditore sudafricano sostiene che la corsa allo spazio per colonizzare Marte sia prioritario per la conservazione della specie, perché in caso di una terza guerra mondiale, avrebbe più possibilità di sopravvivere rispetto ad una colonia lunare. Elon Musk non teme solo l’ignoranza umana ma anche l’intelligenza artificiale, che al momento non è regolata da alcuna legge o restrizione, e che secondo lui potrebbe essere più pericolosa di una guerra nucleare. Sì, crediamo che la saga di Terminator abbia reso l’idea, ma anche le colonie di Alien. Forse rimanere coi piedi sulla terra potrebbe essere, alla fine, il male minore.

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